Premi d’oro ai dirigenti, Acerbo: «ora ci mostrino i super risultati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Premi a dirigenti e direttori regionali aumentati quasi del 100% in meno di 12 mesi. Mentre l’assessore attacca Costantini (Idv) di «fare demagogia», Acerbo (Rc) chiede di conoscere gli obiettivi raggiunti dai premiati.

Un sostanzioso premio di produzione corrisponderà pure ad obiettivi raggiunti, sostiene l’esponente dell’opposizione, che domanda così ai vertici della Regione di mostrare quanto è stato fatto nell’ultimo anno da dirigenti e direttori super ricompensati. «Ovviamente», commenta ironico Acerbo, «i dirigenti regionali sono tutti bravissimi e quindi il super-premio non lo si è negato a nessuno. Molti stanno lì perché comandati da altri enti e quindi senza nessuna particolare selezione se non l´affinità e la fedeltà politica. Non so se è più grave l'ammontare dei premi o il fatto che siano stati dati a tutti».

Come avevamo scritto ieri se nel 2010 i premi di risultato erano costati alle casse pubbliche 894.547 euro in totale (circa 780 mila euro per i dirigenti e 117mila euro per i direttori), nel 2011 si è arrivati a 1,5 milioni di euro (1,2 milioni per i dirigenti e 269.364 euro per i direttori). «Se Chiodi torna a usare parole come rigore e meritocrazia spero che qualche abruzzese gli tiri una scarpa», attacca il consigliere di Rifondazione e «se la Carpineta facesse l´assessore chiederei le dimissioni», chiude con ironia. Per Acerbo, in pratica, la «rivoluzione meritocratica» annunciata da Chiodi nel 2008, si sarebbe rivelata «per l’ennesima volta» una «bufala» e oggi la Regione avrebbe ricevuto un ennesimo schiaffo in faccia, mentre si chiedono sacrifici a tutti e ci si vanta di riuscire a risparmiare nel 2012 circa 500 mila euro su un bilancio totale che sfiora i 30 milioni di euro. «Non c´erano i soldi per i malati oncologici, l´assistenza ai disabili, gli scuolabus, la cultura mentre si distribuivano super-premi ai dirigenti», attacca ancora. «Non posso che complimentarmi con chi predica il rigore sulla pelle degli altri».

Per Acerbo i premi attribuiti non sarebbero affatto frutto dell´effetto di aggiornamenti contrattuali nazionali ma frutto di una sorta di «egualitarismo dei privilegiati per cui sono state distribuite tra i dirigenti le risorse rinvenienti dalla diminuzione del loro numero».

Ma già ieri l’assessore Carpineta aveva chiesto di «non fare demagogia» e aveva spiegato che il provvedimento adottato dalla giunta «era obbligato dalle leggi e dal contratto collettivo nazionale di lavoro vigenti». «Non c'è stata nessuna scelta politica nella quantificazione delle risorse per il fondo destinato al risultato», ha detto ancora Carpineta, «ma la pura e doverosa applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro».
Il consigliere dell’Idv Carlo Costantini, che ha tirato fuori per primo le tabelle con le retribuzioni del 2010 e del 2011, non sembra affatto convinto. «Le darò ragione, se mostrerà a me ed agli abruzzesi che rappresenta in Giunta la disposizione di legge o del contratto nazionale che l’hanno obbligata ad aumentare del 90% le retribuzioni di risultato di direttori e dirigenti della Regione. Con l’intesa, però, che se non riuscirà a farlo, dopo quello che mi ha detto, potrò permettermi educatamente di suggerirle di occuparsi di altro».

«L’errore più grande che l’assessore Carpineta commette», chiude Costantini, «è quello di difendere l’indifendibile».

01/12/2011 11:53