Premi d’oro per i dirigenti regionali. In un anno aumento vicino al 100%

Alessandro Biancardi

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   Premi d’oro per i dirigenti regionali. In un anno aumento vicino al 100%
I DOCUMENTI. ABRUZZO. Dirigenti e direttori della Regione superpagati. Ecco tutte le cifre.CARPINETA CONTRO COSTANTINI: «FA SOLO DEMAGOGIA» 

Mentre si parla di tagli e la Regione si vanta che nel 2012 si spenderanno 500 mila euro in meno rispetto al 2011, emerge qualcosa su cui non si risparmia affatto: le retribuzioni di risultato di dirigenti e direttori, 104 persone in tutto.

Se nel 2010 i premi di risultato erano costati alle casse pubbliche 894.547 euro in totale (circa 780 mila euro per i dirigenti e 117 per i direttori). Nel 2011 la somma è lievitata e arriva quasi a 1,5 milioni di euro (1,2 milioni per i dirigenti e 269.364 euro per i direttori).

Per i dirigenti della Regione Abruzzo i compensi sono stati raddoppiati. Basta confrontare le tabelle di ottobre 2010 e agosto 2011. Il trattamento economico è aumentato a dismisura e si sfiora il 100%. «E’ immorale», tuona il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini, che ha tirato fuori i documenti. E dire che proprio ieri la Regione ha annunciato che dall’anno prossimo si cambia musica. La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che introduce l'attuazione dei criteri per la valutazione dei direttori, dei dirigenti, dei responsabili d'ufficio e del personale regionale. In pratica i direttori e i dirigenti verranno pesati e premiati sulla base di una valutazione rigorosa, che terrà conto sia degli obiettivi raggiunti sia delle capacità manageriali dimostrate nel conseguirli. Le tabelle del prossimo anno subiranno una flessione?

I numeri a disposizione oggi parlano chiaro: sale tutto tranne la voce retribuzioni tabellari che resta immobile. Ai 14 direttori ad agosto 2011 emergono circa 1400 euro in più per la retribuzione di posizione rispetto all’anno precedente. Per i premi di risultato la crescita è ancora più evidente e si passa dai circa 10 mila euro del 2009 (c’è chi ne ha presi 9 mila e chi ne ha presi 12 mila) ai 21.900 del 2010 che è stata uniformata praticamente per tutti. Non c’è stata retribuzione di risultato per Enrico Mazzarelli, mentre Rita Pecoraro e Gaetano Valente hanno incassato solo la retribuzione di risultato in quanto il loro incarico si è concluso nell’estate del 2010. Alla prima sono andati 14.663 euro, al secondo 12.830 euro.

Anche per i dirigenti (sono 90) il premio di risultato è quasi raddoppiato: si è passati dai 9 mila euro del 2009 ai 16.700 del 2010 mentre la retribuzione di posizione è cresciuta di circa 1.500 euro.

«Alla fine del 2010», ricorda Carlo Costantini, «l’Italia dei Valori definì il bilancio regionale di previsione 2011 un “bilancio lacrime e sangue, ma non per tutti”. Appariva vistosissima, infatti, l’incongruenza tra i proclami di Chiodi, che annunciava, con l’avvento della meritocrazia, la riduzione del numero dei dirigenti e l’aumento dello stanziamento alla voce “retribuzioni dei dirigenti”. Domandammo: come e’ possibile che riducendo il numero dei dirigenti, aumentino i loro costi? Ci risposero come ci rispondono sempre, rivolgendoci le accuse di sempre e contestandoci, come sempre, di non capire». «Non esito a definire uno scandalo l’operazione che Chiodi ha avallato», chiude Costantini, «perche’ ricordo perfettamente quali e quanti sacrifici aveva imposto, lo stesso bilancio e, dunque, lo stesso Chiodi, ai piu’ deboli, ai disabili, ai precari».

30/11/2011 08:42

*RETRIBUZIONE DIRIGENTI 2010  *RETRIBUZIONE DIRIGENTI 2011

*RETRIBUZIONE DIRETTORI 2010  *RETRIBUZIONE DIRETTORI 2011

CARPINETA CONTRO COSTANTINI: «FA SOLO DEMAGOGIA» 

«Fare demagogia oggi è da irresponsabili. Al consigliere Costantini evidentemente quel che accade in Italia e nel mondo poco importa», commenta l'assessore al Personale, Federica Carpineta. Il consigliere, secondo l’assessore «si è messo ancora una volta in vetrina, scegliendo il tema demagogico dei compensi relativi alla dirigenza regionale pur sapendo o dovendo sapere come stanno realmente le cose. Il provvedimento adottato dalla giunta era obbligato dalle leggi e dal contratto collettivo nazionale di lavoro vigenti. Non c'è stata nessuna scelta politica nella quantificazione delle risorse per il fondo destinato al risultato, ma la pura e doverosa applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. Qualora lui ritenga seriamente che le cose non stiano così, ha diversi strumenti per fare chiarezza o ancor di più eliminare quelle che lui denuncia come distorsioni. Lui conosce i luoghi istituzionali e le istanze possibili che possano annullare o correggere la delibera che oggi contesta; se non lo ha fatto, evidentemente, è perché è consapevole che siamo di fronte ad obblighi di legge e vuole solo agitare polemiche demagogiche». 30/11/2011 16:52