Asl L’Aquila, 14 neo assunti: quando la selezione pubblica non serve più

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. 14 nuovi lavoratori in arrivo alla Asl aquilana. Nessuna selezione pubblica ma un servizio appaltato (tramite gara) ad una ditta esterna sì. Il risultato è che poi arrivano ugualmente persone selezionate direttamente.

Ha l’aria di essere la solita “genialata” peccato che di fatto serva per aggirare norme che tutelino l’interesse pubblico, il buon andamento della pubblica amministrazione e la garanzia ad avere dipendenti pubblici che siano i migliori possibili.

Lievitano i costi per l’ente pubblico (bisogna mettere l’intermediazione della ditta) ma il tutto si potrebbe risolvere in tempi decisamente più brevi. Sono queste alcune caratteristiche della procedura messa in atto in terra aquilana.

Il consigliere dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini, però, storce il naso e sostiene che se ci sono i soldi per pagare le società che partecipano alle gare indette per acquisire manodopera intellettuale alla ASL, allora vuol dire che ci sono anche per assumerle, selezionandole con un regolare concorso pubblico. Ma tra le due vie è stata scelta la prima.

L’azienda sanitaria del capoluogo, infatti, ha recentemente indetto un bando di gara per selezionare una ditta per la fornitura di «manodopera intellettuale».
Ha vinto l’unica ditta che ha partecipato che si fa pagare una percentuale del 20% del costo complessivo lordo di ognuno dei 14 lavoratori che occorrevano alla Asl. Ma perché non procedere con una selezione pubblica dei singoli aspiranti al posto? «Per dirimere», spiega l’azienda sanitaria, «le criticità amministrative interne».

Ma Costantini insiste: «se ci sono le risorse economiche bisogna preferire alla fornitura di manodopera da una società che si aggiudica un appalto l’assunzione con procedure di evidenza pubblica, utilizzando una delle forme contrattuali consentite». E i motivi per muoversi in questa direzione sarebbero più di uno: «prima di tutto», riflette il consigliere regionale, «si risparmia il costo dell’intermediazione, che nel caso specifico pare ammontare ad almeno a 80 mila euro, secondo, perchè si motiva ed integra meglio il lavoratore nell’organizzazione aziendale, terzo, perche’ si evita il rischio, sempre in agguato, che il lavoratore sia assunto dalla ditta che ha vinto la gara per spinte, spintarelle e raccomandazioni, assicurandosi, invece, che venga selezionato perchè è il più bravo, ha studiato e si è preparato più degli altri, anche se non ha mai visto in vita sua un politico».

28/11/2011 11:33