Corsi Ial: «mai ricevuti i 1500 euro per il rimborso frequenza»

Alessandro Biancardi

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IL BUCO MILIONARIO. PESCARA. Lo Ial non risponde, la Regione fa spallucce e i 15 corsisti in attesa del rimborso di 1500 euro non sanno più cosa fare per avere i soldi che spettavano loro per la frequenza al corso. A raccontare la storia a PrimaDaNoi.it è uno dei protagonisti, Giuseppe Munafò: «sono di Vasto», racconta, «e ho partecipato a un corso di formazione per disoccupati finanziato dalla Regione Abruzzo.
Il corso è stato gestito dallo Ial Cisl Abruzzo e riguardava "microricettività e nuova imprenditorialità per turismi alternativi emergenti". (questo).
Il corso era riservato a disoccupati e aveva tra le sue caratteristiche il "rimborso frequenza": 2.50 euro a ora per un totale di quattro ore giornaliere.
Il corso maturava -sommando le ore- circa 1300 - 1400 euro complessivi, «tutto sommato una piccola cifra», ci dice il nostro lettore, «ma molto importante per dei disoccupati».
«A oggi», raccontano, «nonostante il corso sia terminato da più di un anno, con regolare attestato ottenuto, io e i miei colleghi, non abbiamo visto un euro».
Dopo una paziente attesa di circa sei mesi hanno cominciato a dubitare e convincersi che quei soldi non sarebbero mai arrivati a destinazione: «abbiamo iniziato a sollecitare l'ente erogatore dei corsi, lo Ial, ma con varie motivazioni, ha sempre preso tempo rinviando il saldo economico che ci compete».
Cercare di contattare telefonicamente lo Ial è impresa assai ardua e si rischia di passare, come abbiamo fatto noi per un paio di giorni, almeno 15 minuti ascoltando la voce registrata che ci prega di stare in linea. Ma in realtà non risponderà mai nessuno. Chiamando poi al centralino della Cisl la risposta è decisa: «chiami dopo il 1° maggio…si vede che non ci sono». Ok, lo Ial avrà fatto un lungo ponte. «Questa usanza di non pagare o di cercare di ritardare il pagamento a vita», commentano i ragazzi arrabbiati, «è una regolare pratica illegale, e lo è, per più di un ente erogatore di corsi in Abruzzo».
La Regione, che finanzia il corso, assicura di non saperne niente, «e nonostante le nostre denunce», ribadiscono i giovani, «non prendono provvedimenti ma continua a far gestire corsi di formazione in gran quantità». (come si può vedere)
«Ci siamo recati di persona negli uffici regionali», raccontano ancora esasperati, «per cercare di avere delle risposte e delle certezze in merito alla questione dei corsi e dei tempi lunghissimi per i rimborsi dei medesimi. Ancora una volta sono caduti dalle nuvole, dichiarando che avevamo pienamente ragione su tutto e che quei soldi loro regione li avevano già elargiti tutti da molto tempo all'ente corsista e che anzi, noi li avremmo dovuti prendere addirittura in stato di avanzamento del corso, o comunque al più tardi alla fine del medesimo, che per noi equivale a più di un anno fa».
Alle incalzanti e precise richieste sul perchè nessuno verifichi nulla, sul perchè si possano gestire così liberamente soldi stanziati per i disoccupati, sul perchè la regione non sia ancora intervenuta, «hanno nicchiato facendo spallucce».
La denuncia è stata inoltrata anche alle trasmissioni tv Mi Manda Rai 3, Le Iene e Striscia La notizia.

28/04/2007 10.11