Manovra da 30 miliardi, torna l’Ici, no all’aumento Irpef

Alessandro Biancardi

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ROMA. Torna l'Ici-Imu sulla prima casa; stangata su auto di lusso, yacht e aerei; una tantum per i capitali scudati; stretta sulle pensioni; sgravi per le imprese. Le Province restano ma vengono ridimensionate.*SINDACATI: «QUESTA MANOVRA E’ UN MASSACRO SOCIALE»

ROMA. Torna l'Ici-Imu sulla prima casa; stangata su auto di lusso, yacht e aerei; una tantum per i capitali scudati; stretta sulle pensioni; sgravi per le imprese. Le Province restano ma vengono ridimensionate.

*SINDACATI: «QUESTA MANOVRA E’ UN MASSACRO SOCIALE»

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto legge che contiene un pacchetto di misure urgenti per assicurare «la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità».

L’intervento urgente «si è reso necessario per affrontare una crisi finanziaria gravissima che ha investito in queste settimane l’area dell’euro», ha spiegato il premier Mario Monti, «e specificamente il debito sovrano, anche italiano».

La manovra è di 30 miliardi di euro, 12-13 miliardi di riduzione di spese e il resto di aumento delle entrate. Niente super-Irpef per l'aliquota massima del 43%, come invece risultava dalle bozze del decreto legge fino a ieri pomeriggio. Tre I capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La parte relativa al mercato del lavoro dovrebbe essere affrontata in un secondo tempo. Ma ecco cosa cambia.

FISCO
- NIENTE AUMENTO IRPEF: Nessuno degli aumenti ipotizzati è stato approvato, ne' sull'aliquota del 41 ne' del 43%.
- TORNA ICI-IMU; RENDITE +60%. Sulle prime case sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la rivalutazione delle rendite l'intervento vale 10-12 miliardi di euro. Aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case.
- TASSA LUSSO SU AUTO, BARCHE, AEREI. Sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170); per i natanti si applicherà sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei varierà in base al peso.
- ADDIZIONALI. Per le regioni è previsto un aumento dell'aliquota addizionale Irpef dallo 0,9% all'1,23%.
- ACCISE BENZINA. Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti: +1 cent al litro.
- UNA TANTUM SU CAPITALI SCUDATI. L'imposta è dell'1,5%.
- RINCARO IVA SE NO RIFORMA FISCO. Da settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% sono incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.
- TRACCIABILITA' 1.000 EURO. Scende la soglia oltre la quale non è possibile pagare in contanti.
- CONTI CORRENTI. Norme più efficaci per il controllo dei movimenti finanziari.
- BOLLO TITOLI. Arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari.

PENSIONI
- CONTRIBUTIVO PER TUTTI. Sarà esteso pro rata.
- ADDIO FINESTRE. Abolite le cosiddette finestre mobili che saranno assorbite nell'età effettiva di pensionamento. Le donne andranno in pensione di vecchiaia dal 2012 a 62 anni e nel 2018 a 66. L'età di 66 anni per la vecchiaia è prevista da subito anche per gli uomini. I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi; le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.
- ABOLITE QUOTE ANZIANITA'. Le quote per le uscite per la pensione di anzianità sono state abolite. Si uscirà solo con 41 anni e 1 mese per le donne e 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini.
- ADDIO ANZIANITA', SI CHIAMERA' 'ANTICIPATA'. Cambia la denominazione.
- PEREQUAZIONE ASSEGNI FINO A 960 EURO. La rivalutazione piena rispetto all'inflazione nel 2012 sarà prevista solo per le pensioni di importo doppio rispetto alla minima che è di 480 euro. Gli altri assegni saranno congelati.
- PIU' CONTRIBUTI PER AUTONOMI E AGRICOLTORI. Per artigiani e commercianti aumentano di 0,3 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22%. Verranno rideterminate anche le aliquote contributive pensionistiche nel settore agricoltura.
- PENALIZZAZIONI PER CHI ESCE PRIMA 63 ANNI. Per chi esce in pensione anticipata (quindi con almeno 42 anni e 1 mese di contributi se uomini) prima dei 63 anni di età dal 2012 avrà una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo.
- CONTRIBUTO SOLIDARIETA'. Interesserà le pensioni più alte.

