Manovra. La Cisl chiede a Monti di graziare L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Per il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, il Governo Monti «deve affrontare con estrema urgenza il problema dell'Aquila e della ricostruzione della città».

L’AQUILA. Per il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, il Governo Monti «deve affrontare con estrema urgenza il problema dell'Aquila e della ricostruzione della città».

In una nota, il sindacalista afferma che va valutata la particolarità della situazione che vive il territorio terremotato, anche in relazione agli ammortizzatori sociali, al sostegno alle imprese e alla rivalutazione degli estimi catastali su abitazioni che sono state danneggiate dal sisma.

«L'Aquila e il suo comprensorio - conclude Giorgi - vanno per il momento esclusi dai provvedimenti indicati da Monti che si andrebbero a sommare ad una già gravissima crisi sociale, occupazionale, industriale e demografica. L'eccezionalità delle condizioni in cui versa il nostro territorio non consente l'applicazione delle misure restrittive varate dal Governo che, semmai, potranno essere accolte solo in parte. Siamo d'accordo con le posizioni assunte dal presidente, Chiodi, e dal sindaco, Cialente, che hanno sollecitato un immediato intervento del nuovo Governo a sostegno della realtà locale verificando, anche di persona, la pesantissima crisi in cui si trovano le famiglie aquilane».

E intanto il capogruppo del Pd alla regione, Camillo D’Alessandro, sostiene di conoscere i veri responsabili della manovra ‘lacrime e sangue’: «se siamo arrivati a questa condizione - dice D'Alessandro - lo dobbiamo a chi negava l'esistenza stessa della crisi, portandoci dentro il fallimento del Paese: gente come Berlusconi a livello nazionale e Chiodi in Abruzzo. Fino a ieri Chiodi faceva da zerbino per le scarpe sporche dalle nefandezze del governo nazionale, ora si ricorda di parlare di crescita o di assenza di misure, si vergogni». «Sono tra coloro - prosegue D'Alessandro - che sostengono che questa manovra è iniqua, sono tra coloro che credono che i saldi potevano essere ottenuti in modo diverso, sono tra coloro che credono che sia odioso far pagare l'ICI sulla prima casa senza introdurre una vera patrimoniale e che sia scellerato mettere mano alle pensioni, bloccando l'adeguamento di modestissime pensioni, mentre gli evasori che hanno portato i soldi all'estero, evadendo il fisco, contribuiscono al risanamento con una incredibile sforzo, pari all'1,5%. Credo che l'innalzamento dell'IVA e i rincari sulla benzina impoverisce tanta gente già in difficoltà».

L’esponente del Partito Democratico spera che ci siano modifiche: «è chiaro che nella bilancia delle valutazioni viene prima la risposta da dare ai mercati ed all'Europa, ma ciò non significa che la manovra sia equa». 07/12/2011 11:55