Mobilità passiva e conti in ordine: Chiodi torna a dare i numeri della sanità abruzzese

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La mobilità passiva nel 2010 incide sulla spesa sanitaria regionale, che ammonta a 2 miliardi e mezzo di euro, solo per il 2,7 per cento, meno della spesa sostenuta per il personale (31 per cento), e meno della spesa farmaceutica (17 per cento)»

Il Commissario Gianni Chiodi è tornato a parlare dei dati sulla sanità che in Regione hanno aperto un dibattito serrato per diversi aspetti.

«Se nel 2010 c'è una mobilità passiva pari a 167 milioni di euro, soprattutto nei confronti di Marche, Lazio ed Emilia Romagna, c'è anche una mobilità attiva per un credito pari a 100 milioni euro, ovvero pazienti che essenzialmente dal Lazio, dal Molise e dalla Puglia scelgono di farsi curare in Abruzzo. Il saldo negativo del flusso della mobilità è pari a 67 milioni di euro», ha detto oggi Chiodi, «sul quale pesa essenzialmente la Asl di Teramo, con un saldo negativo di 44 milioni di euro mentre la Asl Avezzano-Sulmona-Aquila addirittura registra un saldo positivo del flusso di mobilità pari a 4 milioni di euro».

 Significativo ai fini della lettura del contesto sanitario abruzzese sarebbe anche per il commissario Chiodi  che nell'anno 2007 il Tavolo di Monitoraggio del Ministero aveva attestato una perdita di 335 milioni di euro mentre il saldo per la mobilità era decisamente basso ma ugualmente negativo per 7 milioni di euro. «Sono intervenuto per aver visto», ha detto Chiodi, «nell'ultimo mese una grande attenzione sulla mobilità passiva che chiede forse un maggior dettaglio di precisione per aiutare i cittadini a farsi un'idea scevra da pregiudizi e da influenze».

I dati sulla mobilità sanitaria storicizzati illustrati dal commissario Chiodi evidenziano che la mobilità passiva è cresciuta costantemente dal 2001 ad oggi, tranne che negli anni 2007/2009 quando subisce un brusco rialzo e nel 2010 si stabilizza. Al contrario la mobilità attiva subisce una riduzione fino al 2009 e si nota un leggero rialzo nel 2010.

«Il 2007 - spiega Chiodi - è l'anno dell'ingresso dell'Abruzzo, regione canaglia, nel Piano di rientro a causa del suo default. Il default - ha insistito Chiodi come elemento chiave per interpretare anche i dati sulla scelta dei pazienti abruzzesi di rivolgersi altrove - è stato un colpo durissimo non solo alla credibilità del sistema politico abruzzese, ma, anche e soprattutto, alla reputazione della nostra sanità, dei nostri ospedali, i cui effetti sono ancora oggi imponderabili se si pensa che pur avendo in Abruzzo le due migliori cardiochirurgie in Italia, mi riferisco a quelle di Chieti e di Teramo, i cittadini di queste due stesse città preferiscono rivolgersi altrove».

 L'andamento del flusso della mobilità passiva ritorna gradualmente verso una linearità nel 2010, «anno in cui - evidenzia Chiodi - da commissario alla sanità appena insediato ho cominciato a dare il via libera alle riforme necessarie e ai decreti commissariali, per esempio quelli sull'appropriatezza dei ricoveri e delle prescrizioni. Atti e decisioni che sono stati essenziali ad innescare finalmente un circuito virtuoso. Certo è vero che c'è una passività pari a 67 milioni di euro ma a fronte di un leggero avanzo di 1 milione e 316 mila euro riconosciuti dal Tavolo di Monitoraggio dei Ministeri. Quindi mi chiedo se interessa davvero al cittadino e al cittadino/paziente questo dibattito sulla mobilità passiva, peraltro, lo ripeto, spesa minoritaria del complessivo dei costi per la produzione sanitaria. Cosa è più giusto per gli abruzzesi un dibattito sulla mobilita' passiva o la reputazione che si guadagna dal rigore delle gestione sanitaria?», insiste ancora Chiodi. «Qui - incalza - è come fare il paragone con un'azienda che ha un bilancio in salute ma ha una perdita nella spesa». Il Commissario, quindi, ha spiegato di «essersi interrogato su cosa i cittadini abruzzesi chiedano alle strutture extraregionali, per esempio alle Marche, e dai dati è emerso che nel 2010, 1618 pazienti, 969 provenienti dalla Asl di Teramo, si sono sottoposti ad interventi al cristallino, 1503 alla chemioterapia le cui procedure di cura rispondono ad un protocollo che è identico in tutta Italia».

 Per quanto riguarda la Asl di Teramo i pazienti osservati hanno una fascia di età che va dai 45 ai 64 anni. Su 55.821 ricoveri 14.912 pazienti hanno scelto strutture extra regione e, su 8327 interventi chirurgici effettuati in quelle strutture, solo 963 sono interventi altamente complessi.

Sempre analizzando nel merito la Asl di Teramo si è constatato che i pazienti più "mobili" sono quelli dei comuni appartenenti al Distretto Teramo 2, ovvero i comuni costieri di confine con le Marche.

 «Siamo convinti - ha aggiunto poi Chiodi - che riusciremo a ridurre la mobilità passiva così come avevamo largamente anticipato che saremmo riusciti a riconsegnare agli abruzzesi una regione pulita dai debiti. Infatti, sul bilancio sanitario si è passati da un risultato economico per Tavolo di monitoraggio del Ministero da 22 milioni di euro di perdita nel III trimestre del 2010 ad un saldo positivo pari a 1 milione e 46 mila euro nel III trimestre 2011. Abbiamo avuto un miglioramento di 23 milioni di euro rispetto agli obiettivi, tant'è che questo trimestre ci fa ben sperare per un esito che potrebbe portarci per la prima volta nel bilancio consuntivo 2011 ad un avanzo di 13 milioni di euro».

 In ripresa anche i dati che provengono sul fronte della spesa farmaceutica totale, che nel terzo trimestre 2011 si è ridotta dell'1,86 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, ma la solo farmaceutica convenzionata si è ridotta del 6,1 per cento.

07/12/2011 16:44