IMPRESE E SVILUPPO
- PATRIMONIALIZZAZIONE. Arriva l'Ace, l'Aiuto alla Crescita Economica, una misura che incentiva la capitalizzazione delle imprese. Ci sarà anche nuovo credito per i fondi di garanzia per le pmi.
- SGRAVI IRAP. Sarà possibile scontare dall'Ires la quota di Irap riferita al costo del lavoro. Per l'internazionalizzazione arriva il 'nuovo Ice'. Anche interventi per il risparmio energetico.
- GARANZIA STATO SU PASSIVITA' BANCHE. Il ministero dell'Economia ''e' autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni''.
- LIBERALIZZAZIONE FARMACI FASCIA 'C'. Saranno venduti anche nelle parafarmacie. Nuove regole per l'apertura di farmacie: il numero delle autorizzazioni sarà stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4.000 abitanti.
- TRASPORTI. In arrivo una apposita Autorità.



SPESA
- ENTI LOCALI, -5 MLD. E' il contributo che pagheranno Regioni, Province e Comuni.
- MINISTRI, NIENTE DOPPIO STIPENDIO. Vale anche per i sottosegretari.
- PROVINCE, CAMBIA ORGANIZZAZIONE. Ridotti membri dei consigli, eliminate le giunte.
- VIA INPDAP E ENPALS. Sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all' Inps.
- SCURE SU AUTORITA'. Dalla Consob all'Antitrust è previsto un calo del numero dei componenti.

Anche se per adesso le province non verranno eliminate, la manovra del governo ridimensiona fortemente il loro ruolo, tanto che l'Upi parla subito di «provvedimento anticostituzionale» e chiede l'intervento del presidente della Repubblica. Quello delle province è un tema importante, tanto che è proprio il presidente del Consiglio, Mario Monti, a parlare della novità nel suo discorso agli italiani per illustrare il "salva Italia". «Non è nostro potere abolire le province nel decreto odierno», ma nel provvedimento abbiamo «profondamente modificato le province: abbiamo eliminato le giunte provinciali e c'é una drastica riduzione del numero consiglieri», ha spiegato il premier prima di entrare nel merito delle misure del decreto legge. Le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali. Monti ha aggiunto che pur non avendo il potere di cancellare le province saranno assecondate le «iniziative di legge costituzionale che vadano in questo senso».

Gli organi previsti vengono riportati al ruolo di governo intermedio, con funzioni di servizio e coordinamento nei settori che saranno disciplinati con leggi statali e regionali.

05/12/2011 07:19

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SINDACATI: «QUESTA MANOVRA E’ UN MASSACRO SOCIALE»

ROMA. La discussione è stata lunga e intensa ma alla fine ha portato, almeno per le Regioni, i risultati sperati: sembrano svanire infatti i timori di tagli pari a 2,5 miliardi di euro che, secondo le indiscrezioni circolate nelle ore scorse, si sarebbero dovuti abbattere sul Fondo sanitario nazionale da circa 108 miliardi di euro, quello con il quale le Regioni finanziano, in sostanza, la sanità. Maggiori entrate per la sanità dovrebbero arrivare da un intervento su Irpef «concordato con le Regioni ma perequato a livello nazionale». E anche sul trasporto pubblico locale, le Regioni sembrano averla spuntata: avrebbero infatti ottenuto dall'esecutivo l'assicurazione di un aumento dell'accisa sui carburanti dello 0,038% con la quale finanziare il trasporto che altrimenti, dal 1 gennaio, dicono da tempo i governatori, è in serio pericolo. I presidenti delle Regioni non si sbilanciano nel cantare vittoria, ma se le cose andranno realmente così sono più che soddisfatti. «Il governo ha compreso la gravità di queste due questioni – ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - non per le Regioni, ma per i cittadini. Il sistema sanitario deve essere a carico della fiscalità generale e il Fondo per il 2012 non può essere ulteriormente ridotto».

