Chiodi, Cialente e Pezzopane: la guerra quotidiana che fa male alla città

Alessandro Biancardi

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Chiodi, Cialente e Pezzopane: la guerra quotidiana che fa male alla città
L’AQUILA. Ormai è guerra senza sconti tra il commissario Gianni Chiodi e il Comune de L’Aquila. Con questa spaccatura sembra oggi impossibile l’idea che si lavori tutti insieme nella stessa direzione.

Perché se la ricostruzione stenta e la città aspetta, ormai quotidianamente è una lotta a distanza tra le parti opposte. Da una parte c’è il commissario alla ricostruzione e presidente della Regione Gianni Chiodi, espressione del centrodestra, e dall’altro il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Stefania Pezzopane, Pd.

Il loro teatrino di botta e risposte assume ormai toni stucchevoli e ci si chiede come in queste condizioni la città possa solo immaginare una rinascita. Le prossime elezioni comunali probabilmente non facilitano il clima: la campagna elettorale è aperta e si vede chiaramente. Non c’è accordo su nulla e anche i freddi numeri vengono ‘’interpretati’’ dall’una e dall’altra parte. Il clima è avvelenato e le accuse reciproche di «disinformare» si lanciano ormai ogni giorno. In mezzo i cittadini. Ci sono quelli che leggono tutta la vicenda a seconda della propria fede politica ma anche quelli che, ammainata qualsiasi bandiera, teme per il proprio futuro e si domanda quando questo balletto osceno potrà concludersi.

Non secondario il problema della mancanza di trasparenza degli atti fondamentali nonostante le centinaia di migliaia di euro spese per aprire e gestire il sito istituzionale del commissario per la ricostruzione che butta nel calderone una selezione scelta di carte. E tutto questo contribuisce alle polemiche e alle imprecisioni (quando non bugie) che di certo inquinano l’informazione…

Sulla vicenda (che si trascina da settimane secondo l’ormai consolidato copione) dei fondi alle scuole il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l’assessore Stefania Pezzopane tornano a chiedere un confronto pubblico, in piazza Duomo, con il presidente e commissario Gianni Chiodi. Perché al momento Cialente e Pezzopane sono fermi sulle proprie posizioni e sono convinti che Chiodi è «contro la città» e che, nel suo «impegno ad ore per la ricostruzione», non avrebbe ancora capito da che parte stare. «Noi non abbiamo detto inesattezze» sul piano sicurezza delle scuole, assicurano i due, «inesatte sono le procedure».

Per Pezzopane e Cialente la dimostrazione più stringente che il decreto 61 del commissario, quello sui fondi alle scuole, conteneva «illegittimità e gravissimi errori», la darebbe infatti, proprio il responsabile della segreteria del commissario, Antonio Morgante.

«Lui ammette», commentano sindaco e assessore, «che l’intervento per l’edificio di Castel del Monte verrà stralciato (e pensiamo che non sarà il solo) attraverso un prossimo decreto dello stesso Chiodi».

Nel fare l’elenco degli edifici finanziati, poi, Chiodi non farebbe, sempre secondo i due rappresentanti del Comune, «che confermare quanto da noi denunciato. Infatti nessuno degli interventi che cita è di proprietà del Comune dell’Aquila. Ovvero il commissario e il suo portavoce ribadiscono che dei 41 milioni di euro stanziati in totale per i quattro edifici elencati, non un centesimo arriverà al Comune dell’Aquila che pure , tra scuole primarie, dell’infanzia, medie e asili nido, ha un patrimonio di oltre 50 edifici da ristrutturare».

Cialente e Pezzopane parlano di una «grave disparità» consumata ai danni della comunità aquilana, la più colpita dal sisma, che ha avuto meno della metà di quanto assegnato al Comune di Magliano dei Marsi, il cui vice sindaco è proprio Antonio Morgante.

Sulla questione dei Musp Cialente ammette che «la manutenzione di queste strutture è costosissima e sta pesando in maniera insostenibile sui bilanci dei Comuni e della Provincia, tanto è vero che, sulla questione, abbiamo avuto nei giorni scorsi un incontro dai toni allarmanti con il prefetto Giovanna Maria Iurato».
Quanto alla presunta polemica strumentale sull’edificio di Castel del Monte, Cialente e Pezzopane insistono: «Chiodi ha dichiarato, peraltro senza ancora farlo, di depennare l’intervento solo dopo la denuncia della trasmissione Report e pertanto ben dopo la data, da lui stesso citata, del 20 luglio 2011, quando cioè si sarebbe accorto che l’edificio in questione non ospita più una scuola. Chiodi dovrebbe anzi chiedere scusa al sindaco di Castel del Monte per averlo preso in giro, dal momento che, essendo il Comune nel cratere sismico, quell’edificio va certamente recuperato, ma non certo attraverso i fondi delle scuole. E Chiodi questo lo sapeva».

«L’accanimento disinformativo e difensivo del commissario Chiodi», continuano Cialente e Pezzopane, «inquieta i cittadini aquilani, non la politica aquilana, cosa ben più grave. Quanto all’invito a lavorare siamo costretti a ricordare a Chiodi che il piano degli interventi sulle scuole dell’Aquila è pronto da tempo, come saprebbe se solo leggesse le carte che gli mandiamo, ed è un piano ben più dettagliato delle modeste e approssimative schede progettuali inviate da molti Comuni allo stesso commissario e da questi poi inserite nel piano delle scuole, salvo essere successivamente costretto a fare un passo indietro».

Tutto questo ha un unico effetto certo: il disorientamento dei cittadini che non sanno proprio dove andare a cercare la verità. Ma è solo l’ennesimo spettacolo indegno della ricostruzione aquilana.

E pensare che tutto questo è nato da una inchiesta giornalistica di Report…

22/11/2011 13:41