Crack Angelini, 6 rinvii a giudizio. Rispunta la tesi del complotto contro Villa Pini

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Crack Angelini, 6 rinvii a giudizio. Rispunta la tesi del complotto contro Villa Pini
CHIETI. Tutti rinviati a giudizio per il crack Angelini: prossima udienza il 20 marzo a Chieti.

Si è chiusa così l’udienza del Gup, Paolo Di Geronimo, per l’accusa di bancarotta a carico di Enzo e Chiara Angelini, della moglie Anna Maria Sollecito e dei tre revisori dei conti accusati di omesso controllo. Nella stessa udienza si è costituita parte civile la banca Unicredit, attraverso l’avvocato Pierluigi Tenaglia. Come sempre, la famiglia Angelini è difesa dall’avvocato Sabatino Ciprietti, mentre l’avvocato Di Biase difende i revisori. L’accusa in aula era sostenuta dal procuratore capo Pietro Mennini (nella foto) e dal sostituto Andrea Dell’Orso. Non ci sono state le solite schermaglie procedurali: l’udienza è stata abbastanza vivace. I primi ad arrivare sono stati procuratore e sostituto, poi l’avvocato Di Biase, quindi moglie e figlia di Enzo Angelini e poi l’avvocato Ciprietti. Un breve ritardo dell’inizio udienza perché non si trovava più Angelini, che alla fine è improvvisamente ricomparso. Il procuratore Mennini ha reiterato le sue richieste parlando di Villa Pini, della sua storia di eccellenza poi improvvisamente finita, il che è un monito per i giovani (soprattutto per Chiara Angelini), poi il pm Dell’Orso ha ricordato gli aspetti tecnici della bancarotta. Tecnico anche l’intervento a difesa dei revisori (avv. Di Biase) e più orientato a dimostrare che il fallimento di Villa Pini è stato un complotto quello di Sabatino Ciprietti. Il che è la linea scelta da Angelini con le sue dichiarazioni in aula ed alla stampa. Il patron di Villa Pini ha parlato di «saga delle falsità», quando viene accusato di distrazione di beni e di soldi scomparsi. «I soldi stanno lì, a Villa Pini, altro che distrazione – sostiene Angelini – e la clinica è finita quando ho cominciato a subire le angherie della politica. Anche la Procura vede le cose dal lato opposto alla realtà e sempre contro di me. Quando io ho denunciato Enrico Vittorini e Giancarlo Masciarelli per tentata estorsione (la vicenda è quella della vendita della clinica Sanatrix, abortita all’ultimo momento), nessuno si è mosso. Ed ora la Sanatrix è stata venduta dalla curatela ad appena 2 mln di euro, un decimo del suo valore. Perché dico questo? Non per convincere il giudice che già si è fatto una sua idea, ma solo perché si deve conoscere anche la mia verità». Detto a pochi giorni dal 14 dicembre, quando toccherà ad Angelini parlare al processo Sanitopoli, è quasi una dichiarazione di guerra.

s. c. 06/12/2011 15:44