Regione, bando per ripresa sedute Consiglio. Prima contestato, poi ritirato

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Regione, bando per ripresa sedute Consiglio. Prima contestato, poi ritirato
L’AQUILA. Muore sul nascere il bando per l’affidamento del servizio di ripresa trascrizione e gestione multimediale delle sedute assembleari, commissioni consiliari e question time della Regione Abruzzo.*LA REGIONE: «NESSUN MISTERO: ECCO I MOTIVI DEL RITIRO»

Era stato pubblicato in data 27.09.2011, e due mesi dopo revocato. Il documento che in origine prevedeva un appalto di tre anni con un importo totale di euro 480.000, non ha avuto vita facile.

Sin dall’inizio i consiglieri regionali Pd, Camillo D’Alessandro e Claudio Ruffini, si dicevano scettici e proponevano di sostituirlo con due bandi distinti (uno per il servizio di ripresa, l’altro per quello di resocontazione).

 «Questo perchè», dicevano, «le prestazioni richieste attraverso il bando sono così diverse e varie (la Regione cercava figure professionali che si occupassero della ripresa diretta, gestione dell'impianto microfonico, registrazione su cassette audio, cd o altro supporto informatico, resoconto delle sedute del Consiglio, dei dibattiti e discussioni, e del question time) che si  rischia di non trovare nel mercato imprese specializzate capaci di garantire l’efficienza e la qualità di una tale diversità di servizi se non attraverso la costituzione di un’Ati (associazione temporanea di imprese)».

Pochi giorni fa  “la sorpresa”: sul sito della Regione si legge che il bando è stato revocato e si procederà al suo annullamento in autotutela.  PrimaDaNoi.it ha tentato di saperne di più contattando il dirigente responsabile che però oggi era impegnato. Le domande restano sul piatto: che cosa ha spinto la Regione a ricorrere al principio di autotutela (un diritto che le permette di annullare un atto amministrativo se viziato)?

Dal documento denso di richiami giuridici non è facile avere una risposta chiara. Una cosa è certa: l'annullamento d'ufficio in via di autotutela di un atto amministrativo avviene  se l'atto è illegittimo, se sussiste un  interesse pubblico all'annullamento  e se l'interesse pubblico ad annullare risulti superiore a quello del privato. In ogni caso i tre presupposti richiedono una specifica e chiara motivazione.  

«È opportuno», si legge nella revoca, «procedere all’annullamento in sede di autotutela ricorrendo i presupposti dell’articolo 21 nonies della legge 241 del 1990 (quelli elencati) pertanto si ritiene necessario apportare le dovute e specificate modifiche: revoca della procedura di gara, modifica al capitolato speciale d’appalto, nuova procedura di gara per l’affidamento del servizio».

 Che cosa c’entra il  capitolato

Non sembra  affatto sorpreso il consigliere Ruffini che si dice soddisfatto; del resto ha ottenuto ciò che chiedeva. Ora, se la Regione seguirà le sue indicazioni, «alcuni servizi come quelli televisivi verranno riservati alla professionalità delle emittenti locali della Regione Abruzzo».

«Ha fatto bene il dirigente», dice il consigliere, «a revocare il bando su cui avevamo espresso diverse perplessità. Volevamo garantire che nel bando fosse salvaguardata la presenza e la professionalità delle numerose emittenti televisive nella nostra regione ritenendo che fosse opportuno procedere a due gare d’appalto distinte tra i servizi di riprese televisive e quelli di resocontazione».

m.b.  26/11/2011 15:29

LA REGIONE: «NESSUN MISTERO: ECCO I MOTIVI DEL RITIRO»

 «Non esiste nessun mistero sulla revoca del bando di gara», spiega una nota del Consiglio regionale, «l’annullamento in autotutela è stato attivato dalla Direzione amministrativa del Consiglio regionale per due motivi: uno di merito e l’altro di opportunità. Il bando pubblicato andava integrato in quanto dovevano essere indicati e quantificati i costi del personale, visto che una recente normativa ha previsto – anche per i servizi – che questa voce non può essere soggetta a ribasso, come già avviene, del resto, per gli appalti relativi ai lavori pubblici. Per quanto riguarda invece la seconda ragione, l’Ufficio Stampa del Consiglio regionale sta portando avanti un progetto obiettivo finalizzato alla ripresa e montaggio delle sedute del ‘Question Time’, che comporterà un notevole risparmio economico, evitando il ricorso a fornitori esterni. Pertanto, era inopportuno vincolare l’Amministrazione per un periodo di un triennio (il bando era di tre anni) atteso che, al termine della fase di formazione e sperimentazione, l’Ufficio Stampa procederà, come detto, in autonomia. Si fa presente, infine, che queste ragioni sono puntualmente esplicitate nelle motivazioni del provvedimento pubblicato sul sito internet del Consiglio. A breve sarà pubblicato il nuovo bando integrato con le modifiche».

28/11/2011 14:24