Confindustria Abruzzo presenta il nuovo centro studi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Quotazione in borsa delle aziende abruzzesi e mappa dei lavori e delle professionalità regionali: sono alcuni degli obiettivi che si propone, per il 2007, il Centro Studi di Confindustria Abruzzo, potenziato nella struttura organizzativa, che prevede una specifica delega politica, supportata da un Comitato scientifico e affiancato da una propria struttura tecnica.
A presentare il nuovo assetto organico sono stati, ieri nel corso di una conferenza stampa, il consigliere delegato di Confindustria, Gaetano Clavenna, l'economista Pino Mauro, il vice direttore generale della Banca delle Marche, Claudio Dell'Aquila e i docenti universitari Luciano Fratocchi e Riccardo Palumbo. Il Centro Studi, esistente dalla metà degli anni Novanta, svolge studi ed analisi sulla realtà abruzzese tra cui l'indagine semestrale abruzzese, in collaborazione con la Banca delle Marche, che supporterà il rinnovato Centro Studi. Oltre che di Clavenna, Consigliere delegato, del Centro faranno parte il comitato scientifico, che si avvale della collaborazione di imprenditori nominati dalle organizzazioni territoriali, un rappresentante del mondo creditizio e docenti e ricercatori universitari. La struttura tecnica è coordinata dal direttore di Confindustria, Giuseppe D'Amico.
«Per confindustria il Centro Studi ha sempre rappresentato un punto di forza – ha affermato Clavenna – dal quale possono scaturire importanti iniziative di sviluppo per il territorio. Naturalmente intendiamo rafforzare il rapporto con il Centro Studi nazionale e con altri organismi di ricerca che operano anche a livello locale».
Per il 2007, oltre alle attività ordinarie di raccolta e ricerca dati sull'economia regionale, sono due gli obiettivi più importanti che il Centro Studi si pone: far emergere delle realtà imprenditoriali di successo che possano entrare nel listino della Borsa italiana e definire una mappatura delle professionalità presenti nel territorio regionale presso le imprese manifatturiere e di servizi. Una sorta di banca dati regionale che sarà utile, se utilizzato a dovere, per far incontrare domanda ed offerta di lavoro. Attraverso la mappatura potrà essere gestita l'eccedenza di personale dovuta alle ristrutturazioni aziendali attraverso il recupero presso altre imprese, e sarà possibile identificare le possibilità di itinerari di carriera interaziendali e gestire il “ciclo di vita dei dipendenti”.
Saranno cinque i settori nei quali prenderà avvio il progetto: tessile, legno, metalmeccanico, elettronico ed edilizia.
Tra gli altri obiettivi, il Centro Studi effettuerà ricerche su tematiche di interesse al fine di identificare le problematiche di rilievo, supportare le imprese nel dialogo con le istituzioni e promuovere la realizzazione di una società della conoscenza.
«Se non abbiamo strumenti per conoscere l'evolversi della situazione economica nella nostra regione – ha detto l'economista Pino Mauro – non riusciremo a trovare un'integrazione tra politica ed imprese. La politica deve essere una compagna di viaggio per il sistema produttivo».

Mara Iovannone 15/05/2007 9.22