Regione, la nuova campagna di Rifondazione: «stop al doppio vitalizio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il consigliere regionale che ha già ‘’costretto’’ i colleghi a pagarsi l’Ipad avvia una nuova campagna e ammette su Facebook: «aumenta tra i consiglieri l’ostilità nei miei confronti».

E’ normale che se una persona ha ricoperto la carica di consigliere regionale e quella di parlamentare percepisca entrambi i vitalizi?

Per il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo (parlamentare dal maggio 2006 ad aprile 2008), non è normale. Per questo ha presentato in Regione un progetto di legge che interviene su un fenomeno che ha giustamente suscitato diffusa indignazione: il doppio vitalizio. «Il nostro Consiglio Regionale dell’Abruzzo è uno dei pochissimi», racconta Acerbo, «che ha deciso, con la legge regionale n. 36 del 21 ottobre 2011, l’abolizione dei vitalizi a partire dalla prossima legislatura regionale». Dato che la legge approvata non interviene sui più di cento vitalizi che la Regione già eroga né su quelli che giungeranno a maturazione in futuro il consigliere d’opposizione ritiene comunque necessario disciplinare la questione del doppio vitalizio.

«La mia proposta di legge», spiega, «cancella una situazione insostenibile sul piano etico ed economico relativa alla possibilità di cumulare il vitalizio di ex-consigliere regionale con quelli relativi ad altre cariche pubbliche».

Insomma se un ex-consigliere regionale matura il vitalizio anche in qualità di parlamentare non percepirà più entrambi i trattamenti come accade attualmente. «Con il mio progetto di legge si interviene sulla materia, con integrazione alla legge regionale 40/2010, prevedendo il divieto di cumulo dell’assegno vitalizio con altro analogo trattamento spettante per cariche elettive».

Anche chi ritenga giusto l’istituto del vitalizio per i parlamentari e i consiglieri regionali dovrà convenire che difficilmente si può giustificarne la sommatoria. Infatti secondo l’ opinione della stessa associazione ex-parlamentari «l’indennità e il vitalizio, strettamente connessi nella loro funzione di garanzia della libertà di deliberare» sarebbero «conseguenza diretta del dettato costituzionale, come previsto dagli articoli 67 e 69. Il vitalizio non è una pensione, ma un’assicurazione rivolta a garantire anche nel futuro l’indipendenza del parlamentare cessato dal mandato ed è fondata su un principio di mutualità e quindi con il concorso di contribuzioni solidali».

L’eliminazione del doppio vitalizio non preclude in alcun modo la «garanzia della libertà di deliberare», commenta Acerbo. A garantire, anche nel futuro l’indipendenza del parlamentare o del consigliere regionale «dovrebbe essere sufficiente un solo vitalizio, altrimenti se ne dovrebbe dedurre che chi ha ricoperto o ricopre soltanto una delle due cariche istituzionali non può e non ha potuto esercitare in piena libertà il proprio mandato».

L’IPAD

Intanto nei giorni scorsi la conferenza dei capigruppo e l'ufficio di presidenza hanno chiuso definitivamente anche la questione dell’Ipad e si è deciso che i consiglieri si pagheranno il tablet, come preannunciato anche in una risoluzione urgente. «Battaglia vinta», commenta soddisfatto Acerbo sulla sua pagina di Facebook, «ma aumenta tra i consiglieri l'ostilità nei miei confronti. Ovunque mi giro mi attaccano perchè quello di Rifondazione è un monogruppo. Una polemica questa sì qualunquista sostenuta da chi non ha argomenti per attaccare il sottoscritto».

 24/11/2011 08:32