Pozzi a terra, Caporale: «Confindustria nega l’estrazione di petrolio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’esponente dei Verdi chiede a Chiodi di «tener fede alla sua parola» e di ricordare che «gli abruzzesi non vogliono una economia fondata sul petrolio»

Per il presidente della Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci le nuove istanze “Cipressi”, “Villa Carbone”, “Villa Mazzarosa”, “Santa Venere” presentate da Medoilgas Italia spa e Società Adriatica idrocarburi nel pescarese e nel teramano non aggirano la Legge regionale che limita le estrazioni di petrolio a terra perché trattasi di istanze per estrarre gas.

Per il consigliere dei Verdi, Walter Caporale, però Angelucci «nasconde la realtà per meri interessi di parte e vuole così sdoganare definitivamente la petrolizzazione nella nostra regione e dare la stura alle speculazioni e agli affaristi senza scrupoli che sono i soli a guadagnare a spese della salute e dell’economia dei cittadini abruzzesi e a danno dell’ambiente». Già nei giorni scorsi lo stesso dubbio era stato avanzato da Maria Rita D’Orsogna: «Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di Adriatica idrocarburi: l'una è quella che sta dietro a Ombrina Mare, l'altra è quella che sta dietro al Centro Oli. Infatti l'Adriatica Idrocarburi altro non è' che l'Eni sotto nuove spoglie».«Lorsignori della Confindustria», continua D’Orsogna, «dicono che non si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi". Ha ha ha. (ride, ndr). Ma sanno leggere l'italiano lorisgnori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di gas, perche' sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e cosa scopro? Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi, petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a questo parole come "pozzi, 3000 metri, fanghi, torri". Cioe' vogliono scavare alla ricerca di quel che c'è c'è - gas o petrolio, ma sempre monnezza satura di idrogeno solforato - e fare il buco».
Caporale da parte sua avverte Confindustria: «il presidente si faccia una ragione, non solo la legge regionale ma gli abruzzesi non vogliono un’economia basata sullo “scippo” dell’ambiente, della salute, dei prodotti tipici, delle spiagge, delle campagne, delle colline e di tutto quello che naturalmente rende la nostra regione un paradiso terrestre. Gli abruzzesi hanno espresso più volte la volontà di puntare al turismo, all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca e a tutte quelle attività economiche che caratterizzano la nostra Regione in Italia e nel mondo e che oggi procurano lavoro e benessere a decine di migliaia di famiglie abruzzesi». E Caporale si appella a Chiodi affinchè tenga fede alla sua parola, «quando promise che sotto la sua presidenza non ci sarebbero state nuove autorizzazioni per estrazioni di idrocarburi liquidi (petrolio) e gassosi nella nostra Regione».

 07/12/2011 17:21