Sanità, mistero sui 255milioni per edilizia sanitaria: ci sono o no?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Voci si rincorrono e domande sulla effettiva esistenza dei milioni già annunciati per la costruzione dei nuovi ospedali.*SULMONA, PUNTO NASCITA AL SS. ANNUNZIATA. ORGANIZZAZIONE ANCORA IN CORSO 

Roberto Campo, segretario regionale della Uil oggi dice no al «revival del Far West sanitario». La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro con Baraldi per chiarire aspetti e norme.  La riunione di martedì scorso tra i sindacati e il sub-commissario alla Sanità, Giovanna Baraldi, è arrivato ad un punto fermo: ad oggi i punti più importanti dell’accordo sulla Sanità del 3 agosto (investimenti sul territorio, assunzioni, confronto ASL per ASL etc) sono rimasti inapplicati.

Per rimuovere gli ostacoli maggiori e cominciare a concretizzare l’accordo siè deciso che martedì prossimo ci sarà un nuovo incontro al quale parteciperanno i direttori generali della 4 ASL. Ordine del giorno: l’approvazione degli atti aziendali e le assunzioni.

Non è stato risolto ad oggi nemmeno il nodo delle risorse effettivamente spendibili sul territorio. Su questo punto cruciale, due sono gli aspetti: il chiarimento sull’effettiva disponibilità a questo scopo dei 255 milioni del cosiddetto fondino legato ai risultati e la proposta del sub-commissario Giovanna Baraldi di definire nell’ambito del decreto in preparazione sui tetti di spesa del pubblico le quote da destinare al territorio.

«La fotografia della situazione dell’Abruzzo rispetto ai costi standard», commenta Roberto Campo, segretario della Uil, «ci vede sotto di 5 punti per quanto riguarda la sanità sul territorio e sopra di altrettanti per quanto riguarda la spesa ospedaliera, che con tutto quello che si è fatto, è scesa di 1 solo punto. Questo perché non basta intervenire sull’eccesso di ospedalizzazione se non si costruisce l’alternativa sul territorio all’uso improprio dell’ospedale. Per questa ragione, la questione degli investimenti, quanti e quando, è ineludibile».

Il sindacato ha evidenziato la necessità di l’omogeneità, che oggi manca, tra quanto si concorda con il sub-commissario e quanto dice in materia di Sanità il DPEFR 2012-2014. Per quanto riguarda il rapporto con i privati, la Uil chiede alla Regione «regole chiare uguali per tutti e imporne il rispetto inderogabile». «Non è ammissibile», commenta Campo, «la pratica degli “splafonamenti” dei budget fissati. Sono atti contro l’Abruzzo, che ancora  paga il Far West sanitario degli anni passati e non può tollerare alcun revival di quell’epoca sciagurata». Inoltre il sindacato giudica incompatibile la firma dei contratti da parte dei privati e al tempo stesso i ricorsi.

Il senatore dell’Idv, Alfonso Mascitelli, chiede invece conferma delle affermazioni del sub-commissario circa la perdita dei 255 milioni finalizzati e destinati all'edilizia sanitaria: «se fosse vero», protesta Mascitelli, «sarebbe di una gravità inaudita perché confermerebbe la natura propagandistica e la colossale presa in giro messa in atto da Chiodi in tutta questa vicenda».

Il senatore dell’Italia dei Valori chiede al nuovo ministro Balduzzi «una chiara informativa sulle risorse disponibili per l'Abruzzo, dopo che il precedente Ministro Fazio aveva omesso di rispondere ad analoghe interrogazioni».

23/11/2011 17:11

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SULMONA, PUNTO NASCITA AL SS. ANNUNZIATA. ORGANIZZAZIONE ANCORA IN CORSO 

SULMONA. «L’ospedale SS. Annunziata di Sulmona  avrà i reparti di ostetricia e ginecologia con relativo punto nascita». Ad annunciarlo è il direttore generale dell’ ospedale, Giancarlo Silveri, ieri, all’incontro dei dirigenti presso l’Asl de L’Aquila. Ma il problema su dove collocare i reparti resta aperto.

Il primario di ginecologia Paolo Santarelli, il Comitato Punto Nascita, Cittadinanza attiva ed il Tribunale dei Diritti del malato chiedono al direttore generale che i reparti di ginecologia, ostetricia e  pediatria, vengano trasferiti in luoghi  sicuri del nosocomio.

«Conoscendo la dislocazione dei servizi presenti nell’ala vecchia», propone il Comitato Punto Nascita, «si può pensare al primo piano dell’ospedale». Ma  la notizia riapre la questione dei punti nascita (unità di assistenza per gravidanze e neonati) oggetto di un grande processo di razionalizzazione in tutta Italia.  Seguendo  le indicazioni del Ministero della salute, che imponevano un limite di mille parti all’anno per il mantenimento dei reparti esistenti, il piano in Abruzzo prevedeva 7 punti nascita (Pescara, Teramo, Chieti, Lanciano, Vasto, L’Aquila e Avezzano) e la chiusura  definitiva di altri (Ortona, Penne, Atri e Sant’Omero e proprio Sulmona).

Ridurre i punti nascita e puntare sulla qualità, è l’idea sottesa al riordino.  Ma c’è chi teme che questa  strategia aumenti la mobilità passiva: sempre più donne non avendo a portata di mano unità di assistenza sono tentate a partorire fuori regione.

Il piano abruzzese, frutto di un’ampia concertazione tra il sub commissario Giovanna Baraldi e gli esperti abruzzesi del settore “nascita”(Ostetrici e Neonatologi) prevede che i punti nascita siano dotati di neonatologia, ostetricia  e che sul territorio regionale siano presenti tre reparti con la Tin, terapia intensiva neonatale (a Pescara, L’Aquila e Chieti), proprio come previsto dal Piano nazionale dell’ex  ministro Ferruccio Fazio.

23/11/2011 17:26