Censis: servizio sanitario peggiorato per 1 italiano su 3

Alessandro Biancardi

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ROMA. 35% teme qualità diversa in regioni e interferenze politica.

Quasi un italiano su tre, il 28,9%, nonostante gli sforzi delle Regioni per rimettere in ordine i conti, giudica peggiorato negli ultimi due anni il servizio sanitario. E' quanto emerge dal 45mo Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese, secondo il quale i cittadini temono in particolare modo un'accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%) e che l'interferenza della politica danneggi in modo irreparabile la qualità della sanità (35%). Dai dati dell'indagine Forum per la Ricerca Biomedica-Censis, si legge nel rapporto, emerge che «la cura cui è sottoposto il Servizio sanitario agli occhi dei cittadini italiani non sta generando effetti positivi visto che è solo l'11% a ritenere migliorato il servizio sanitario della propria Regione" mentre "il 60% ha registrato una sostanziale stabilità». Il rapporto evidenzia infatti come nel periodo 2001-2010 le Regioni con piano di rientro «hanno registrato un incremento della spesa del 19% di contro al +26,9% del resto delle Regioni».

Tra le Regioni per il periodo 2006-2010 "spicca il contenimento della spesa che hanno registrato la Sicilia (oltre il -10%), l'Abruzzo (-4,4%), il Lazio (-3%) e la Campania (-1,9%). Ma «la sanità è cristallizzata nel divario di performance regionali - si osserva nel Rapporto - tanto che nelle regioni del Mezzogiorno è più alta la percentuale di cittadini che parla di peggioramento».

Quanto al futuro della sanità, oltre a differenze regionali e interferenze della politica a preoccupare gli italiani c'é anche il timore che «i problemi di disavanzo rendano indispensabili robusti tagli all'offerta (21,8%)« ma anche che non si sviluppino i servizi necessari, come l'assistenza domiciliare territoriale (18%) e che l'invecchiamento e la diffusione delle patologie croniche producano un intasamento delle strutture e dei servizi (16,3%)». «Per rispondere alle attese dei cittadini - conclude il Rapporto - le dinamiche future del Servizio sanitario regionalizzato, emancipato dall'eccesso di vincoli della politica, devono rispondere adeguatamente alla duplice esigenza di garantire la sostenibilità finanziaria e al contempo dare a tutti i cittadini, ovunque risiedano, la qualità attesa».

02/12/2011 11:40