Dragaggio bloccato e fanghi velenosi. Wwf:«preoccupante la difformità delle analisi»

Alessandro Biancardi

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Dragaggio bloccato e fanghi velenosi. Wwf:«preoccupante la difformità delle analisi»
PESCARA . «Il Wwf esprime forte preoccupazione per le informazioni relative alla difformità tra analisi dell'Arta e analisi svolte dagli inquirenti. L'attendibilità delle analisi è, infatti, alla base di una serena valutazione di qualsiasi procedimento amministrativo».

Già perché dopo il clamoroso sequestro della draga che aveva appena iniziato a succhiare sabbia dopo mesi di inconcludenti tentativi, c’è il bisogno di vederci chiaro e capire. Una cosa su tutte, che poco ha a che fare con i fatti giudiziari specifici è, per esempio, il problema della attendibilità dei dati dell’Arta. Perchè almeno in questo caso la procura antimafia de L’Aquila ritiene che non siano state proprio precisissime, se è vero che quelle fatte effettuare dagli investigatori dicono cose ben diverse. C’è bisogno di chiarezza immediata da parte degli enti preposti affinchè non si addensino nubi e dubbi.

L'associazione ambientalista oggi ricorda che l'immersione in mare, sulla base delle leggi in vigore, è fatto straordinario proprio per le importanti criticità ambientali che tali interventi possono comportare. Ed infatti lo stesso Wwf aveva segnalato queste criticità ad agosto e settembre 2011 per richiedere lo svolgimento delle procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza ambientale per la vicinanza del sito di immersione con il Sito di Interesse Comunitario “Torre del Cerrano”.

Tali procedure in Europa vengono normalmente svolte per i dragaggi. La stessa associazione internazionale dei dragatori ritiene che il primo passo per la realizzazione di un progetto di dragaggio sia lo svolgimento di una Valutazione di Impatto Ambientale. Tra l'altro si faceva notare che tali procedure, che garantiscono non solo l'ambiente ma anche i diritti dei cittadini e degli stessi enti proponenti, sarebbero state concluse già a fine settembre se avviate a luglio.

C’è poi un altro aspetto che dovrebbe essere chiarito ufficialmente e cioè il fatto che le stesse analisi dell’Arta in alcuni punti avevano evidenziato «situazioni di contaminazione incompatibili con l'immersione in mare di tali sedimenti» (però per composti diversi dai DDT-DDE rilevati dalla Procura).

Sulla base del progetto approvato i sedimenti in tali punti risultati contaminati non sarebbero stati movimentati. Ma come si sarebbe assicurata l’assoluta certezza che la draga non avrebbe prelevato anche quei fanghi contaminati?

PESCATORI IN AGITAZIONE

Niente dragaggio, niente pesca, attività portuale quasi completamente compromessa. Così alcuni pescatori hanno incontrato questa mattina il commissario straordinario del dragaggio del porto di Pescara, Guerino Testa, e chiesto di incontrare il prefetto Vincenzo D'Antuono.

I pescatori chiedono di avere spiegazioni su questo stop e dicono che «dopo 8 mesi di lavoro del commissario arriva l'ennesima beffa. Per noi non è più possibile andare avanti così perchè andiamo in mare mettendo a rischio la nostra vita e lavoriamo per pagare i danni alle imbarcazioni provocati dai fondali insabbiati del porto. Come è possibile - si chiedono - che lo Stato faccia guerra allo Stato? Qui c'e' qualcosa sotto».

Dopo il blocco dei lavori imposto dal sequestro i pescatori stanno pensando a nuove forme di protesta, come quelle attuate nei mesi scorsi prima della nomina di Testa (avvenuta a giugno), quando è stato bloccato l'asse attrezzato. «Lavoreremo durante le feste ma poi ci fermeremo e legheremo le barche e ci metteremo in cassa integrazione», hanno detto oggi ai giornalisti. Intanto Testa ha annunciato che giovedì alle 14 sarà a Roma per un incontro con la Protezione civile proprio sul dragaggio. «Si sta ipotizzando di seguire altre vie, accantonando l'ipotesi dello scarico a mare. Si può pensare, quindi, all'utilizzo di discariche dove conferire il materiale, ma se questa strada si dimostrerà perseguibile è necessario trovare i fondi, magari quelli derivanti dalle economie degli interventi sul Gran Sasso».

Il commissario ha anche sottolineato che il problema del porto non riguarda solo «la marineria e gli operatori commerciali ma tutta la città, per il rischio idrogeologico. Non è opportuno piangerci addosso, dobbiamo andare avanti capendo come si possono ottimizzare i tempi», ha concluso.

13/12/2011 15:47