Sanità, il piano di riordino non convince. Atri: «siamo molto preoccupati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si è tenuto stamattina, al palazzo dell'Emiciclo, un incontro dei direttori generali delle sei Asl abruzzesi con il tavolo di monitoraggio regionale necessario dopo l'accordo sottoscritto con il Governo per il riequilibrio della spesa sanitaria. 100 IMMOBILI DELLE ASL PER PAGARE I DEBITI DELLA SANITÀ  
Aprendo il confronto, il presidente Del Turco ha invitato i direttori generali «ad un impegno straordinario per accompagnare, con la loro fattiva collaborazione, lo sforzo che la Regione sta compiendo per riequilibrare i conti della sanità».
«Uno sforzo - ha aggiunto il presidente - in grado di assicurare un ampliamento dei servizi sul territorio e una migliore gestione dei presidi ospedalieri, coinvolgendo le realtà locali ma senza cedere alle resistenze verso il cambiamento».
I direttori sanitari, da parte loro, hanno evidenziato le difficoltà e le problematiche derivanti dall'applicazione della revisione della rete ospedaliera. Sotto il coordinamento dell'Agenzia sanitaria, si procederà ora ad attivare provvedimenti e strategie previste dal Piano di rientro, puntando molto sull'innovazione dei processi e sul rinnovamento dei servizi.
L'assessore Mazzocca ha informato che il prossimo 18 giugno ci sarà la visita in Abruzzo del ministro della Salute, Livia Turco, che anticiperà quella del 21 giugno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tema principale delle riflessioni dei due importanti eventi sarà proprio la sanità e, nello specifico, la sicurezza nei luoghi di lavoro.

ATRI PREOCCUPATA PER IL RIORDINO

Tra i Comuni più preoccupati dal riordino sanitario spicca Atri e il sindaco Paolo Basilico esprime tutte le sue perplessità: «dalla lettura dell'assetto organizzativo dei dipartimenti interospedalieri è evidente come la direzione aziendale abbia voluto definire con detto documento il solo assetto strutturale del Presidio Ospedaliero di Teramo, dando, invece, pochissime indicazioni sulla distribuzione dei Presidi Ospedalieri di Atri, Giulianova e S. Omero».
In questo modo, ha commentato Basilico «si metteranno a serio rischio i livelli occupazionali, si renderà difficoltosa l'accessibilità di alcuni servizi da parte di assistiti di zone di confine come Silvi, Arsita, Martinsicuro e si minerà la funzione strategica da sempre svolta da tali nosocomi sul piano della migrazione sanitaria».
Le conseguenze sull'attuale assetto strutturale del Presidio Ospedaliero di Atri, secondo il primo cittadino, «sarebbero certamente negative, dal momento che è previsto il ridimensionamento o addirittura la soppressione di alcune strutture, i cui dati di attività dimostrano la loro grande capacità di attrarre e di soddisfare con alto grado di professionalità ed appropriatezza la domanda di assistenza ospedaliera».
Non passa inosservata «la volontà aziendale di declassare Chirurgia Maxillo Facciale e Anatomia patologica di Atri, stante la loro trasformazione in strutture semplici, nonché sopprimere la struttura di Odontoiatria».
E a quanto pare non si confermerebbe nemmeno Medicina nucleare, «struttura complessa secondo l'attuale assetto organizzativo, nonostante che la stessa registri consistenti volumi di produttività (ben n. 7642 prestazioni erogate nell'anno 2005), che superano di gran lunga quelli dell'analoga ed unica altra struttura aziendale collocata all'interno del Presidio Ospedaliero di Teramo (n. 5798 prestazioni)».
E' del tutto ignorato nell'atto aziendale «il Servizio di Fisiopatologia Respiratoria, istituito formalmente negli anni '90, ma già operante dal 1975, divenuto oggi punto di riferimento regionale per lo studio della funzione dell'apparato respiratorio». La struttura dispone di una Palestra per la riabilitazione respiratoria, unica nel genere in regione, e di un Laboratorio del sonno, anch'esso unico in Abruzzo, per registrazioni sorvegliate.
La proposta di atto aziendale, inoltre, non confermerebbe la presenza del servizio di Allergologia, dell'unità operativa di Otorinolaringoiatria e di Urologia, il servizio di Gastroenterologia, Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria, oltre a quelle di Teramo.
«Bisogna evitare scelte basate su logiche ragionieristiche tendenti al razionamento e far prevalere quelle di razionalizzazione che, in ogni caso, originino dai dati e che pongano sempre in primo piano la garanzia del soddisfacimento tempestivo dei bisogni di salute di una comunità».

IL PIANO ASSUNZIONI DELLA ASL DI TERAMO

La Asl di Teramo ha adottato atti deliberativi che hanno permesso di definire un programma di assunzioni del personale per l'anno 2006, per 154 operatori.
Di questi, ad oggi, sono stati assunti 132 professionisti così ripartiti:
85 infermieri professionali, 3 tecnici di laboratorio, 6 tecnici di radiologia, 4 programmatori, 7 operatori tecnici, 1autista di ambulanza, 2 dietisti, 1 tecnico cardioperfusionista, 5 primari medici, 17 dirigenti medici, 1 dirigente analista. Per i restanti 22 operatori, non ci sono graduatorie disponibili dalle quali poter attingere per l'assunzione, si è provveduto ad attivare le relative procedure.

15/05/2007 15.10