Progetto Case, nella notte modificati i numeri sul sito della protezione Civile

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo la polemica dei 300 milioni di euro spariti e poi ricomparsi per l’emergenza post terremoto il consigliere regionale dell’Idv chiede al presidente Chiodi di chiedere scusa.

Scusa di cosa? «Di aver offeso i collegi del Pd Ruffini e Di Pangrazio», replica Costantini, «accusandoli di non sapere leggere la rendicontazione dei costi del Progetto C.a.s.e. all’Aquila ed addirittura invitandoli a dimettersi per manifesta incapacità».

Ma sul serio i due consiglieri non hanno saputo leggere le carte? Dal sito della Protezione Civile si evince ben altro, ovvero che i dati sulle spese sostenute per Casa, Map, Musp e quant’altro siano stati modificati solo in seguito alla polemica. E non dopo le richieste di spiegazioni dei due esponenti di minoranza, ma solo qualche ora dopo (nella tarda serata di ieri 23 novembre) la sfuriata di Chiodi e le accuse di «manifesta incapacità».

La Protezione Civile, dal canto suo, sostiene che la correzione sia stata apportata già il 21 novembre, ma ieri sera, 23 novembre, i dati sul sito erano ancora sbagliati, come si può notare dall’immagine. «Problemi tecnici», replicano dal dipartimento diretto da Franco Gabrielli.

«Per sfortuna di Chiodi», commenta Costantini, «conoscendo la sua attitudine alla mistificazione ed alla manipolazione delle informazioni, ieri, alle ore 18.30 circa, quando aveva già abbondantemente offeso i colleghi Ruffini e Di Pancrazio, mi sono stampato per conservarla la pagina del sito della Protezione Civile, che riportava ancora testualmente quanto denunciato dai colleghi Ruffini e Di Pancrazio, ovvero che a fronte di uno stanziamento dichiarato di circa 1.100.000.000 euro complessivi per il Progetto C.a.s.e., ne risultavano rendicontati solo 800.000.000 euro circa».

Solo in tarda serata, dunque, si è corretto l’errore «con tanto di scuse», continua Costantini, «da parte della Protezione Civile per quanto accaduto. Chiodi è, quindi, caduto nel ridicolo due volte. La prima perché ha accusato due consiglieri regionali di opposizione di non saper leggere ciò che non potevano leggere, semplicemente perché non era scritto. La seconda perché li ha offesi per la stessa circostanza per la quale la Protezione Civile si è, invece, scusata».

Ora Costantini chiede che il commissario alla Ricostruzione faccia almeno come la Protezione Civile: «chieda anche lui scusa». Dei nuovi numeri forniti dalla Protezione Civile, Costantini si riserva invece una discussione più ampia nei prossimi giorni.

24/11/2011 12:35