Sanità, Chiodi e Baraldi disponibili a confronti con sindacati e cliniche

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2242

Sanità, Chiodi e Baraldi disponibili a confronti con sindacati e cliniche
ABRUZZO. Cambia l’aria nella sanità abruzzese. Almeno stando alle apparenze, se si guarda al risultato complessivo della due giorni in cui Ufficio commissariale e sindacati si sono confrontati.

Confronto serrato su temi caldi come gli atti aziendali delle quattro Asl, gli investimenti per la medicina territoriale, i 255 mln fantasma, la mobilità passiva ed il rapporto con la sanità privata.

Ieri c’è stato l’incontro con Chiodi, l’altro ieri c’era stato un primo contatto con Giovanna Baraldi. Chiodi è sembrato disponibile a tutto campo almeno a parole (ma questa non è una novità), però con una serie di paletti. Ma le sue dichiarazioni potrebbero segnare la svolta ed il passaggio dell’Ufficio del Commissario dalla contrapposizione alla collaborazione. E senza vincitori né vinti.

Primo paletto di Chiodi: la Regione vuole uscire dal Far West sanitario, servono regole precise per tutti, in primis per la sanità privata.

Secondo paletto: c’è disponibilità a confrontarsi con le cliniche private, ma con i ricorsi continui al Tar è difficile andare avanti.

 Terzo paletto: c’è interesse a collaborare per limitare la mobilità passiva, ma questo si può fare all’interno di una disponibilità reciproca al dialogo. E poi le dichiarazioni di buona volontà: è vero che i 255 mln non ci sono perché sono stati già erogati, ma nei bilanci delle Asl sono disponibili fondi per interventi sui servizi sanitari al territorio. Ed è altrettanto vero che si sta ripensando la legge 32 sull’accreditamento per rendere più snelli gli adempimenti. Musica per i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo quasi non credevano alle loro orecchie. Ma un pò di sano scetticismo l’hanno conservato e non hanno abbassato la guardia, sia sulla mobilità passiva sia per contestare comunque Chiodi sulla vicenda dei premi non meritocratici ai dirigenti regionali.

Che l’aria stia cambiando, si era avvertito anche nell’incontro dell’altro ieri, quando i discorsi sulla sanità erano stati più generici. Si era parlato infatti degli atti aziendali delle singole Asl ed ogni manager aveva illustrato il suo modo di vedere al sanità,  che non è proprio quello dei sindacati o dei sindaci o degli altri eletti. Ed infatti i sindacati hanno replicato che i documenti saranno pure ben fatti, ma meriterebbero un confronto con le strutture territoriali delle singole confederazioni che hanno un maggiore aggancio con la realtà concreta dell’assistenza sanitaria. E quando hanno provato a sollecitare la Baraldi sul problema dei 255 milioni fantasma che dovevano servire ai servizi sul territorio, il sub commissario ha glissato, rinviando la competenza della risposta a Chiodi. L’impressione è stata che il sub commissario ha raggiunto il limite di sopportazione rispetto a quello che sembra quasi un boicottaggio da parte delle strutture amministrative dell’assessorato: non sempre infatti la Baraldi riesce a vedere tutti i documenti dell’assessorato. I sindacati sembrano averlo capito e sul punto non hanno insistito più di tanto e l’hanno riproposto ieri a Chiodi. All’incontro con la Baraldi era però assente l’Aiop, il che ha scatenato dietrologie e congetture. L’ipotesi più accreditata era una giustificazione legata ad una presunta manovra per far ritirare dalle cliniche i ricorsi presentati al Tar contro le scelte della Regione sui contratti. Ritiro di cui Chiodi ieri ha parlato apertamente. Ma all’Aiop dichiarano che i ricorsi seguono la loro strada e assicurano che la mancata partecipazione all’incontro con il sub commissario deriva solo dal ritardo con cui è stato ricevuto l’invito all’incontro. In un fax, partito tempestivamente appena ricevuta la convocazione, l’Aiop ha chiesto «di conoscere la data dell’incontro non nelle 48 ore precedenti, ma con qualche giorno di anticipo per dare il tempo di concordare con gli associati la linea da tenere. Se poi nell’invito viene specificato anche l’odg dell’incontro, tanto meglio». Comunque – assicurano – all’Aiop non c’è nessuna preclusione ad incontrare né la Baraldi né Chiodi. E alla luce di quanto ha dichiarato ieri il Commissario, è possibile che venga sotterrata l’ascia della guerra e rimesso in funzione il calumet della pace. Sempre che alle parole seguano i fatti, che ai progetti si dia seguito con l’attivazione dei servizi sul territorio e che la sanità non sia più considerata una spesa, ma un investimento. E attenzione a non cadere nella trappola: la partecipazione alle scelte in sanità è un pre-requisito di ogni piano sanitario, non una concessione. E’ la sostanza del diritto alla salute.

Sebastiano Calella  01/12/2011 09:19