Odiessea treni. E’ subito caos e proteste nella notte a Pescara. Pendolari sui binari

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6255

PESCARA. E’ stata una notte d’inferno alla stazione ferroviaria di Pescara.

PESCARA. E’ stata una notte d’inferno alla stazione ferroviaria di Pescara.

Un treno notturno (uno dei pochi superstiti tra quelli soppressi da Trenitalia) proveniente da Foggia ha fatto scalo straordinario a Pescara. A bordo i viaggiatori infuriati inveivano contro capotreno e controllori. I pendolari si sono rifiutati di pagare una multa di 50 euro per aver fatto il biglietto a bordo. Il calvario inizia a Foggia, ore 00.40, dove ogni notte lavoratori di ogni tipo (insegnanti, avvocati, manovali e muratori) aspettano assonnati l’arrivo del treno che li porterà a destinazione, cinque ore  più a Nord in fabbrica, a scuola o nei cantieri. Una tratta frequentata da anni con i soliti disagi (qualche vagone sovraffollato, passeggeri stipati sulle carrozze) che con il tempo diventano routine e ci si fa l’abitudine tra la rassegnazione. Le macchinette obliteratrici non funzionano (non è una novità) ma questo non scalfisce i pendolari; «tanto», pensano, «ci faranno fare i biglietti sul treno come sempre. Costo base, senza multa perché è colpa delle Ferrovie che non controllano e non fanno manutenzione alle macchinette. Lo hanno fatto fino a ieri».

 E invece no, qualcosa è cambiato e a raccontarlo sono un gruppo di pendolari che si sono rivolti a PrimaDaNoi.it. Il treno viaggia sul binario con la flemma di sempre ma una volta fermatosi ecco la doccia fredda. «Se volete prendere il treno», dice il controllore, «dovete pagare il biglietto integrale più 50 euro per la vostra sicurezza». La gente non ci sta. «Come è possibile», si chiede Giovanni, insegnante a Bologna che ha già pagato 50 euro di taxi per raggiungere la stazione di Foggia (e pensare che c’ è chi arriva da Potenza, Cerignola, Bari).

«Il treno è sovraccarico. Se volete prendere questo dovete pagare altrimenti il prossimo che vi assicuriamo sarà vuoto». Il clima si fa incandescente. C’è chi sborsa 50 euro più le 35 del prezzo base e chi fa pugno di ferro. «Tanto», dice Giovanni, «se il prossimo è vuoto e devo pagare solo il biglietto base mi conviene». Così 30 persone attendono il successivo convoglio. Le lancette dell’orologio scandiscono i minuti. E’l’1.15 finalmente le porte del  treno 751 si aprono.

Stessa storia, anche qui bisogna pagare 50 euro. La gente è sgomenta e si impunta, si appella al buon cuore dei controllori. «Disposizioni dall’alto, da Bari», dice il personale, «dovete pagare. Non possiamo rimetterci noi 50 euro per voi». Stavolta il treno parte con un popolo della notte pronto alla guerra. Il capotreno decide un cambio di rotta. Si fermerà a Pescara dove, la Polfer li farà ragionare. Ma si sa, ore di viaggio, l’ansia di non arrivare al lavoro, il sonno e la rabbia fanno brutti scherzi. I passeggeri invadono la stazione sono le 3.05. La Polfer viene allertata. Ci sono minuti di panico. Alcuni minacciano di piantarsi davanti ai binari e di non far partire il treno. Una signora annaspa e grida di rivolgersi all’Adiconsum.

«Siamo persone che da anni percorrono questa tratta», dice un muratore con la divisa da lavoro ed un martelletto che sporge dalla casacca. Gente costretta a macinare chilometri e chilometri per un tozzo di pane. Il comandante della Polfer di Pescara, Davide Zaccone, parla di problemi di ordine pubblico e sicurezza.

 «Il clima era incandescente», spiega, «abbiamo preso i nominativi dei passeggeri che non avevano pagato il biglietto. Noi interveniamo ma non possiamo entrare nel merito. Quando il biglietto non si fa a terra, si può fare a bordo pagando una multa che parte da 50 euro. E’ ovvio che sta alla sensibilità dei controllori far pagare o meno la multa (soprattutto se i viaggiatori non hanno fatto il biglietto a terra perché l’obliteratrice non funzionava). Siamo stati allertati dalla centrale operativa di Bari dell’arrivo di questo treno. E sono intervenute anche tre volanti questura. Quando si sono calmati siamo andati a prendere tutti insieme il caffè».

E poi la partenza alle 5.05 con un treno da Pescara a Bologna con arrivo alle 9.38 (ritardi permettendo). «Quello che è successo stanotte», dice Zaccone a PrimaDaNoi.it , «potrebbe facilmente ripetersi poi con l’avvicinarsi del Natale...Spero mettano treni straordinari altrimenti...»

«NOI COME ANIMALI»

Intanto PrimaDaNoi.it raggiunge Giovanni al telefono che è sceso a Pescara per poi prendere un treno successivo. Sono le 9.20, tra qualche minuto dovrebbe arrivare a Bologna. L’aria è più tranquilla ma l’amarezza è palpabile via etere. Attorno a Giovanni si sentono voci confuse. Forse c’è chi ancora chiama sul posto di lavoro per avvisare del ritardo, chi telefona ai propri cari rassicurandoli.

«Io sono un insegnante», racconta, «ma ci sono lavoratori di ogni genere. Un avvocato aveva una causa stamane e l’ha annullata. E chi non ha datori di lavoro comprensivi? Altre volte è successo, prima di ieri, di viaggiare stipati nei vagoni del treno (8 in uno scompartimento da 6 persone). Ci hanno sempre fatto il biglietto normale a bordo, senza  la multa. Da stanotte le regole sono cambiate. Prima di questi nuovi orari io prendevo il notturno (Lecce-Trieste) che partiva alle 12.20 di notte invece ora c’è solo quello da Foggia». E prima di congedarsi Giovanni aggiunge: «sul treno che abbiamo preso c’erano solo due vagoni con posti a sedere, il resto  tutte cuccette che costano 70 euro. A Pescara abbiamo chiesto che fossero aggiunte carrozze con posti a sedere ma niente».

Insomma tutto normale: la storia di sempre.

Marirosa Barbieri  12/12/2011 11:07

CONFRONTA GLI ORARI ED I TRENI

* PESCARA-BOLOGNA   * PESARA-MILANO   * PESCARA-TORINO   * PESCARA-VENEZIA   * PESCARA-VERONA