Finmeccanica, in Abruzzo si fa finta di niente… Mascitelli (Idv) chiede lumi al governo Monti

Alessandro Biancardi

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Finmeccanica, in Abruzzo si fa finta di niente… Mascitelli (Idv) chiede lumi al governo Monti
ABRUZZO. Lo scandalo Finmeccanica non interessa, né preoccupa i politici abruzzesi. Almeno pubblicamente non si registrano dichiarazioni né interessi per capire se e come l’Abruzzo possa essere in qualche modo coinvolto.* AUDIO. ABRUZZO ENGINEERING, "UNA STRUTTURA DA FAR RIVOLTARE I CADAVERI NELLE TOMBE"

Va bene che i cittadini sono ormai anestetizzati dai continui e sempre più giganteschi scandali ma la politica ha ancora l’obbligo di dare risposte. Ora però a distanza di anni il senatore Alfonso Mascitelli (Idv) chiede di fare chiarezza al nuovo governo che già si sta occupando del caso Finmeccanica per dare «risposte in tempi certi» alla crisi scaturita dalle indagini e che coinvolge anche i mercati internazionali (le azioni del colosso aerospaziale sono in calo).

Ma su Abruzzo Engineering, i suoi rapporti ‘incestuosi’ con Finmeccanica e le truffe dichiarate dal presidente Chiodi non si parla. Meglio far calare una sordina bipartisan che tanto fa comodo a tutti. Intanto i giornali nazionali continuano a riportare i dettagli di alcune mega inchieste che stanno disvelando una nuova gigantesca tangentopoli internazionale che ha come centro il colosso Finmeccanica. Presunte tangenti da centinaia di milioni di euro, appalti gonfiati, fondi neri e mazzette erogate a destra e a manca. E non che Finmeccanica sia proprio così lontana dallo scenario Abruzzese.

C’è infatti proprio Abruzzo Engineering che è partecipata da Selex (una delle tante società del colosso) che a tutti gli effetti partecipa e ha partecipato dal 2006 ad oggi a succhiare ingentissime somme di denaro pubblico per megaprogetti “tecnologici” di cui molti ancora in itinere o non conclusi dopo molti anni. Anche Selex è sotto osservazione e secondo le indagini sarebbe stato lo strumento per creare fondi neri. Abruzzo Engineering è stata vicino al fallimento per un buco improvviso nel bilancio da 20 mln creatosi in meno di due anni. La politica ha poi fatto quadrato intorno alla società mista della Regione per salvare i 200 dipendenti molti dei quali assunti a chiamata diretta e frutto clientele. A settembre del 2010 sono saltate fuori in un consiglio regionale straordinario le clamorose rivelazioni di Chiodi circa una mega truffa di cui nessuno ha poi più parlato. Erano quelli i tempi in cui alcune perquisizioni da parte delle procure avevano gettato scompiglio e messo un po’ di paura per cui si stava sul chi vive ed immobili in attesa di qualcosa. Poi non è successo nulla e la vita è continuata come sempre. Senza risposte però mentre anche grazie all’ex premier sono arrivate nuove commesse che hanno garantito il “tira a campare” di Abruzzo Engineering che oggi pare non rischi più di scomparire. In quello scenario si inserì per un po’ anche una curiosa consulenza tecnica del socio di studio di Chiodi, Tancredi, al quale furono affidati compiti mai chiariti per fare cose mai specificate né mai si è saputo a cosa sia servita quella consulenza.

Ma qualcosa di poco chiaro è successo in quella società e molti amministratori di oggi sanno molte cose. Intanto delle inchieste aperte che coinvolgono anche altre procure oltre L’Aquila anche Napoli e Roma non si ha notizia di archiviazioni. A ritornare sull’argomento è il senatore dell’Idv Alfonso Mascitelli che vuole risposte dal nuovo governo.

«Vi sono, ancora, molti lati oscuri sul maxi debito vantato dalla Selex, socio di Abruzzo Engineering per il 30%, che ammonterebbe a circa 20 milioni di euro, accumulati principalmente tra il 2008 e il 2009», dice Mascitelli, «potrebbe esserci il rischio che la triangolazione Finmeccanica, Selex e Abruzzo Engineering, abbia rappresentato, almeno nei propositi, uno degli snodi nel quale far entrare ed uscire fondi neri, mazzette e favori politici. Ci saremmo aspettati che il Presidente della regione Chiodi, che ha messo in liquidazione Abruzzo Engineering, con la perdita di 200 posti di lavoro, avesse chiarito pubblicamente le ragioni e le origini della grave situazione debitoria, in cui versava la società abruzzese, vista anche la delibera istitutiva del Consiglio Regionale di una Commissione di inchiesta, mai stranamente attivata».

Dato che questo non è avvenuto, ora il governo Monti dovrebbe chiarire e dissipare le nebbie che avvolgono da sempre Abruzzo Engineering e di cui si è molto occupato PrimaDaNoi.it non senza ostacoli o tentativi ostruzionistici di vario genere. Così Mascitelli ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministero dell'Economia affinchè si avvii «un'attività ispettiva per fare chiarezza sui rapporti economici e finanziari intercorsi tra la Selex e Abruzzo Engineering, con l'esatta verifica della reale sussistenza di passività, della loro natura e origine».

«Il Governo ha gli strumenti per poterlo fare, visto che l'organismo di vigilanza, vigente nel modello di gestione adottato dalla società Selex, prevede tra l'altro una informativa annuale specifica e dettagliata», ha chiarito Mascitelli.

24/11/2011 11:49