25.000 abruzzesi per l’acqua pubblica: «quali risposte dalla politica abruzzese?»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, l’Abruzzo Social Forum ed il Wwf fanno il punto della situazione sulla campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua. *WWF OASI CALANCHI, AVVISTATO IL VARIOPINTO MARTIN PESCATORE

In Abruzzo, da tre anni, i 6 Enti d’Ambito per la gestione del Servizio Idrico sono commissariati nel frattempo, la campagna per la raccolta delle firme è stato uno straordinario successo. 25.000 firme in Abruzzo, oltre 1.400.000 in Italia raccolte sui tre quesiti referendari: nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto un numero così elevato di sottoscrizioni.

Una dimostrazione, assicurano gli ideatori, della volontà di tanti cittadini di affermare un’idea di pubblico e di gestione del bene comune completamente «diversa dai carrozzoni clientelari che abbiamo visto in azione sui nostri territori».

Il prossimo obiettivo sarà portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” per fermare la privatizzazione, ripubblicizzare le società per azioni che attualmente gestiscono il servizio idrico e cancellare qualsiasi forma di profitto dalla tariffa dell’acqua. «È evidente», commentano dal Wwf, «la forte richiesta di partecipazione sul tema della gestione dell’acqua che i cittadini abruzzesi sottoscrivendo i tre referendum hanno espresso. È incredibile che l’assessore Regionale Angelo Di Paolo non apra un confronto serio e continuato con il più grande movimento di cittadini nella nostra regione attivo sul tema dell’acqua che vede per la prima volta riuniti insieme, ben 8 comitati locali, associazioni ambientaliste, sindacati, diocesi, partiti e singoli cittadini».

Di fronte agli scandali che continuano a colpire la classe dirigente abruzzese, a partire dalla cattiva e clientelare gestione proprio di quei beni e servizi pubblici essenziali alla collettività come l’acqua, la sanità e per ultimo i rifiuti, tutto tace.

«Ancora più grave», dicono i promotori dell'iniziativa, «appare il tentativo su scala regionale di aumentare le tariffe dell’acqua: solo nell’Ato di Pescara la protesta popolare ha fatto sì che si aprisse un confronto e di fatto ha congelato gli aumenti». In Abruzzo il solo valore delle tariffe è pari a 110 milioni di euro, rispetto a queste cifre «non può essere un commissario a determinare il futuro dell’acqua in Abruzzo. Inoltre non mancano i tentativi di realizzazione di grandi opere dispendiose e di dubbia utilità come ad esempio il prelievo di 34 milioni di metri cubi all’anno di acqua dal Lago di Campotosto (bacino del Fiume Vomano) da reimmettere nel Fiume Aterno di cui poco o nulla si conosce visto che anche qui si procede per via commissariale ed emergenziale».

«Sul tema dell’acqua», chiede Marco Bersani, della Segreteria nazionale del Forum dei Movimenti per l’acqua, «si apra un dibattito pubblico, la Regione Abruzzo promuova incontri su tutto il territorio regionale sul futuro della gestione del servizio idrico, il piano di tutela dell’acqua, il disinquinamento dei fiumi abruzzesi, il ripristino della buona qualità delle acque».

«Il governo regionale, i deputati ed i senatori abruzzesi», continua Bersani, «se vogliono davvero evitare la privatizzazione, devono battersi per l’approvazione della moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi, almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Le Amministrazioni Comunali devono procedere a modifiche degli statuti comunali dichiarando l’acqua bene comune e la gestione del servizio idrico integrato un servizio privo di rilevanza economica, quindi non privatizzabile»

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WWF OASI CALANCHI, AVVISTATO IL VARIOPINTO MARTIN PESCATORE

ABRUZZO. Le ricerche faunistiche in corso confermano l'importanza dell'Oasi WWF e Riserva naturale Regionale “Calanchi di Atri”. E' stata riscontrata la presenza di numerose specie importanti sia dal punto di vista ecologico, sia dal punto di vista conservazionistico. Ecco alcuni numeri: 5 specie di anfibi e 7 di rettili, 117 specie di uccelli, di cui ben 17 oggetto di interesse a livello comunitario, tra le quali ricordiamo il Falco Pellegrino. A questo lungo elenco quest'anno si è aggiunto il variopinto Martin Pescatore, che per la prima volta ha nidificato all’interno della riserva Anche la presenza di mammiferi si è rivelata cospicua: 23 specie di mammiferi, di cui 14 inserite nelle direttive europee di protezione delle specie rare.

Nonostante il periodo critico per la ricerca scientifica, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri”, promuove la realizzazione di ricerche scientifiche, mirate a valutare l’efficacia delle misure di protezione attuate.

L’ultima interessante osservazione, quella del Martin Pescatore, è stata fatta dal fotografo naturalistico Davide Ferretti. Durante uno dei suoi sopralluoghi, egli ha avvistato e fotografato un nido di Martin Pescatore, uccello presente in Europa e in Africa, che predilige habitat d'acqua dolce, come fiumi, laghi e stagni contornati di boschetti e cespugli.

«Insieme ad un mio amico», racconta Ferretti, «stavamo cercando tritoni crestati vicino al torrente Piomba, quando la nostra presenza ha messo in allarme una coppia martin pescatore che stava scavando il nido in una parete di terra. Dopo averlo individuato, per tre settimane abbiamo seguito le varie fasi della nidificazione, osservandoli da lontano per evitare qualsiasi disturbo, e solo alla nascita dei pulli ci siamo appostati vicino al posatoio di caccia utilizzato con maggiore frequenza. Qui, dopo una lunga attesa, la femmina si è mostrata in tutta la sua bellezza e con una preda appena catturata! La foto testimonia la bellezza di questa nuova specie nidificante nell'Oasi».

Al fine di stimolare l’interesse nei confronti della ricerca l’Oasi WWF Calanchi di Atri, in collaborazione con il Comune di Atri, il WWF e il Corpo Forestale dello Stato, ha organizzato un ciclo di seminari dedicato alla metodologia della ricerca scientifico-naturalistica. Da sabato 9 ottobre presso il Centro di Educazione Ambientale della Riserva, in località Colle della Giustizia di Atri, partirà infatti “I sabati della ricerca”, un ciclo di cinque incontri con esperti e professionisti del settore, che illustreranno ai partecipanti i più recenti metodi e tecniche di ricerca utili a studiare ciascuno dei principali gruppi animali: pesci, uccelli, mammiferi.

 08/10/2010 8.15