Sevel, oggi 8 ore di sciopero contro la ‘pomiglianizzazione’

Alessandro Biancardi

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ATESSA. Sciopero di 8 ore oggi nel turno di straordinario contro la decisione della Fiat di disdire gli accordi sindacali a partire dal primo gennaio 2012.

La Fiom è in allarme e il clima è teso. Nella fabbrica Fiat della Val di Sangro che conta 6.200 operai e vede la nascita ogni anno di migliaia di furgoni Ducato c’è ancora voglia di combattere, così come a Pomigliano, stabilimento divenuto simbolo della protesta. Così oggi, ultimo dei sei sabato straordinari programmati dall'azienda, si incroceranno le braccia. Per il segretario provinciale di Chieti Marco Di Rocco «si sta verificando quello che denunciavamo da tempo, all'uscita da Confindustria corrisponde la 'pomiglianizzazione' di tutti gli stabilimenti Fiat d'Italia». I primi di dicembre l'azienda convocherà una riunione a Roma per chiedere ai sindacati di sottoscrivere accordi come quello in vigore nello stabilimento di Pomigliano. Anche la Fiom farà le proprie proposte all’azienda: «quello che chiediamo con forza è che l'uscita dal contratto nazionale non peggiori le condizioni di vita degli operai».

Intanto ieri mattina proprio a Pomigliano l’assemblea degli operai della Fiat e terziarizzate ha deciso l’avvio di una «controffensiva politico-sindacale e di controinformazione a tutto campo e dalla parte dei lavoratori, senza ‘se’ e senza ‘ma’». Lo Slai Cobas ha annunciato una manifestazione-presidio alle portinerie dello stabilimento napoletano per i giorni 13,14,15 dicembre in occasione della presentazione della “nuova” Panda.

Ma si pensa anche all’avvio dei «ricorsi legali di massa a firme congiunte di operai e sindacato contro l’accordo di Pomigliano» per discriminazione e violazione dell’articolo 2112 del codice civile in materia di cessione d’azienda. Ma i Cobas pensano anche ad una grande assemblea operaia nazionale in febbraio 2012 in coincidenza della prima udienza dei ricorsi che saranno avviati nei prossimi giorni «per ridare forza, voce e prospettiva generale alle ragioni dei lavoratori».

 26/11/2011 11:15