Lavoro nero: «il 64% delle aziende è irregolare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Lavoratori irregolari e norme sulla sicurezza che non si rispettano. E' quanto emerge dai dati presentati ieri nel corso dell'incontro "Esci dal nero. Conviene", grazie al quale si scopre che il 64% delle aziende abruzzesi controllate hanno diffuse irregolarità occupazionali.
Il dato è «preoccupante» agli addetti ai lavori e guardando i dati dei controlli del Ministero, dell'Inps e dell'Inail relativi al primo trimestre del 2007, la situazione appare nei suoi contorni chiari quanto drammatici. Su 2.090 aziende controllate ben 1.348 (il 64,4%) hanno presentato irregolarità facendo registrare un aumento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2006.
I lavoratori irregolari scoperti sono stati 1.275, dei quali 1.201 (il
94%) totalmente in nero. Questi lavoratori completamente irregolari sono inoltre il 69% in più rispetto ai 710 scoperti nel primo trimestre 2006. Il ministero ha voluto un forte aumento dei controlli, infatti lo scorso anni in regione sono stati assunti 20 nuovi ispettori per riuscire a tenere sotto controllo la situazione dell'intera regione.
«La situazione è preoccupante», ha sottolineato Francesco Colaci, direttore regionale del Lavoro «non solo perché si impiegano lavoratori irregolari ma soprattutto perché non si rispettano le norme di sicurezza». I settori coinvolti sono «quelli classici». Tra i primi spiccano «edilizia ed agricoltura», ma non sono da meno «servizi di intermediazione finanziaria, servizi commerciali, servizi di assistenza alle persone» che con il passare degli anni sono divenuti sempre più oggetto di impieghi irregolari.
Preoccupato anche il procuratore della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi che ha correlato i due fenomeni, mettendo in luce come «l'occupazione irregolare» sia «strettamente collegata alla sicurezza sui luoghi di lavoro».
«Il lavoro irregolare è diffuso anche nei pubblici esercizi», ha assicurato Giovanni Leoncini, direttore regionale dell'Inps che ha raccontato come «in una sola sera di controlli effettuati sulla costa e nell'interno, in 7 esercizi su 10 in media sono state riscontrate irregolarità». Una abitudine sempre crescente, quindi, per i titolari quelli di non regolarizzare i propri dipendenti e «l'unico modo per combattere il malcostume», secondo Leoncini, può essere quello di «aumentare i controlli, anche di sera e di domenica, convincendo gli imprenditori con le sanzioni che non é il caso di violare la legge».
Con una nuova normativa negli ultimi mesi in Abruzzo sono stati chiusi
24 cantieri che avevano
oltre il 20% di lavoratori irregolari
Ferdinando Balzano direttore regionale Inail ha aggiunto che «a livello di provenienza la grande maggioranza dei lavoratori in nero è composta da immigrati, più extracomunitari che comunitari, ma non mancano casi di italiani».

27/04/2007 10.10