Primo incontro del tavolo regionale per misure contro deficit sanità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si è riunito stamattina a Pescara, con la presenza del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, il tavolo regionale di monitoraggio sulla sanità. L'istituzione del Tavolo è esplicitamente prevista dall'Accordo stipulato a Roma tra Regione Abruzzo e ministeri alla Salute e all'Economia, per risanare il deficit sanitario e ottenere nuove risorse finanziarie. Quattro gli argomenti trattati nel corso della prima riunione: vendita straordinaria degli immobili, riorganizzazione dell'Ufficio unico, trasferimento all'Agenzia sanitaria del monitoraggio della spesa, allungamento del periodo di ammortamento delle cartolarizzazioni. PRECARI ASL, DOMANI INTERROGAZIONE MELILLA IN CONSIGLIO REGIONALE
«Si tratta dell'avvio di un metodo negoziato con il Governo per assicurare la realizzazione concreta degli obiettivi di risanamento dell'Accordo sottoscritto a Roma», ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta.
«Per il conseguimento degli obiettivi in esso stabiliti - ha aggiunto - si rende necessario l'impegno dei direttori generali delle sei asl abruzzesi, dell'Azienda sanitaria regionale e degli assessori alla Sanità e al Bilancio». Per Quarta «si tratta di lavorare in squadra e con grande impegno. Abbiamo definito la grande mole di lavoro che ci aspetta e registrato la grande determinazione dei soggetti coinvolti, per il raggiungimento degli obiettivi». Il tavolo di monitoraggio regionale è un organismo misto politico-tecnico che coinvolge gli assessori alla Sanità, Bernardo Mazzocca e al Bilancio, Giovanni D'Amico, il direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao, la Direzione della Presidenza della Giunta regionale, la Direzione sanità, il Servizio Bilancio.
Al termine della riunione, lo stesso Mazzocca ha annunciato per lunedì il prossimo appuntamento, allargato ai direttori delle Asl.
«Comunicheremo in quella sede le linee tracciate dall'organo politico in simbiosi con le previsioni dell'Accordo», ha precisato l'Assessore che ha pure sottolineato che il tavolo di monitoraggio regionale «funge da raccordo con la Cabina tecnica di programmazione sanitaria, composta dai direttori delle Asl e con il Nucleo regionale di affiancamento».
Quest'ultimo è stato introdotto nell'Accordo dal Governo con funzioni consultive e di supporto tecnico, in relazione ai provvedimenti di carattere programmatico in materia di gestione e programmazione del servizio sanitario regionale.

PRECARI ASL, DOMANI INTERROGAZIONE MELILLA IN CONSIGLIO REGIONALE

Intanto continua la mobilitazione dei precari della Asl di Pescara in agitazione da settimane.
Si discuterà nella seduta del Consiglio Regionale di domani, convocata per le 15 all'Emiciclo, l'interrogazione presentata dal consigliere Gianni Melilla sui precari alla Asl di Pescara. A rispondere sarà l'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca.
«L'Azienda sanitaria di Pescara» dice Melilla nell'interrogazione «versa in una grave situazione finanziaria derivante dalla fallimentare gestione di anni di malgoverno del centrodestra, che ha cambiato ben cinque assessori regionali alla sanità nell'arco della precedente legislatura. Per tallonare la falla provocata da questo malgoverno, la Asl di Pescara negli anni ha assunto con contratti a tempo determinato centinaia di medici, infermieri, impiegati e tecnici. Grazie a questo personale precario, interi servizi sanitari, anche i più delicati, sono stati garantiti. Con stipendi bassi e sotto la "spada di Damocle" della fine del contratto a tempo determinato» denuncia ancora Melilla, «questi lavoratori hanno acquisito professionalità al punto che senza di loro non sarebbero garantiti i livelli essenziali di assistenza».
Ora per colpa del deficit sanitario «provocato da chi ha malgovernato per anni la sanità abruzzese, non ci sarebbero le risorse finanziarie per rinnovare i loro rapporti di lavoro: rischiano il posto più di 400 operatori sanitari. Ciò è inaccettabile» denuncia Melilla, «occorre reperire risorse per circa sei milioni di euro. Ciò è assolutamente prioritario perché la Asl di Pescara non può interrompere servizi pubblici fondamentali per i cittadini della provincia di Pescara e non solo, visto che la Asl serve un bacino ben più ampio. Pensiamo ad esempio al servizio di radioterapia, ai medici delle guardie notturne di quasi tutti i reparti (a partire da geriatria), ai 292 infermieri precari che lavorano in tutti i reparti, al Sert di Penne, ai «cococo» del Cup di Pescara, e l'elenco potrebbe continuare a lungo».
Per questo, chiede il consigliere regionale, «è necessario che l'assessorato regionale alla sanità decida il modo in cui reperire le risorse da mettere a disposizione della Asl di Pescara per rinnovare le centinaia di contratti precari che vanno a scadenza. Più in generale, occorre porsi il problema di una stabilizzazione definitiva dei precari al fine di dare certezza alla qualità ed alla quantità delle prestazioni sanitarie erogate dalla Asl pescarese».
Anche la deputata Ds Pina Fasciani «condivide e sostiene le iniziative sindacali organizzate a sostegno dei precari della Asl di Pescara, per arrivare ad una soluzione concordata a salvaguardia delle prospettive occupazionali dei precari e per il funzionamento dei servizi sanitari
essenziali». Per risolvere tale questione e' necessario reperire 3 milioni di euro al fine di finanziare un progetto specifico che non pesi sulla spesa per il personale sottoposta ai vincoli del piano di rientro.
«Ciò è possibile e consentirebbe - prosegue Fasciani - di dare risposte concrete alla continuità di funzionamento di importanti, indispensabili reparti e servizi, e contribuire alla soluzione di gran parte del problema del precariato in Abruzzo che pesa sulla Asl di Pescara per il 50%».

07/05/2007 15.14

UDC CONTRARIA ALLA VENDITA DEGLI IMMOBILI

«Vendita di immobili e trasferimenti di uffici non risolvono i problemi della Sanità abruzzese», ha sottolineato l'onorevole Rodolfo De Laurentiis, «né i tagli di posti letto eseguiti con il piano sanitario senza una coerente programmazione possono invertire la tendenza all'indebitamento della nostra Regione. I modelli della legge Bindi», ha spiegato il parlamentare abruzzese dell'Udc, «rappresentano una forzatura in un territorio come il nostro che presenta una bassissima densità di utenza distribuita su uno spazio vastissimo, esattamente il contrario di quello vigente in territori come la Lombardia o il Lazio. E' necessario, piuttosto, che la Giunta pensi ad un modello organizzativo nuovo e che garantisca ai cittadini un livello di assistenza uniforme». De Laurentiis ha inoltre sostenuto che è necessario in Abruzzo eliminare il ticket perché in altre regioni, dove era presente, ha prodotto benefici solo in un breve periodo, vanificando nel tempo tutte le possibilità di ridurre la spesa farmaceutica.
09/05/2007 8.42