Il neo ministro della Salute a Pescara:«la Sanità non è solo un fatto di budget, occorre riqualificazione»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Prima visita in una struttura sanitaria dalla sua nomina a ministro della Salute ieri pomeriggio a Pescara per il professor Renato Balduzzi (Nella foto con l'ex ministro Fazio).

PESCARA. Prima visita in una struttura sanitaria dalla sua nomina a ministro della Salute ieri pomeriggio a Pescara per il professor Renato Balduzzi (Nella foto con l'ex ministro Fazio).

E’ intervenuto nella sala conferenze dell'ospedale civile "Spirito Santo" per il convegno "1961-2011 Cinquantenario della dialisi in Italia".

«Quando ho saputo dell'iniziativa, ieri sera - ha sottolineato il ministro riferendosi al convegno odierno -, ho deciso di venire perché volevo che la mia prima uscita pubblica fuori Roma fosse in un contesto di questo genere, cioé un contesto in cui si potesse capire quello per cui esistono un ministro ed un ministero della Salute: aiutare il territorio, gli operatori, le istituzioni e dare a tutti un supplemento di speranza e di motivazione, un aiuto a realizzare meglio il grande sogno del Servizio Sanitario Nazionale».

Il ministro della Salute ha visitato alcuni reparti dell'ospedale civile "Santo Spirito" di Pescara, ad accompagnarlo  la prima da ministro in una struttura ospedaliera -, c'erano, tra gli altri, il manager della Asl di Pescara, Claudio D'Amario, il vicepresidente della Regione Abruzzo, Alfredo Castiglione, e la presidente della Quinta Commissione consiliare, Nicoletta Verì. Il ministro ha visitato il reparto di Cardiologia, quello di Emodinamica e l'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic). Ad accoglierlo, tra sorrisi e strette di mano, c'erano medici, personale infermieristico e pazienti.

LA RIQUALIFICAZIONE NECESSARIA

«Il rientro non è soltanto un dato di carattere economico contabile, ma è una riqualificazione», ha detto con forza il ministro, «riuscire a vincere al meglio la forbice tra la necessità di tenere i conti in ordine, non perdendo in qualità, e di aiutare appunto la qualità e l'innovazione sarà il piccolo contributo che in questi mesi vorrò dare al Servizio sanitario nazionale».

«Da questo punto di vista, il ministro della salute sarà sempre un alleato di tutti quanti operano in questa direzione» ha aggiunto Balduzzi, secondo cui «ci si è accorti, dopo un po' di tempo e dopo aver preso qualche facciata, che laddove c'é la capacità di tenere i conti in ordine, c'é anche la qualità dei servizi». La questione economica e quella sulla qualità, secondo il ministro «sono due facce della stessa medaglia. E allora io - ha sottolineato - non potrò mai agire solo sulla leva economico contabile, dovrò agire al tempo stesso anche su quella della riqualificazione dei servizi».

PENSARE AI BISOGNI DEI PAZIENTI

«Lo sforzo del sistema sanitario in questo settore - ha detto il neo ministro - è stato ed è davvero notevole, ma può essere reso ancora più efficace e più attento alle necessità logistiche e sociali dei pazienti anche in questo momento di forte restrizione delle risorse. Mantenere la rete non ci basta; proporremo alle regioni una nuova visione strategica ed innovativa; il Ministero sta elaborando con il supporto del Centro Nazionale e della Direzione della Prevenzione una specifica iniziativa tesa ad allargare le competenze della rete trapiantologica alle gravi insufficienze d'organo renali, epatiche e cardiache».

«In questo senso - ha aggiunto il ministro - vorrei che anche il Centro Nazionale Trapianti ed i Centri regionali trapianti a cui confermo la mia stima e che associo al mio ringraziamento, diventassero rispettivamente anche Centri per le gravi Insufficienze d'Organo, per facilitare una visione d'insieme di queste problematiche ancora prima che la malattia assuma la gravità che la porterà alla necessità della dialisi e del trapianto».

«La realizzazione del registro unico dei pazienti in dialisi e trapiantati voluta dalla Società Italiana di Nefrologia, in costruzione presso il Centro Nazionale Trapianti - ha aggiunto il ministro della Salute Renato Balduzzi -, testimonia lo sforzo comune già in atto. Anche in questo settore, come del resto in tutta la Sanità, il tema costi è oggi centrale ed ineludibile. Tuttavia siamo convinti che grazie all'uso appropriato delle risorse sia possibile mantenere la qualità contenendo o diminuendo i costi. In questo contesto ci sembra davvero importante l'iniziativa congiunta tra Società Italiana di Nefrologia - Censis - Centro Nazionale Trapianti dedicata allo studio dei costi del trattamento dialitico e del trapianto in Italia, strumento necessario per una efficace programmazione a livello nazionale».

«Un evento storico per l'Abruzzo - ha detto il vicepresidente della Regione Alfredo Castiglione - e indubbiamente, dopo questo primo sforzo ottenuto al Tavolo di monitoraggio regionale, è necessario il completamento con l'ulteriore intervento di modernizzazione del sistema sanitario nazionale. Si compirà affrontando soprattutto il grande problema della sanità territoriale e delle cure primarie che, se non adeguatamente trattato nelle sedi distrettuali e domiciliari, rischia di generare inappropriatezze ed aggravio di costi. Questo moderno approccio è stato già iniziato dalla Asl di Pescara che sta conseguendo importanti risultati sia economici che di qualità assistenziale con una politica meritocratica di organizzazione e governo delle risorse umane».

26/11/2011 08:12