Acqua, stangata di Natale. Arriva il sì all’aumento per la provincia di Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Passa in provincia di Chieti l’aumento della bolletta dell’acqua. Su 56 sindaci presenti dei 104 ad averne diritto, 41 votano per l’aumento della bolletta.* A CHIETI AUMENTA ANCHE L’IRPEF

CHIETI. Passa in provincia di Chieti l’aumento della bolletta dell’acqua. Su 56 sindaci presenti dei 104 ad averne diritto, 41 votano per l’aumento della bolletta.

* A CHIETI AUMENTA ANCHE L’IRPEF

Per il 2011 il costo sale a 1,256 euro al metro cubo come tariffa reale media e per il 2012 a 1,316 euro al metro cubo. Grande la partecipazione al presidio organizzato da Rifondazione, comitati referendari, associazioni ambientaliste e sindacati per bloccare l’aumento. Ma alla fine hanno vinto gli amministratori pubblici.

Sorte diversa dunque dal canovaccio che pure si era tentato di scrivere nella provincia di Pescara dove l’assemblea pure convocata per l’aumento tariffario è stata per ora rimandata al 28 dicembre.

In assemblea a Chieti sono emerse tutte le perplessità sollevate in questi giorni dal comitato referendario: la totale assenza della Valutazione Ambientale Strategica, (prevista per legge) nella pianificazione degli interventi; la voluta non applicazione del risultato referendario sull’eliminazione della quota relativa alla remunerazione del capitale, la discrepanza tra i comuni dell’Assi Chieti (104) e i comuni che hanno effettivamente potuto votare il Piano d’ambito (i Comuni ricadenti infatti sotto la gestione dell’Aca e lo stesso capoluogo Chieti, non hanno ovviamente titolarità di voto su quello pescarese laddove in realtà sono previsti gli investimenti per i loro territori, ma non possono votare neanche il Piano dell’Ambito chietino avendo questo un altro gestore, la SASI).

«Abbiamo scoperto dalla voce del commissario Caputi», spiega il consigliere regionale di Rc Maurizio Acerbo «che nel tempo si è provveduto al riordino degli affidamenti in house garantendo la gestione pubblica. Allora gli chiediamo se la doppia presenza di Sasi e Isi non rappresenti invece un problema per l’affidamento dei servizi, come lui stesso sottolinea nelle sue missive (ma non in assemblea) al presidente dell’Isi».

Utilizzeranno i soldi che arriveranno per gli investimenti per ripianare i debiti della Sasi e i costi dei numerosi contenziosi? «Noi su questo abbiamo le idee chiare», precisa Acerbo, «ooccorre subito fondere le due società, ogni attimo in più rischia di mandare all’aria entrambe le società e quindi in seconda battuta i comuni».

E da dove arriveranno i soldi per gli investimenti? Fondi FAS? Quanti? Sono sufficienti o è previsto l’intervento delle banche a prestare, con gli interessi, i soldi mancanti?

«Denunciamo con forza che il nuovo piano è stato votato nello stesso clima del primo piano d’ambito, che sempre come ha riconosciuto lo stesso Commissario “presentava enormi sperequazioni tra investimenti programmati e realizzati”», continua Acerbo. «Con la votazione si sancisce che a pagare i mancati investimenti saranno i cittadini che per quegli stessi investimenti avevano già pagato. Hanno davvero una faccia di bronzo e la memoria corta i sindaci del Pd e del Pdl che da dieci anni ripetono sempre la solita storiella degli investimenti e poi dimenticano sempre di controllare e scaricano sui cittadini la mancata vigilanza». «I sindaci della Provincia di Chieti che hanno votato questo provvedimento hanno dimostrato di avere una maggiore attenzione alle logiche di partito piuttosto che ai reali interessi di chi li ha votati», commenta Nicoletta Di Francesco del Wwf .

Adesso l’associazione ambientalista valuterà le azioni da compiere «in difesa dell’esito referendario e intanto invitiamo i cittadini a prendere atto del fatto che i loro sindaci hanno preferito programmare le gestione dei prossimi venti anni ancora una volta a spese degli utenti, ignorando la volontà popolare espressa con il voto referendario».

19/12/2011 09:10

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A CHIETI AUMENTA ANCHE L’IRPEF

 Se l’acqua non basta arriva anche l’aumento della addizionale Irpef. Lo ha deciso oggi i lconsigli comuanle di Chieti dando adito a non poche polemiche. Infatti la commissione bilancio aveva già dato parere negativo all’aumento o quanto meno di non applicarlo ai redditi inferiori ai 15mila euro.   Oggi il Consiglio Comunale ha approvato la proposta della Giunta Di Primio di aumentare l’addizionale Irpef non tenendo conto di quanto votato in commisisone.

«Il sindaco Di Primio e la sua maggioranza hanno semplicemente applicato la regola dello scarica barile», ha coommentato il consigliere di opposizione Luigi Febo, «e così, ancora una volta i cittadini (anche quelli con i redditi più bassi) si trovano ad essere quelli che pagano di più la crisi economica. I consiglieri di maggioranza “dissidenti” Di Labio, Marino, Di Renzo, Aceto e Di Paolo che si sono astentuti durante la votazione hanno, immediatamente dopo, votato per l’immediata eseguibilità.  Un bell’esempio di coerenza!».

19/12/2011 18:04