Dragaggio porto, la procura Antimafia blocca i lavori. Tre indagati

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Dragaggio porto, la procura Antimafia blocca i lavori. Tre indagati
PESCARA. Porto Pescara, blitz di Finanza e Carabinieri: bloccati lavori appena iniziati. Ma per l'Arta non c'è nulla di anomalo.

Non c’è pace per il porto pescarese che questa mattina si preparava a vivere una fase di rinascita. Ennesimo stop e al momento non si sa dire quanto durerà. Fatto sta che da poche ore gli operai della ditta Gregolin Lavori Marittimi erano entrati in azione quando sono stati interrotti dall'intervento della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del Noe. La situazione ha dell’incredibile soprattutto perché dopo la gara d’appalto e l’avvio dei lavori la strada sembrava tutta in discesa. Ma così non è stato. Il cammino, a quanto pare, è impervio, e c’è il rischio che i tempi si dilatino.

Secondo quanto si è appreso i militari sono intervenuti questa mattina perché sarebbero emersi dei problemi per quanto riguarda il materiale che si stava dragando il quale conterrebbe sostanze inquinanti, pesticidi in particolare. Sul posto sono arrivati oltre al rappresentante della Capitaneria di Porto anche il commissario straordinario per il dragaggio Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, incredulo per l’ennesimo problema.

La ditta di Venezia che si è aggiudicata l'appalto deve rimuovere 72.621 metri cubi di materiali accumulati in questa parte dello scalo. Il dragaggio e' stato autorizzato dal ministero dell'Ambiente che ha anche disposto il monitoraggio ambientale da eseguire prima, durante e dopo i lavori. Testa nei giorni scorsi ha ricordato che la procedura è stata «tutt'altro che semplice» ma ad inizio mattinata si era detto ampiamente soddisfatto. «Oggi, con la draga Gino Cucco al lavoro, «siamo finalmente ad una svolta e dopo sei mesi dal mio insediamento cogliamo finalmente un risultato importante».

Nel frattempo è partito l'esame dei materiali accumulati nella canalina e nel porto canale, per promuovere i lavori di dragaggio anche in quelle zone.

Ora però l'ennesimo stop non fa prevedere niente di buono. Anzi c'è la conferma che un ainchiesta su questi lavori esiste ed è la stessa con molta probbailità che già portò al sequestro l'ultima volta che si è tentato il dragaggio romai quasi un anno fa.

Ulteriore argomento di preoccupazioone è che ad indagare sia la procura distrettuale antimafia de L'Aquila il che fa presupporre cose tutt'altro che rassicuranti.

Intanto si è appreso anche che la draga Gino Cucco è stata sottoposta a sequestro preventivo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale dell'Aquila, Marco Billi, a firmare il provvedimento su richiesta della Procura distrettuale antimafia dell'Aquila. «L'intervento - ha spiegato il procuratore capo Alfredo Rossini - è il frutto di complesse attvità di indagini peritali disposte dall'autorità giudiziaria finalizzate a impedire l'immersione di sedimenti portuali contaminati da Ddt, cioè pesticidi pericolosi. Il nostro intervento è servito ad evitare un danno all'ecosistema marino ed è finalizzato, altresì, ad impedire che venga consumato il reato di traffico illecito di rifiuti».

Dunque è sui rifiuti che la distrettuale antimafia sta indagando e sarebbero forse una decina gli indagati ma per ora nulla di più è possibile sapere.

12/12/2011 14:41

SI INDAGA DA ALMENO UN ANNO

Segretissime le indagini di Finanza e Carabinieri che hanno sorpreso tutti questa mattina. Ma che vi fosse una indagine aperta era chiaro a tutti e soprattutto ai diretti interessati.

Lo scorso aprile sempre il nucleo ambientale dei Carabinieri aveva sequestrato già i fanghi del dragaggio del porto di Pescara che vennero interrati in una buca da 400 metri cubi in un impianto di Moscufo.