Quanto al trasporto, «attraverso una lunga discussione abbiamo convinto il governo a trovare un'altra strada e quindi abbiamo scongiurato tagli», sottolinea il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha aggiunto: «leggeremo i testi, ma non abbiamo motivo di dubitare. Se le cose saranno così reputiamo che si sia trovata risposta a due problemi che rischiavano di esplodere». Errani ha posto poi altre questioni all'esecutivo, prima fra tutte quella di fare il punto sul federalismo fiscale. «La situazione così come è non ha possibilità di effetti positivi. E bisogna attivare la commissione su finanza pubblica». Certo, non tutti i governatori sono del tutto soddisfatti. Il presidente del Lazio, Renata Polverini, resta dell'idea «che occorreva dare un segnale forte con una patrimoniale vera». «Mi chiedo perché non si vuole prendere in seria considerazione un contributo di solidarietà dai capitali scudati», osserva il governatore della Toscana, Enrico Rossi, il quale ricorda che si tratta di 105 miliardi di capitali rientrati in Italia che hanno pagato solo il 5% mentre in Francia e Germania oltre il 20%. «E poi mi domando: perché non si vuole fare la gara per le frequenze tv?». Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, sottolinea invece che «non è ancora chiaro lo sforzo chiesto dal governo alla spesa centrale. Quali saranno i risparmi nazionali?».

Il governatore della Basilicata, Vito De Filippo, non nasconde «le difficoltà, anche drammatiche, che ci saranno, con bilanci sempre più ingessati, ma siamo consapevoli che sia il momento della responsabilità». «Siamo fiduciosi che la stesura finale della manovra del Governo acquisisca le indicazioni che sono arrivate dalle Regioni», aggiunge il presidente delle Marche, Gian Mario Spacca.

Rimangono invece confermati i tagli che le indiscrezioni attribuivano a danno delle Province e dei Comuni: 500 milioni per i primi e 1,4 miliardi per i secondi. «Per noi vuol dire di fatto azzerare i trasferimenti dello Stato alle Province. Comprendiamo la drammaticità del momento, ma chiediamo misure di equità e rilancio dello sviluppo», spiega il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione. «Abbiamo dato la nostra disponibilità in questo momento grave: ci è stata descritta una situazione drammatica, l' Italia ha responsabilità di indicare una direzione», dice il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, il quale annuncia che dal ritorno dell'Ici e dalle rivalutazioni catastali, previsti dalla manovra, arriveranno 10-12 miliardi nessuno dei quali però andrà ai comuni. In compenso, dal governo sarebbe arrivata un'apertura per rivedere il Patto di stabilità.

I SINDACATI

«Pesantissime ed inique le misure del Governo Monti approvate dal Consiglio dei Ministri. Pesantissime per i lavoratori e per le fasce di popolazione che già vivono in situazione di estremo disagio». Commentano Cgil, Cisl e Uil. «Inique perché a pagare sono sempre gli stessi e manca anche quella patrimoniale che molti annunciavano e che invece è stata "sostituita" da misure ridicole».

Cgil, Cisl e Uil chiedono «maggiore equità ad un governo sordo a qualsiasi modifica e ligio esecutore dei diktat dell’Unione Europea ben sapendo che la strada che si è imboccata e che appoggiano, quella di accollare la crisi sistemica del capitale ai lavoratori e ai pensionati è a senso unico e non prevede la possibilità di alcun ripensamento».
I sindacati parlano di «massacro sociale in nome della difesa dell’Euro e dell’Unione Europea che hanno rappresentato e rappresentano la malattia e non la cura per il nostro Paese e per gli altri paesi europei».

I sindacati chiamano «alla lotta immediata e dura lanciando lo stato di agitazione in tutti i luoghi di lavoro e preannunciando nelle prossime ore la decisione in ordine alla data dello sciopero generale e generalizzato da convocare immediatamente in relazione con tutte le forze sindacali indipendenti e di classe interessate e con le componenti sociali disponibili».

05/12/2011 07:14