Abruzzo: scuole nel caos. A rischio soppressione 24 istituti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Dopo la sanità e la giustizia la scure della manovra si abbatte  sulla scuola.

«In Abruzzo sono 24 gli istituti scolastici a rischio soppressione» ed i Comuni versano in una confusione totale tra tagli, accorpamenti, ridimensionamenti e qualche problema di trasparenza.

L’allarme, più volte ribadito in questi giorni, arriva dal segretario regionale del Pd Silvio Paolucci e la responsabile scuola Gianna Di Crescenzo.  «L’Abruzzo», dicono, «si avvia alla soppressione di 24 autonomie scolastiche, da sommarsi alle 19 già soppresse nell’anno 2009-2010, portandosi sulla coscienza decine di posti di lavoro nella dirigenza scolastica e amministrativa e fra i collaboratori amministrativi».

E ad aggravare il quadro già di per sé complesso, si aggiungerebbe «l’immobilismo del centro destra davanti ai tagli e le condizioni imposte dalla manovra».

«15 Regioni su 20 hanno impugnato davanti alla Corte Costituzionale», dice Gianna Di Crescenzo, «quella parte della manovra estiva che impone loro di tagliare senza pietà né cognizione di causa sull’istruzione pubblica, e mentre persino e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 27 ottobre 2011 ha proposto al Ministero di riprendere la competenza in materia mentre, l’Abruzzo non si batte». 

La manovra prevede la razionalizzazione della spesa scolastica attraverso l’ accorpamento di scuole con un numero esiguo di alunni: la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per essere autonomi devono essere costituiti da almeno 1.000 alunni, (500 per i comuni montani); saranno soppressi 1.130 plessi e altrettanti posti di lavoro di dirigente scolastico e direttore dei servizi generali ed amministrativi, oltre a 1.765 posti di collaboratore scolastico.

A tutto questo si sommano i tagli, contenuti nella legge di stabilità, che azzerano il fondo per la gratuità dei libri nelle scuole elementari e tagliano quello per l’erogazione delle borse di studio. Con il risultato che le famiglie dovranno farsi carico delle spese dei libri di testo.

Non vanno meglio le cose ad Avezzano dove la riorganizzazione della rete scolastica cittadina ha portato alla nascita di così  4 istituti comprensivi delle scuole d’infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado: l’ istituto comprensivo “Mazzini-Fermi” (1086 alunni), l’istituto comprensivo ”Corradini-S.Simeo  (978 alunni), l’istituto comprensivo “Vivenza-Giovanni XXIII) (1127 alunni) e l’istituto comprensivo “Collodi- Marini” ( 822 alunni); d’altro canto i cittadini devono fare i conti con il progetto di 3 Campus scolastici  sistemati nelle estreme periferie di Avezzano.

«Non ci sono risposte chiare sui progetti», tuonano l’associazione Rindertimi, l’Unione dei Marsi, l’associazione Consumatori, Alleanza per l’Italia, «l’ufficio tecnico del Comune a proposito delle verifiche in corso sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici di Avezzano precisa che 16 edifici sono stati oggetto delle prove; per 5 di essi sono state completate le relazioni finali, per 1 le prove devono ancora essere effettuate e per gli altri 10  si è in attesa dei risultati delle prove per il completamento delle relazioni finali. Ma se ancora non si hanno le relazioni finali in base a cosa si è deciso che non vale la pena rimettere a norma gli edifici scolastici e che è meglio ricostruirli da capo?». Stessa confusione regna a Celano dove è l’atteggiamento del sindaco a destabilizzare.

«Il sindaco Piccone», dice il Pd Celano, «a Roma vota a favore dei tagli indiscriminati previsti dalla Gelmini, per recuperare 172 milioni di euro a danno delle scuole, mentre a Celano si schiera nettamente contro. Ma allora non sarebbe stato meglio se avesse votato contro a Roma?»

m.b. 05/12/2011 12:28