Gli avvocati d’Abruzzo si mobilitano. Il via ad occupazione e proteste

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un vero e proprio battaglione di guerra. Gli avvocati abruzzesi fanno fronte comune contro la «ridefinizione della geografia giudiziaria».

Un insieme di misure, previste dalla manovra finanziaria che ridisegneranno il sistema di giustizia tagliando probabilmente i tribunali minori per fare cassa (Vasto Sulmona, Lanciano ed Avezzano) facendo salve le sedi distaccate. Da Chieti, a Sulmona, a Lanciano i togati scendono in piazza per manifestare il dissenso e proporre misure alternative alla riforma per snellire, semplificare e svecchiare la macchina giudiziaria.

A Chieti il consiglio degli ordini degli avvocati è capitanato da Pierluigi Tenaglia (sceso già in campo contro la delibera con cui il Comune di Lanciano chiederebbe il riordino degli uffici giudiziari della città (con l’acquisizione di Ortona ) e l’istituzione di un tribunale unico per l’area Chieti- Pescara).

E’ proprio il presidente dell’Ordine degli avvocati a chiedere che  il Governo faccia una passo indietro «su qualsiasi riforma (tagli, accorpamenti) che impediscano una effettiva riforma e modernizzazione della professione». Non si può, secondo Tenaglia, «decidere  rispondendo solo a logiche economiche ed ignorando tutto il resto». Ma come intende Chieti far fronte ai problemi del sistema giudiziario? La soluzione, per Tenaglia, è a portata di mano: riduzione dei riti, un serio investimento sul processo telematico, smaltimento dell’arretrato attraverso il coinvolgimento diretto degli Ordini ed il reclutamento dei giudici addetti tra i giovani avvocato e non con il ricorso a magistrati in pensione, approvazione urgente della riforma della professione d’avvocato.

Fanno invece la voce grossa gli avvocati di Sulmona contro la previsione di cancellare i piccoli tribunali per accorparli a quelli più grandi. E’ per questo che hanno deciso di riunirsi in un’assemblea generale e di occupare il tribunale in segno di protesta dove porteranno avanti udienze giorno e notte.   «Non è una battaglia corporativa», ha precisato il presidente dell'ordine degli avvocati, Gabriele Tedeschi, «ma di tutti i cittadini».

Le richieste sono sempre le stesse: dalla dimissione in blocco dei giudici onorari e dei difensori d'ufficio, fino alla  revoca della commissione che si sta occupando della legge delega per il riordino delle circoscrizioni costituita in maggioranza da magistrati che notoriamente vogliono la soppressione dei cosiddetti tribunali minori. Anche da Lanciano la Cisl-Fp, tramite il Segretario Generale Territoriale Gabriele Martelli e del delegato Claudio Castellano, fa sentire la sua voce e ribadisce, con fermezza, il suo no a qualsiasi tentativo di soppressione, accorpamento o riduzione di risorse umane ed economiche.

«A Lanciano», precisa Castellano, «i servizi all'utenza sono erogati in tempi relativamente brevi, considerate le medie nazionali del servizio giustizia, grazie soprattutto all'impegno profuso dai magistrati, il cui organico è da qualche anno al completo, e dal personale amministrativo delle cancellerie e segreterie giudiziarie, che con spirito di sacrificio ed abnegazione davvero encomiabili, contribuisce a fornire servizi essenziali di elevato standard qualitativo e quantitativo».

Quali sarebbero le conseguenze se la riforma andasse in porto?

L’abolizione dei tribunali minori ed un loro accorpamento a quelli provinciali potrebbe sovraccaricare infatti proprio le sedi provinciali che non riuscirebbero a fronte ad esigenze maggiori rispetto a quelle sostenute, oltre a comportare un disagio per  i residenti sotto l’aspetto logistico ed economico.

 m.b. 02/12/2011 10:17