Americani Goodbye

Alessandro Biancardi

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Americani Goodbye
ABRUZZO. «Da quando rivesto un ruolo importante a livello nazionale ho iniziato ad avere la prova di come noi riusciamo ad essere provinciali: ci diciamo bravi da soli o ci affossiamo sempre da soli. Io credo che quando riusciamo a fare qualcosa di buono debbano essere gli altri a farci i complimenti. Invece, così facendo la regione non crescerà e non riusciremo a fare granché». Era la fine di ottobre 2006 quando qualcuno, fece intuire in che direzione stava andando l'Abruzzo e come eravamo visti dal di fuori. In quella occasione si parlava di Giochi del Mediterraneo, con toni più o meno trionfalistici, quando la situazione di Pescara 2009 era molto difficile (non che oggi sia proprio diversissima da ieri).
Anche allora c'era un «grande evento» in ballo.
A distanza di quasi sette mesi in Regione arriva un altro «grande evento» («storico» addirittura): 300 tour operators americani sbarcano in Abruzzo per vedere se sia il caso di valutare l'ipotesi di spedire i loro turisti da queste parti.
Tre giorni di prova quindi per il territorio, ed eccolì là, quei toni trionfalistici che ad ottobre qualcuno aveva chiesto di bandire per non fare troppo la figura dei provincialotti.
La visita dei tour operator è stata annunciata dall'assessore regionale al Turismo Enrico Paolini (prima dello sbarco- durante - e a decollo avvenuto) «un evento storico», «è l' Abruzzo che ha stupito», «Abruzzo sogno americano» (addirittura!), «un successo indiscutibile», «riscontri positivi».
A sentir parlare Paolini, come minimo questi americani la prossima estate o in un futuro (si spera) prossimo invaderanno l'Abruzzo, si approprieranno delle nostre spiagge, visiteranno i nostri musei (che per il momento hanno visitato i tour operator trovando bar e gabinetti chiusi –vedi Chieti-) e si spera lo facciano diligentemente (vista la quantità da «grande evento»), mangeranno nei nostri ristoranti notte e giorno- giorno e notte e può darsi anche che alla fine torneranno negli States con valige cariche di arrosticini, confetti, e sise delle monache almeno in quantità sufficienti per gridare ad un nuovo «sogno americano».
E se non dovesse arrivare nessuno?
Che importa, ormai l'Italy Symposium, l'assessore, l'Aptr e anche qualche noto ristorantino locale hanno avuto abbastanza visibilità… la gente si scorderà facilmente di 'sti americani…no?
Intanto, per l'ennesima volta, l'Abruzzo si è detto bravo da solo e per parafrasare quel qualcuno di cui sopra «così facendo la regione non crescerà e non riusciremo a fare granché».
E ce lo siamo detti in casa, spendendo soldi per pubblicità istituzionale (sui giornali a tiratura regionale, per ricordare agli abruzzesi che vale la pena venire a fare le vacanze in Abruzzo!). Peccato che quel qualcuno sia proprio l'assessore Paolini in carne e slogan.

Con l'adrenalina a mille per il «grande successo» Paolini non è riuscito nemmeno a tacere «una trattativa ancora in corso», al momento in fase iniziale «per verificare la possibilità di collaborazione» con la Walt Disney. In concreto: niente, se non un mare di "forse", "vedremo", "stiamo ancora lavorando" che gettati nel calderone a stelle e a strisce serve ad ingigantire il «grande evento» arrivato ormai ad essere una catastrofe colossale.
Che i pronipoti del mitico Walt intendano piazzare un mega parco di divertimento nella “Abruzzo, Europe's green heart”?
Con gli americani ancora sulla pista di decollo è stata sparata questa nuova cartuccia pubblicitaria-giornalistica.
E giù titoloni: «La Walt Disney è interessata a fare operazioni in Abruzzo».
Quello che è certo è che in questo contesto Paperino, Topolino & Co non sarebbero gli unici a far ridere.

E SE L'AMERICA TELEFONA?

Ora che sono ripartiti, speriamo che non telefonino.
«Nella pagina ufficiale pubblicata sul sito internet della Regione Abruzzo e dedicata all'Italy Symposium 2007», fa notare l'avvocato Andrea Monti  «Enrico Paolini, assessore regionale al turismo, si qualifica "Lieutenant Governor" e "Regional Minister of Tourism". Spero che nessun "partner" americano o inglese telefoni mai al centralino della Regione Abruzzo chiedendo del "Regional Minister of Tourism" o del "Lieutenant Governor"», spiega Monti, «perchè così facendo potrebbe scoprire che non esistono nè l'uno nell'altro. Nell'ordinamento italiano – infatti - i ministri sono solo quelli del governo centrale e di "governatori" non c'è manco l'ombra».
E Monti aggiunge anche una nota per il ghost writer del Regional Minister: «lieutenant" è un termine in uso nel gergo militare, mentre in "politichese" - come in aziendalese - per definire il secondo soggetto in una catena di comando si usa il termine "vice"».
E così con frasi italiane tradotte pari pari in inglese (che nessun americano pronuncerà mai) abbiamo speso altri soldi per approntare un fantastico sito web pieno di fotografie storiche e ormai datate che rappresentano sempre meno l'Abruzzo di oggi.
Goodbye Americani, see you soon.

Alessandra Lotti 28/04/2007 10.15