Privatizzazione Croce Rossa? Cisl FP:«Abruzzo pronto a scendere in campo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «No alla privatizzazione della Croce Rossa sì alla sua riorganizzazione».

E’ questa la posizione della Cisl Abruzzo sulla possibile privatizzazione della Croce Rossa Italiana. La sigla sindacale dice no al decreto dell’11 novembre 2011  sulla riorganizzazione dell’associazione italiana dell’ente, così come concepito,  ma é pronta ad un tavolo di confronto col Governo nell’interesse dei lavoratori. «Perché»,  secondo Vincenzo Traniello, segretario Generale Cisl Abruzzo,  «il nuovo piano di riordino dell’ente non sembra garantire sicurezza e stabilità ai lavoratori a tempo determinato ed indeterminato».

Le cifre sono alte si tratterebbe di 1600 posti di lavoro a tempo determinato e 1200 a tempo indeterminato a rischio. La Croce rossa  offre servizi professionalizzati alle persone, che hanno bisogno di essere aiutate e assistite, non si tratta solo di pronto soccorso e trasporto d'emergenza come trasporto di infermi, dializzati, assistenza domiciliare agli anziani, ai minori, ai diversamente abili, ai senza dimora, ai pazienti con gravi deficit psico-motori.

Se la bozza di decreto venisse approvata  resterebbe un pubblico non economico su base associativa che opera sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e sotto la vigilanza dei Ministeri di Salute e Difesa. Cambierebbe però lo status giuridico dei comitati in cui si scompone (la Cri si articola in comitati centrali, regionali, provinciali e locali). Con l’entrata in vigore del decreto i comitati locali e provinciali diventerebbero privati e per  mantenersi affiliati alla Cri dovrebbero chiedere il riconoscimento come personalità giuridica.

«Inoltre», si legge nella bozza, «a seguito di questa privatizzazione i comitati non potranno fruire dei finanziamenti statali per il loro funzionamento ed avranno piena autonomia economica e gestionale per quanto riguarda le loro attività sul territorio».

Quanto ai lavoratori «il commissario straordinario  della Cri delibererà, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative,  la riallocazione del personale a tempo indeterminato mentre i contratti  a tempo determinato resteranno in vigore fino alla loro scadenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2012».

«La Croce rossa non può essere smantellata », hanno ribadito a chiare lettere il segretario regionale Cisl Abruzzo Ferdinando De Lellis ed il segretario generale  Abruzzo Vincenzo Traniello, «nè ridimensionata perché rappresenta un corpo importante del prestigio dell'Italia nel mondo. Si tratta di un blitz inaccettabile, perché l'approvazione del testo è avvenuta in modo surrettizio ed è stato disatteso l'impegno del Governo ad attivare un tavolo di confronto con il sindacato».

29/11/2011 08:04