Progetto Ecopetrol a Cepagatti: il Wwf diffida la Regione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1547

PESCARA. No degli ambientalisti alla concessione dell’autorizzazione Integrata Ambientale. Martedì la conferenza dei servizi presso il Servizio Rifiuti della Regione.

La Regione Abruzzo, servizio Rifiuti, ha convocato per domani la conferenza dei servizi per valutare l'autorizzazione dell'impianto Ecopetrol situato in Contrada Bucceri a Cepagatti. L'impianto sorgerebbe a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni ed è addirittura confinante con il Centro Agroalimentare più grande d'Abruzzo. Proprio questi fattori scatenano le proteste degli ambientalisti, Wwf in prima linea.

Si tratta di un impianto di trattamento che dovrebbe gestire migliaia di tonnellate all'anno di rifiuti, tra cui le morchie di serbatoi di idrocarburi («che presentano altissime concentrazioni di idrocarburi pericolosi quali benzene, toluene», protestano i contestatori). L'Ecopetrol ha ricevuto il parere positivo dal Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo e ora aspetta il parere della conferenza dei servizi che dovrà rilasciare o meno l'Autorizzazione Integrata Ambientale, procedura che si occupa di verificare le emissioni e tutto quanto concerne lo svolgimento delle attività che dovrebbero essere realizzate nel sito.

Il Wwf ha partecipato a diversi incontri nei giorni scorsi durante i quali ha incontrato, assieme ai cittadini, l'amministrazione comunale di Cepagatti. In tali occasioni l'associazione ha ribadito la contrarietà all'intervento sotto molteplici aspetti. In primo luogo, come al solito, non è stata la Regione ad individuare il sito per localizzare un'attività così potenzialmente pericolosa ma la ditta stessa. Il Wwf da tempo chiede alla Regione di individuare aree idonee in maniera molto più dettagliata utilizzando le tecniche informatiche Gis che ormai si usano comunemente in tutta Europa.

Con questa metodologia è possibile individuare in maniera scientifica le aree più idonee sovrapponendo decine e decine di carte tematiche e dando parametri numerici (ad esempio: escludere tutte le aree a meno di 500 metri dalle case; le aree a meno di 200 metri dai fiumi ecc.), limitando così quella discrezionalità che tuttora è spesso causa di vere e proprie sollevazioni da parte delle comunità che non capiscono perché e secondo quali logiche si vedono arrivare progetti di questo genere. In secondo luogo il Wwf contesta la localizzazione dell'intervento in un'area che ha l'aria già fortemente inquinata. La centralina Arta più vicina, quella S. Teresa di Spoltore, vede livelli di inquinamento dell'aria tra i più alti d'Italia, con oltre 120 superamenti per le pm10 (a fronte di un limite di 35 giorni/annui).

«L'Ecopetrol», protestano ancora gli ambientalisti, «emetterebbe in atmosfera, per stessa ammissione della ditta, i pericolosi Composti Organici Volatili (COV), oltre a polveri». Infine l'associazione ritiene che la localizzazione sia molto rischiosa in caso di incendio, visto che potenzialmente si interesserebbe il limitrofo Centro Agroalimentare. «Le strutture pubbliche», commentano gli ambientalisti, «stanno dimostrando nuovamente con l'incendio Terraverde, di non essere preparate a gestire incidenti di questo genere.

Per questo il Wwf venerdì scorso ha diffidato la Regione Abruzzo e gli altri enti partecipanti alla conferenza dei servizi affinchè neghino l'Autorizzazione Integrata Ambientale. L'associazione ha inoltre chiesto di essere ascoltata dalla Conferenza dei Servizi.

 28/11/2011 15:00