Arta in stato di agitazione. Sindacati: «gravi disfunzioni, assetto organizzativo compromesso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una riunione «gravemente insoddisfacente», con il commissario regionale Carlo Visca e le organizzazioni sindacali proclamano lo Stato di agitazione.

 

Sono compatti più che mai i segretari Sebastiano Bianco (Sds Snabi), Giovanna Mancinelli (Fedir Sanità), Massimo Petrini (Cgil Fp), Federico Detti (Uil), Roberto Cocco (Cisl) che denunciano le difficoltà dell'agenzia regionale che da «ormai più di un anno è priva di Direzione Strategica, commissariata dal luglio 2009».

«I dirigenti Arta, unitamente all’intero personale», spiegano le organizzazioni sindacali, «hanno cercato comunque di garantire tutte le attività, sopperendo di volta in volta alle carenze organizzative. Basti pensare che diverse strutture dirigenziali sono prive di responsabile, mentre l’intera dirigenza (medica, sanitaria- chimici, biologi e fisici - professionale ed amministrativa) rende la propria prestazione in assenza del contratto individuale di lavoro e del relativo incarico, per cui le funzioni sono svolte di fatto e non trovano fonte né riferimenti nelle forme contrattuali tipizzate e stabilite dal nostro ordinamento».

Ma adesso, dopo oltre un anno di incertezze, sembra essere chiaro a tutti che «i buoni propositi e lo spirito di dedizione non sono sufficienti a compensare le gravi disfunzioni cagionate da un assetto organizzativo notevolmente compromesso, in quanto, oggi, non aderente né al dettato legislativo, né a quello regolamentare della stessa Arta, né a quello contrattuale di livello nazionale».

«Allo stato attuale», dicono i sindacati, «l’Agenzia sopravvive al limite del collasso. L’efficienza della struttura è fortemente pregiudicata, nonostante l’impegno di tutto il personale ivi operante, con ogni ineluttabile conseguenza sul perseguimento della mission dell’Ente che è , appunto, la tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo».

La stipula dei contratti, e l’annesso conferimento degli incarichi dirigenziali, «è un obbligo giuridico dell’Ente», sottolineano i sindacati, «non comporta alcun aumento della spesa e garantisce, di contro, la regolare gestione delle posizioni dirigenziali e delle attività, secondo i canoni testualmente previsti dalla legge, dai regolamenti e dei contratti nazionali, attualmente, e da troppo tempo, inopinatamente disattesi».

Nella riunione di mercoledì il commissario regionale Visca, «pur disponendo egli di ogni potere giuridico nella materia de qua, non ha inteso fornire risposte, riservandosi di sottoporre la questione al presidente Chiodi, in qualità di assessore regionale, ora preposto all’Ambiente».

C'è ancora da aspettare.

08/10/2010 10.13