Trenitalia, nuovi orari e posti a rischio. L’Abruzzo sempre più a fondo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nuovi orari, posti di lavoro a rischio, treni notturni ridimensionati.

Si preannuncia così  l’anno nuovo in casa Trenitalia a partire dall’11 dicembre. A farne le spese la già maltrattata direttrice adriatica (Marche e Abruzzo) che subirà pesanti strappi sulla tratta ferroviaria. E’ il segretario regionale della Cisl Trasporti Michele Castellano ad illustrare le “novità” dopo che giorni fa preannunciava aria di cambiamenti.

Sul versante occupazionale la riorganizzazione porterà una ulteriore diminuzione delle attività del personale addetto alle pulizie dei treni tale da superare oltre il 50% di quelle attualmente svolte.

Anche le tratte subiranno importanti cambiamenti: i treni del Servizio Universale, Intercity ed Espressi della linea Adriatica faranno scalo a Bologna costringendo i passeggeri  a proseguire su convogli  diversi e  più costosi come le Frecce. Brutte notizie per i viaggiatori notturni che dovranno accontentarsi di soli due treni nella notte (uno per il Nord, l’altro per il Sud) a fronte degli attuali 8 servizi.  Ma il dato ancora più preoccupante è la soppressione dei treni veloci dalle 20 di sera alle 5 del mattino dalla nostra Regione, anche dalle stazioni più importanti come quella di Pescara, con evidenti disagi per i cittadini e ripercussioni sul trasporto su gomma che presumibilmente aumenterà.

«E’ evidente», dice Castellano, « il totale disinteresse del gruppo per la direttrice Adriatica, in particolare per le regioni Abruzzo e Marche già escluse dal circuito dell’Alta Velocità».

Se a tutto questo si somma l’immobilismo della Regione che versa sì 55 milioni di euro a Trenitalia  per il servizio a tempo dei treni ma accetta senza battere ciglio disservizi, corse tagliate, tempi lunghissimi e fermate inutili, il quadro diventa ancora più preoccupante.

Vuole saperne di più Cesare D’Alessandro vice capogruppo Idv al Consiglio regionale sulle soluzioni che l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra ha in mente. «Davanti a questo declassamento di Trenitalia», commenta amareggiato, «che è una grande azienda pubblica e per la quale gli abruzzesi pagano come gli altri, pur avendo dei treni che viaggiano ad una velocità paragonabile a quella delle biciclette  il Presidente Chiodi e l’assessore Morra rispondono con un insopportabile immobilismo e colpevole superficialità. Qual è l’indirizzo della giunta a tal proposito? Asseconda ogni decisione di Trenitalia o, invece, ritiene che l’azienda non possa fare quello che vuole sul nostro territorio?».

La sensazione è che stavolta non basteranno strette di mano o rassicurazioni: i  viaggiatori e l’Abruzzo esigono fatti.

09/12/2011 09:23