Liberalizzazione dei farmaci? Federanziani: «no grazie».

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «No alla liberalizzazione dei farmaci, soprattutto nelle aree rurali».

A dirlo è il presidente di Federanziani Roberto Messina che mette in guardia utenti e cittadini dalle conseguenze di eventuali liberalizzazioni nel campo farmaceutico. E lo ha ribadito anche all’inaugurazione della nuova sede di Pescara insieme al presidente regionale per l’Abruzzo Pier Giuseppe D’Andrea Matteo e del presidente provinciale di Pescara Miriam Severini.

Se la liberalizzazione dei farmaci dovesse essere inserita nelle misure allo studio del governo ed i medicinali venduti anche dalle parafarmacie, secondo il numero uno di Federanziani, a  farne le spese sarebbero soprattutto gli over 60 (i principali consumatori di farmaci). Gli oltre 12 milioni di anziani in Italia si vedrebbero costretti a pagare di tasca propria le medicine. I farmaci di classe A e C per il 65% dei casi sono infatti assunti dagli anziani.

«Le farmacie», continua Messina, «sono presidi sanitari insostituibili, il primo luogo sanitario a cui gli anziani si rivolgono anche solo per accertamenti diagnostici. Nel caso in cui il governo non ascolti i cittadini, occorre tutelarli inserendo il divieto assoluto per la grande distribuzione, per i supermercati e le parafarmacie di fare offerte promozionali tipo 4×2, 8×3 e quant’altro. Con i farmaci non si scherza, non sono caramelle, hanno una loro vita e una scadenza, un loro processo del ‘freddo’, di conservazione e, se assunti dopo la data indicata, con certezza, potrebbero causare effetti collaterali rischiosissimi per la salute dei cittadini, ed in particolare per la salute dei nostri 12 milioni di anziani».

La preoccupazione di Messina è che la liberalizzazione della vendita dei farmaci, non farebbe altro che spingere le persone ad assumere più farmaci e a consumarli con tutti gli effetti collaterali che ne deriverebbero. Di tutt’altro avviso è invece il presidente del Forum delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia che reputa «queste posizioni come una paura delle super lobby delle farmacie di veder erosa la propria fetta di mercato».

03/12/2011 08:54