Tutti contro il precariato ma non ci sono altre risorse per la stabilizzazione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un appello ai rappresentanti istituzionali degli Enti Locali di tutta la regione perchè si attivino nel predisporre piani di stabilizzazione per i lavoratori precari modificando, se necessario, anche le relative piante organiche. Lo ha rivolto, questa mattina, l'assessore al Lavoro, Fernando Fabbiani, nel corso del convegno sul tema "La stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, prospettive e strumenti: il caso delle pubbliche amministrazioni", che si è tenuto nell'aula consiliare del Comune di Pescara.
Al termine del convegno, concluso dal Sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi, l'assessore Fabbiani, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme alla stessa Rinaldi, ha rimarcato l'iniziativa del suo assessorato, in sinergia con quello al Personale, di predisporre un disegno di legge di modifica della legge 77, quella sull'organizzazione dei rapporti di lavoro della Regione Abruzzo, volto a trasformare, entro il 2010, tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
«Si tratta di un provvedimento» ha chiarito l'assessore «che è ancora in fase di concertazione con i sindacati ma che, una volta esaurito l'iter, consentirà, nel giro di tre anni, di stabilizzare tutti i lavoratori atipici presenti nella struttura regionale. Il nostro buon esempio lo stiamo dando» ha proseguito Fabbiani «mi auguro che facciano altrettanto Provincie, Comuni ed altri enti pubblici. I relativi fondi, regionali e nazionali, sono già pronti» ha aggiunto Fabbiani «basta candidarsi per accedervi».
Il Sottosegretario Rinaldi, dal canto suo, ha ribadito l'importanza delle scelte compiute dal Governo nell'ultima Finanziaria in tema di lotta alla precarietà.
«E' stato istituito un fondo di 5 milioni di euro» ha detto la rappresentante del Governo Prodi, «che equivale solo ad una parte della dote finanziaria destinata a eliminare la precarietà. Ma il resto della spesa necessario per far fronte a questa problematica» ha osservato Il Sottosegretario «non è costituito da risorse aggiuntive, bensì da risorse già previste nei bilanci. Ovviamente, si tratta di un primo passo. Occorrerà riproporre ed incrementare questo apposito fondo anche nelle prossime Finanziarie».
Intanto, si cominceranno ad avere assunzioni vere e, al di là dei vari percorsi di stabilizzazione, le pubbliche amministrazioni, nel bandire le prove selettive, riserveranno un 60% del totale dei posti, ai soggetti con i quali hanno stipulato un contratto co.co.co. della durata di almeno un anno, a partire dal 29 settembre 2006.
L'assessore al Personale ed al Bilancio, Giovanni D'Amico, è entrato nel dettaglio, spiegando che la proposta di legge al vaglio dei sindacati, «sempre nel rispetto del patto di stabilità, segue il processo di riforma in senso federalista delle autonomie funzionali e quelli di riorganizzazione delle strutture regionali, di riqualificazione della dotazione organica della Regione e di immissione a tempo indeterminato, nel quadriennio 2007-2010, dei soggetti che hanno prestato servizio a tempo indeterminato in possesso dei requisiti desunti dalla Finanziaria nazionale oltre alla già citata riserva dei posti nella quota del 60%».
L'assessore al Sociale, Betti Mura, si è detta convinta che «la precarizzazzazione non è nata solo con la legge 30, la cosiddetta Legge Biagi», ma che, comunque, «ha finito per precarizzare la vita delle persone».

10/05/2007 15.39