Sciopero generale di tre ore, presidi davanti alle prefetture abruzzesi

Alessandro Biancardi

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Sciopero generale di tre ore, presidi davanti alle prefetture abruzzesi
ABRUZZO. Dopo l’apertura e l’annuncio di un possibile ripensamento i sindacati hanno confermato lo sciopero generale di oggi: tre ore di stop a fine turno contro la manovra correttiva dei conti pubblici.

La decisione è arrivata al termine di due ore d’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Monti e i leader di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Presente anche Giovanni Centrella (Ugl). All’incontro hanno preso parte anche il ministro Elsa Fornero (Welfare) e il viceministro Vittorio Grilli (Economia), oltre al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.
«Il governo – ha spiegato Camusso al termine dell’incontro - non ha dato una risposta nel merito alle istanze dei sindacati, ma ha fornito un generico impegno alle loro richieste». Troppo poco per dirsi soddisfatti in pratica. «Se la soluzione si chiama indicizzazione e Imu non risponde alle richieste che abbiamo fatto», ha aggiunto il segretario generale della Cgil. «Non abbiamo parlato di numeri», ha spiegato meglio Angeletti non nascondendo la delusione , ma «il risultato finale è stato per noi del tutto insoddisfacente».

E anche dall’Abruzzo i sindacati denunciano una manovra inaccettabile: « oltre all'insufficienza dei provvedimenti per lo sviluppo e ad evidenti limiti nelle modalità di confronto», analizzano il segretario generale della Fillea Cgil regionale, Silvio Amicucci, il segretario generale Filca Cisl, Lucio Girinelli, e il segretario generale Feneal Uil, Gianni Panza, «contiene gravi elementi di iniquità sociale e finisce per gravare ancora in gran parte sulle spalle di lavoratori e pensionati». Di fronte a tale situazione, le segreterie regionali chiamano tutti i lavoratori impiegati nella filiera delle costruzioni (edili, legno, cemento, manufatti e laterizi, lapidei) alla mobilitazione e allo sciopero che si terrà oggi nelle ultime 3 ore di ogni turno e alla partecipazione ai presidi di protesta che si terranno davanti le prefetture di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo e davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato fino a conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra. Nello specifico, per quel che riguarda l'intera filiera delle costruzioni, «colpita più di altre da una crisi senza precedenti», preoccupano particolarmente alcuni elementi contenuti nella manovra e, ancora di più le molte cose che nella manovra non hanno trovato posto. In particolare l'innalzamento dei limiti per l'accesso alle pensioni di anzianità («insostenibile per un settore segnato da grande discontinuità lavorativa»), l'assenza di una imposizione patrimoniale strutturale e la scelta di gravare esclusivamente sul bene casa: «si rischia di avere effetti depressivi su un mercato immobiliare già stremato e su quello degli affitti». «Complessivamente», continuano i sindacati, «appare debole tutto l'impianto di contrasto all'evasione fiscale e all'illegalità sempre più presente nel settore. Non è ancora chiaro, infine, oltre una consueta politica dell'annuncio, come si procederà dal versante delle risorse e delle procedure per le infrastrutture la cui definizione è stata rinviata al Cipe».

 12/12/2011 10:56