Domenica 20 maggio "Cose mai viste" nelle oasi abruzzesi del Wwf

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gracidano, friniscono, soffiano, ticchettano, pungono, solleticano, luccicano, gorgheggiano, ronzano, stridono, brulicano, volteggiano, ronzano, squittiscono. Mille cose che accadono nella Natura che non vediamo. E' la natura meno visibile, spesso trascurata se non addirittura calpestata che quest'anno andrà in scena per la Giornata delle oasi il 20 maggio 2007, in circa 100 oasi WWF che anche quest’anno saranno gratuitamente aperte al pubblico e nelle 41 Riserve Naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato, delle 130 esistenti, svelando i segreti, gli angoli nascosti, di creature per carattere abituate a mimetizzarsi, sfuggire, nascondersi, passando inosservate.


Oltre 50 mila specie di invertebrati dal minuscolo verme parassita al grande polpo o alla gigantesca medusa coloniale, le farfalle, le libellule, le lucciole, i cervi volanti, i maggiolini, le coccinelle, i ragni e gli scorpioni, i grilli, i granchi, le aragoste, le lumache, i polpi, le spugne, le stelle marine e i ricci di mare, i coralli, le madrepore, gli anemoni di mare. E poi i numerosi vertebrati, come i pipistrelli, i toporagni, le salamandrine, le raganelle, gli scriccioli, le lucertole, i geki, i cavallucci di mare e il vasto mondo vegetale: 6.711 specie della flora italiana, tra indigene e naturalizzate, ripartite tra 197 famiglie e 1.267 generi.
Così come nel resto dell'Italia anche in Abruzzo saranno aperte le oasi che da anni caratterizzano l'operato del WWF, quali le cascate del Rio verde o il Lago di Serranella a Chieti, la Gola del Sagittario a L'Aquila, i Calanchi di Atri a Teramo e l'oasi di Penne e la diga di Alanno a Pescara. Si potranno così visitare le cascate più alte dell'Appennino, oppure uno degli ultimi rifugi della lontra, ma anche un impianto a idrogeno oppure gli esempi di edilizia biosostenibile: il tutto per festeggiare la biodiversità.
«Abbiamo deciso, per il 2007, di dedicare la nostra Giornata delle Oasi alla natura meno nota, quella a cui normalmente non facciamo caso – racconta Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia – la cosiddetta “natura dietro casa”, preziosa e negletta, indifesa e utilissima, che va dagli insetti impollinatori alle libellule distruttrici di zanzare, dai funghi in simbiosi con gli alberi ai gigli di mare che consolidano le dune, dai toporagni nemici degli insetti nocivi ai fiordalisi che colorano le messi».
L'iniziativa ha ottenuto l'Alto Patronato della Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Ministero Pubblica Istruzione, Ministero Università e Ricerca, Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
INFO: www.wwf.it/giornataoasi

08/05/2007 8.30