Secondo gli investigatori non esisteva alcuna  autorizzazione per farlo. Al titolare della ditta venne notificato al titolare della ditta un provvedimento di sequestro preventivo. E’ solo una coincidenza e  dunque si tratta di due fatti diversi o si tratta di una nuova maxi inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti in Abruzzo? Quello che è certo è che il dragaggio subirà l’ennesimo stop dopo quello forzoso dovuto ad una serie di svarioni e di lungaggini burocratiche legate anche ad imperizia di molti degli attori intervenuti e a misteri che fecero saltare sulla sedia più di un amministratore. Per mesi è stato annunciato il dragaggio necessario che ha creato non pochi problemi alla marineria ed ora che è partito viene nuovamente bloccato per problemi che si intuiscono gravi.

12/12/2011 15:18

ARTA: «PER NOI NULLA DI ANOMALO»

«Dai dati in nostro possesso e da quelli prodotti dall'Ispra - ha dichiarato il direttore dell’Arta Mario Amicone - non è mai emerso nulla di anomalo. Le nostre analisi e quelle dell'Ispra, che è il consulente tecnico del Ministero, certificarono a suo tempo la presenza di inquinanti, ma entro i limiti di legge. Per questo arrivò l'autorizzazione da Roma al dragaggio, con lo sversamento in fame dei fanghi, invece che in discarica». «Escludo - dice ancora il direttore dell'Arta - che ci possano essere stati errori nelle analisi dei fanghi del fiume Pescara. I nostri dati e quello dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sono stati univoci. Come Arta non abbiamo mai rilevato la presenza di tracce di pesticidi nei fanghi. La notizia del sequestro della draga l'ho appresa da voi in questi minuti».

«Mi auguro che l’inchiesta concluda nel più breve tempo possibile», ha detto il commissario Guerino Testa, «considerata la situazione in cui versa lo scalo per il progressivo accumulo dei materiali e tenuto conto che la marineria e gli operatori commerciali pagano quotidianamente lo scotto di questo stato di cose».

«Le analisi – dice sempre Testa - effettuate dai carabinieri del Noe su campioni di materiale della darsena del porto hanno prodotto risultati differenti rispetto alle analisi dell’Arta. Per l’Agenzia regionale di tutela ambientale il materiale poteva essere versato a mare mentre per i militari dell’Arma quel materiale contiene pesticidi. Auspico che nelle prossime ore vengano predisposte nuove analisi per fare luce su questo punto e per capire in che modo si potrà andare avanti con il dragaggio, eventualmente pensando allo stoccaggio del materiale in un sito idoneo».

12/12/2011 16:08

TRE INDAGATI

 Sono tre gli indagati. Con l'accusa di tentativo di traffico illecito di materiale inquinante sono stati iscritti nel registro degli indagati Carlo Visca, il direttore dei lavori e direttore del settore ecologico della Regione Abruzzo, che ha assunto l'incarico su autorizzazione della Giunta regionale, Emanuele Ucci, responsabile unico del procedimento, architetto impiegato alla Provincia di Pescara, ente dal quale è stato autorizzato ad assumere l'incarico, e Francesco Gregolin, legale rappresentante della ditta Gregolin Lavori Marittimi Srl della provincia di Venezia, azienda che ha vinto l'appalto per l'operazione di dragaggio nel porto canale di Pescara.

Le procedure dell'appalto sono state gestite dal commissario delegato dal governo, Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara. Secondo quanto scrive l’Ansa, il materiale asportato avrebbe superato le analisi dell'Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) e poi l'esame dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), alla presidenza del quale c'é l'ex vice capo della Protezione civile nazionale, Bernardo De Bernardinis, imputato nel processo alla commissione Grandi rischi in corso al tribunale dell'Aquila. Autorizzazioni che sarebbero alla base del decreto del ministero dell'Ambiente. Quindi alla base delle indagini ci sarebbero valutazioni contrastanti tra le perizie ordinate dalla procura e quelle dell'Arta, sulla pericolosità dei fanghi.

12/12/2011 21:27