Consiglio regionale, non c’è la maggioranza. Nasuti: «consiglieri regionali part time»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il capogruppo di maggioranza Lanfranco Venturoni questa mattina è stato costretto a chiedere il rinvio del Consiglio. Nasuti se la prende con i colleghi che lavorano «part time». Opposizione: «non hanno più i numeri per governare».

Al prossimo 28 dicembre prossimo è stata rinviata la prossima seduta del Consiglio regionale e di conseguenza anche l’approvazione della legge comunitaria che, se non approvata entro fine anno, porterà all' Abruzzo la procedura di infrazione da parte della Commissione Europea. «Il centrodestra non è più in grado di garantire il governo della Regione, la maggioranza non c'è più», attaccano i gruppi di opposizione Pd, Idv, Sel, Comunisti italiani, Rifondazione, Fli e Udc.

«Non è la prima volta», ricordano i gruppi di minoranza, «che accade, non ci troviamo di fronte a qualche sporadico incidente di percorso, ormai la situazione è diventata patologica. Siamo allo sfascio. Noi oggi abbiamo votato contro il rinvio per evitare che un altro Consiglio andasse perso, che venissero buttate all'aria diverse migliaia di euro, che si aggiungono a quelle di martedì scorso, inutilmente senza decidere nulla». Non solo, la minoranza voleva lavorare «per evitare le possibili sanzioni dall'Europa, in caso di mancata approvazione della legge comunitaria regionale entro l' anno».

Ci mancherebbe solo questo all'Abruzzo. «I consiglieri del centrodestra in Abruzzo - conclude l'opposizione - non sono solo costosi, ma addirittura inutili e dannosi. Pongano fine a questo scempio e se non sono in grado di garantire i numeri necessari assumano l'unica decisione conseguente: andare a casa».

Ma per Venturoni la maggioranza non scricchiola affatto e se qualche consigliere regionale di maggioranza è risultato assente, «lo si deve esclusivamente alla spiacevole coincidenza di impegni istituzionali e il rinvio di pochi giorni, in ogni caso, non comporta alcuna infrazione europea».
«Non accettiamo lezioni di responsabilità», continua il capogruppo del Pdl. «Il percorso seguito dalla legge Comunitaria è stato ispirato alla massima condivisione possibile e ancora questa mattina avevamo ribadito la nostra piena disponibilità ad accogliere gli emendamenti dell’Italia dei Valori e del Partito Democratico, con l’unica eccezione di quelli presentati dal consigliere Acerbo, il cui dichiarato intento è l’abrogazione totale di qualsiasi ipotesi di recupero energetico. Emendamenti legittimi ma politicamente irricevibili», sostiene ancora Venturoni, «se si considera che è l’Europa ad indicarci la direzione da seguire. La stessa sinistra abruzzese, del resto, aveva inserito nel testo della Legge 45 il riferimento agli inceneritori, mentre il testo da noi prodotto, semplicemente migliorativo, punta a creare le condizioni affinchè venga scelta la tecnologia più innovativa e al tempo stesso meno impattante di cui si possa oggi disporre. Se l’opposizione intende rinunciare al proprio ruolo per consegnare lo scettro di ogni decisione nelle mani del consigliere Acerbo – conclude Venturoni – noi, al contrario, non siamo disponibili a far sì che il futuro dell’Abruzzo dipenda dai capricci ideologici di un unico esponente».

«Ringrazio il capogruppo del Pdl Lanfranco Venturoni per la testimonianza di affetto e il riconoscimento del lavoro svolto dal sottoscritto», replica Acerbo. «La lettura del suo comunicato mi ha davvero commosso.
Venturoni è un noto esperto di rifiuti e incenerimento tanto che persino le procure hanno deciso di avvalersi delle sue consulenze.Mi stupisce che definisca "capricci ideologici" i 7-8 emendamenti con cui cerchiamo di disinquinare la legge comunitaria. Si tratta di modifiche precise e puntuali che cancellano il tentativo da parte della maggioranza di riscrivere la normativa regionale utilizzando uno strumento improprio come una legge di adeguamento alle normative comunitarie».
«Tengo a precisare», continua Acerbo, «che gli emendamenti presentati sono firmati anche dal compagno Antonio Saia e quindi il merito di aver stoppato per due sedute consecutive le furbate maggioranza va diviso almeno per due. E' assolutamente falso quanto dichiara Venturoni: le norme che noi contestiamo non derivano da alcuna direttiva comunitaria, sono il parto di chi gestisce da anni il ciclo dei rifiuti in Abruzzo».
«I consiglieri regionali devono assumersi le proprie responsabilità», attacca il consigliere Emilio Nasuti (Misto). «Fino a quando il presidente non dichiara lo scioglimento della seduta, nessuno deve abbandonare l’Aula».

«Non possiamo avere Consiglieri che lavorano part-time, ma che percepiscono lo stipendio pieno». Nasuti si farà promotore di una specifica modifica al regolamento per il funzionamento dei lavori del Consiglio, che scongiuri il ripetersi di queste situazioni. «Proporrò – conclude – una norma per legare gli emolumenti dei Consiglieri all’effettiva presenza in Aula e alla partecipazione alle votazioni».

15/12/2011 17:58