L'Anfe compie sessant'anni, ma non li dimostra

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «L'associazione nazionale delle famiglie degli emigrati , fondata nel 1947 dall'aquilana Maria Federici, prepara grandi celebrazioni in Italia e all'estero». A raccontare la nascita dell'Anfe è Goffredo Palmerini, componente del Consiglio regionale Abruzzesi nel Mondo L'Anfe, l'Associazione Nazionale Famiglie Emigrati quest'anno celebra sessant'anni dalla fondazione. Numerose manifestazioni, in tutte le regioni d'Italia e nelle principali sedi nei cinque continenti, si terranno in vista della celebrazione del 60° anniversario, prevista il 23 e 24 ottobre a Roma.
Una serie di eventi in Italia e nel mondo, in preparazione della grandi manifestazioni d'ottobre nella capitale, che faranno riflettere sui temi dell'emigrazione, dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'accoglienza.
«Fu una grande intuizione e la capacità d'iniziativa d'una donna eccezionale, Maria Agamben Federici, a far nascere l'Anfe nel 1947», ricorda Goffredo Palmerini, componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo . «Un'associazione nata per assistere gli emigrati e le loro famiglie, a difesa dei loro diritti in Italia ed all'estero, per mantenere stretto il loro collegamento con le famiglie in Italia, per promuovere e realizzare la formazione professionale, per aiutare gli emigrati nei difficili processi di ambientamento nelle nuove realtà».
Maria è nata all'Aquila nel 1899 da Alfredo Agamben, imprenditore, e Nicolina Auriti, famiglia benestante, laureata in lettere, insegnante e giornalista, Maria sposa nel 1926 Mario Federici, anch'egli aquilano, drammaturgo ed affermato critico letterario, tra le personalità più significative del teatro e della cultura abruzzese del novecento.
Da Roma, negli anni del fascismo, con il marito si trasferisce all'estero, dove continua ad insegnare presso gli Istituti italiani di cultura, prima a Sofia, poi in Egitto ed infine a Parigi. A Roma si attiverà nella Resistenza, organizzando un centro d'assistenza per profughi e reduci. «Esempio, davvero ante litteram, d'emancipazione femminile», sottolinea Palmerini, «con trent'anni d'anticipo sui movimenti poi sviluppatisi in Europa, talvolta tra esteriorità ed esuberanze piuttosto che in impegni reali ed utili alla società».
Maria è una delle figure più importanti della nuova Repubblica democratica. Deputato all'Assemblea Costituente, dal 19 luglio 1946 al
31 gennaio 1948, contribuisce a scrivere le regole fondamentali della nostra Costituzione. Eletta alla Camera nella prima legislatura repubblicana (1948-1953) per la Democrazia Cristiana, opera negli anni della ricostruzione del Paese con Alcide De Gasperi. Intanto nel 1947, l'8 di marzo, Maria Federici aveva fondato l'ANFE, avendone avviato la costituzione l'anno precedente. Presidente dell'ente sin dalla fondazione, lo rimarrà fino al 1981. «Sotto la sua guida sicura», sottolinea ancora Palmerini, «con infaticabile impulso, l'associazione si espande in tutta Italia, con sedi in ogni provincia, con una rete operativa diffusa nei comuni a più alta emigrazione e presente dovunque i problemi sono più duri, in Italia o nel nuovo mondo». Anche in quei lontani continenti nascono sedi
dell'associazione: in Argentina, Brasile, Venezuela, Cile, Stati Uniti, Canada, Australia, ma anche in nel vecchio continente, in Belgio, Francia, Svizzera, Germania, Olanda, Lussemburgo, Gran Bretagna, con una rete capillare di strutture che diventano punti decisivi d'assistenza per i nostri emigrati, per la soluzione d'ogni problema sociale, burocratico ma anche psicologico nell'integrazione nelle nuove realtà.


27/04/2007 9.44