Sanità, «l’Abruzzo si sta risollevando». Chiodi auspica fine commissariamento

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Alcuni reparti di grande eccellenza nazionale ma anche criticità di qualche struttura ospedaliera pubblica e i numeri non proprio esaltanti di qualche azienda sanitaria privata.

E' la fotografia del sistema sanitario abruzzese illustrata, lunedì mattina, a Pescara, nell'auditorium De Cecco, da Carlo Perrucci, direttore del programma nazionale esiti dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in apertura del convegno "Dal Piano di Rientro al Piano di Sviluppo. La sanità abruzzese si confronta con il resto del Paese: tra rispetto del rigore e ricerca di innovazione".

In particolare, sulla base di tabelle è stato rimarcato che l'Abruzzo non ha più eccessi di ospedalizzazione. In sostanza, sono stati ridotti i ricoveri inappropriati, si è detto. Nello specifico, gli ospedali di Teramo e Chieti presentano numeri ben al di sotto della media nazionale. Qualche criticità si segnala ancora per dei ricoveri effettuati in caso di diagnosi di pressione arteriosa ma, anche in questo caso, il trend in tutte e quattro le Asl abruzzesi è in discesa visto che si tratta di una patologia che è possibile ed è necessario curare fuori dall'ospedale. Ancora elevato, inoltre, negli ospedali abruzzesi, anche se la problematica è soprattutto nazionale, il ricorso ai parti cesarei. In questo ambito vanno compiuti ancora molti passi in avanti per avvicinare gli standard europei. E' stato poi messo in risalto l'«ottimo livello» espresso dalle cardiochirgie di Teramo e Chieti e la situazione «complessivamente positiva» della sanità abruzzese in relazione alle complicanze post operatorie (a trenta giorni) in chirurgia laparoscopica, così come una valutazione positiva è stata fornita per i significativi volumi di attività chirurgica, riguardo ai tumori polmonari, che fanno registrare gli ospedali di Pescara e Teramo. Buone le notizie anche in merito all'assistenza pediatrica. In particolare, per la diagnosi di gastroenterite nei bambini funziona «bene» la rete dei pediatri di base e questo evita un'inutile e dispendioso ricorso al ricovero ospedaliero.

Così come viene segnalata l'«ottima risposta» ai cambiamenti in atto nella sanità abruzzese da parte dei medici di medicina generale che, in quelle città in cui gli ospedali sono stati riconvertiti, garantiscono prestazioni e servizi in forma associata. E' stata, poi, la volta dei direttori generali delle quattro Asl. Il manager aquilano, Giancarlo Silveri, ha affrontato il tema degli ospedali riconvertiti dopo un anno: presidio di assistenza territoriale e ospedale di comunità; quello di Pescara, Claudio D'Amario ha parlato del governo delle liste di attesa mentre il direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi, si è soffermato sulla centralità delle cure primarie. Infine, il manager della Asl di Chieti, Francesco Zavattaro ha illustrato gli elementi di innovazione degli Atti aziendali in Abruzzo. «Comincia a serpeggiare la sensazione che l'Abruzzo ce l'abbia fatta. C'è un diverso entusiasmo nel progredire nell'attività di riforma della Sanità regionale», ha commentato Francesco Enrichens (Agenas Roma). «E' un momento doloroso, ma si tratta anche di una occasione formidabile per pensare una nuova riforma sanitaria».

Il presidente Gianni Chiodi ha auspicato invece la fine del regime commissariale. «Il commissariamento finirà quando avremo rimosso le cause che hanno determinato questa situazione: che poi, in sostanza sono state il forte debito storico accumulato, i deficit che di anno in anno il sistema sanitario faceva registrare ed i livelli essenziali di assistenza non rispondenti alle reali esigenze di salute dei cittadini abruzzesi. Quindi il commissariamento terminerà quando ce lo saremo meritati, così come sta avvenendo».

A tal proposito, Chiodi ha ricordato la circostanza che nel 2010 è stato certificato l'equilibrio finanziario e «che anche nel 2011 ci apprestiamo a raggiungere lo stesso traguardo di pareggio dei conti». In merito all'azione di risanamento del sistema sanitario in atto, il presidente Gianni Chiodi ha rivelato la sua amarezza per il messaggio che alcuni hanno voluto far passare, parlando di «stagione dei tagli».

«In realtà - ha aggiunto Chiodi - sono convinto che il cittadino abruzzese finirà per apprezzare le nostre scelte quando avrà compreso che le ragioni del commissariamento saranno state rimosse. A quel punto questa regione riacquisterà dignità e al tempo stesso la capacità di programmare nuovamente il futuro dell'Abruzzo». Chiodi si è detto infine ottimista sulle possibilità che la regione esca in tempi ragionevoli da questa delicata fase, grazie anche al «ritrovato senso della classe politica che avrà dimostrato di essere all'altezza dei compiti che le sono stati demandati».

12/12/2011 19:33