Emergenza rifiuti Giulianova, scatta l’esposto alla magistratura

Alessandro Biancardi

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Emergenza rifiuti Giulianova, scatta l’esposto alla magistratura
GIULIANOVA. Rifiuti la solita storia confusa. Ed ora dopo la decisione del sindaco di Giulianova infuriano polemiche ed esposti alle procure.

Sabato scorso il sindaco Mastromauro, vista l’emergenza e la situazione di disagio creata da una serie di condizioni che riguardano il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti, ha affidato in via di urgenza alla società Ecologica Sangro il servizio, in affidamento diretto, per sei mesi.

Difficile contestare la reale esistenza di disagi e di problemi che potrebbero di fatto dare la stura ad una nuova e pericolosa emergenza rifiuti, più difficile, invece, sostenere ragioni di eccezionalità visto che almeno un paio di volte all’anno tensioni e problemi del genere nella zona si ripetono ciclicamente. Nell’ordinanza firmata a tarda notte dal sindaco non vi è traccia però dei criteri adottati nella scelta della società che fa capo alla famiglia di monopolisti del settore Di Zio.

I consiglieri di opposizione del Comune di Mosciano Sant'Angelo e del Comune di Bellante, che da mesi cercano di denunciare la scarsa trasparenza e intrecci di interessi mai emersi, attaccano la scelta e dicono «abbiamo fatto di tutto per scongiurare proprio questo…».

I consiglieri Emilia Di Matteo per "Alternativa Per Mosciano", Maria Cristina Cianella e Martini Massimo per "Nuovi Orizzonti Per Mosciano", Flaviana Pavan, Claudio Di Matteo, Giovanni Pompizii e Sabatino Di Emidio per "Uniti Si Puo' Per Bellante" firmerranno esposti e chiederanno «l’intervento della magistratura contabile e ordinaria e anche del prefetto affinché si faccia chiarezza su questa ormai tristemente famosa vicenda, che vede -purtroppo- coinvolti 6 Comuni, migliaia di cittadini, centinaia di lavoratori, tonnellate di rifiuti—ed una voragine in cui sono precipitati debiti per milioni e milioni di Euro».

Gli stessi consiglieri poi ricordano le tappe salienti che hanno portato all’ultima “emergenza”.

Nel mese di settembre scorso, in riferimento ai presunti accordi di transazione tra Cirsu spa e Aia spa per una possibile acquisizione delle quote detenute da Aia spa in Sogesa spa, hanno invitato i rispettivi Consigli a diffidare i propri sindaci, il presidente del Cda di Cirsu spa Andrea Ziruolo e lo stesso Cda di Cirsu spa a che non impegnassero la società, e con essa i Comuni, al pagamento ad AIA (dunque Deco dei Di Zio) «di qualsiasi importo non supportato dal relativo titolo giuridico e dalle necessarie perizie giurate, e ad assumere impegni di tipo economico-finanziario, senza aver ricevuto la preventiva approvazione da parte dell'Assemblea dei Soci, specificatamente autorizzata dai competenti Consigli Comunali».

Anche dietro i fatti di oggi complesse vicende societarie che riguardano Cirsu, il consorzio dei comuni che si dovrebbe occupare della raccolta dei rifiuti, Sogesa, la società operativa del consorzio di cui faceva parte anche Aia, la società privata dei Di Zio che ultimamente ha venduto le sue quote a Cirsu che ha dunque dovuto pagare una cifra contestata da alcuni.

La complessità delle vicende si scioglie quando si dice che Cirsu e Sogesa –governati dalla politica e dai partiti- hanno indebitato negli anni con scelte poco remunerative sia il consorzio che la società.

Proprio sull’acquisto delle quote i rispettivi Consigli, in modo unanime, hanno dato mandato ai propri sindaci di promuovere, in seno all'assemblea dei soci Cirsu spa l'azione di responsabilità contro tutti gli amministratori di Sogesa spa, per atti e fatti che abbiano prodotto qualsivoglia danno a Cirsu spa.

Il 12 ottobre 2011, dopo una serie di abboccamenti non andati a buon fine, Andrea Ziruolo, in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Cirsu Spa, ha poi formalizzato l’acquisto 245 azioni di Sogesa spa dalla Società Abruzzi Igiene Ambientale spa (Aia), per il complessivo prezzo di € 2.500.000-prezzo determinato dal fatto che la cessione stessa ha carattere transattivo, allo scopo di porre fine a tutte le controversie in corso tra loro. Oggetto della transazione, tra l'altro, anche «...l'azione di responsabilità paventata nei confronti degli amministratori nominati dal socio privato...».

L'atto di cessione delle quote prevede, oltre alla costituzione di una polizza fidejussoria a garanzia del debito (che dovrà essere pagato per € 250.000 al 31/12/2011, per € 1.000.000 al 30/4/2013 e per € 1.250.000 al 31/12/2013), anche la costituzione in pegno delle stesse azioni acquistate, mentre «nulla si dice», fanno notare i consiglieri, «dell'enorme esposizione debitoria di SOGESA spa (circa 10 milioni di Euro) che, con l'acquisto totalitario delle azioni, CIRSU spa si accolla completamente».

Tutto questo è avvenuto –dicono i consiglieri- senza che l’assemblea dei soci e i rispettivi consigli comunali si fossero espressi.

Il 15 novembre, l'Assemblea dei Soci Cirsu spa decide che «l'azione di responsabilità verso gli amministratori Sogesa sarà avviata successivamente in base agli sviluppi delle attività in corso», disattendendo così, fanno notare ancora i consiglieri, il mandato dei due Consigli Comunali di Mosciano e Bellante e dando seguito, invece, a quanto prospettato dal Presidente Ziruolo per il quale «l'azione di responsabilità in questo frangente non è opportuno attivarla per non pregiudicare gli atti assunti. Successivamente, chi ci sarà, potrà portare avanti tale azione».

«Frase davvero di difficile comprensione», contestano i consiglieri comunali dei comuni soci del consorzio, «visto che egli aveva già firmato la transazione anche su questo».

C’è poi un’altra questione che riguarda il debito di Sogesa spa verso Deco spa, di circa € 2.305.000; l'assemblea dei soci ha deliberato «che Cirsu non dovrà accollarsi il debito..».

Dagli atti, comunque, emerge che il sindaco di Bellante non avalla l'atto di transazione, in quanto non corrispondente al mandato ricevuto dal proprio Consiglio Comunale, mentre gli altri Soci Sindaci ne prendono solo atto, senza approvarlo.

Il presidente del Collegio Sindacale, Tiberio Aloisi, abbandona la seduta dei Soci Cirsu prima che i sindaci si esprimano sull'atto transattivo, lasciando agli atti una dichiarazione scritta con cui «... si richiama integralmente alle relazioni del Collegio di luglio e agosto 2011 relative all'esame degli accordi transattivi stessi,..., ribadendo il proprio parere negativo».

«In fondo a tutta questa vicenda», scrivono i consiglieri, «ci sono rifiuti, una discarica da costruire, la continua minaccia di Commissariamento da parte della Regione Abruzzo, la mancata attivazione di azioni di riciclo, il continuo aumento per i cittadini della relativa tassa, un Polo Tecnologico dismesso, lavoratori costretti ad azioni di protesta per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi ed altri in Cassa Integrazione. E' a questo punto, che ci sembra doveroso chiedere l'intervento della magistratura».

 19/12/2011 10:03

* TUTTO SULLE VICENDE CIRSU E SOGESA