Siccità. Sacrifici per i cittadini ma gli sprechi (di soldi pubblici) continuano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Mentre l'Italia intera si sta preparando ad una emergenza siccità, l'Abruzzo scopre di essere lontana dal rischio di rimanere senz'acqua. Almeno oggi, e almeno a sentire l'assessore Mimmo Srour. Ma mentre le stesse amministrazioni invitano in queste ore i cittadini ad usare i rubinetti in “maniera consapevole”, riducendo gli sprechi, solo nel teramano si contano perdite di 39milioni di litri per reti colabrodo. L’Abruzzo segna i record di acqua sprecata, mentre le bollette sono sempre più salate e si pagano cari anche i tanti consigli di amministrazione di Ato e società che gestiscono il servizio idrico. LEGAMBIENTE: «L’ASSENZA DI SERIE POLITICHE IDRICHE ED ENERGETICHE E’ LA VERA CAUSA DELL’EMERGENZA»

ABRUZZO. Mentre l'Italia intera si sta preparando ad una emergenza siccità, l'Abruzzo scopre di essere lontana dal rischio di rimanere senz'acqua. Almeno oggi, e almeno a sentire l'assessore Mimmo Srour.
Ma mentre le stesse amministrazioni invitano in queste ore i cittadini ad usare i rubinetti in “maniera consapevole”, riducendo gli sprechi, solo nel teramano si contano perdite di 39milioni di litri per reti colabrodo. L'Abruzzo segna i record di acqua sprecata, mentre le bollette sono sempre più salate e si pagano cari anche i tanti consigli di amministrazione di Ato e società che gestiscono il servizio idrico.



LEGAMBIENTE: «L'ASSENZA DI SERIE POLITICHE IDRICHE ED ENERGETICHE E' LA VERA CAUSA DELL'EMERGENZA»

Un calo di mille litri al secondo. A tanto ammonterebbe il calo idrico in regione: -14% rispetto al normale, una media ben lontana da altre zone d'Italia dove si sta già registrando un -50%. Ma in Abruzzo il livello di attenzione resta alto, anche perché siamo ancora lontani dall'estate dove, secondo le proiezioni dell'assessorato all'ambiente si potrebbe arrivare ad una riduzione del 25% del flusso idrico.
Meno acqua, quindi, ma livelli più che sufficienti per non restare a secco.
L'assessore Srour ha anche fatto sapere che «l'Abruzzo è una regione ricca d'acqua», e che nonostante le reti colabrodo, «potremmo essere molto utili anche a zone limitrofe in emergenza. Eppure tutto questo ottimismo non era previsto. Si chiede ai cittadini un uso responsabile del bene comune ma, come evidenziato recentemente da Legambiente, il vero rischio siccità verrebbe rappresentato dalle reti idriche che fanno perdere per strada una buona percentuale idrica. Il record è di Pescara che addirittura butta per strada il 60% di liquido. Su questo fronte la Regione non ha ancora fatto conoscere le intenzioni ma
esclusivamente esortato i cittadini ad usare i rubinetti con parsimonia. Quello che è certo è che dopo i rincari delle bollette, i costi dei consigli di amministrazione e le «spese pazze dell'Aca»
(finite in un esposto sui tavoli della Procura) gli abruzzesi reagirebbero molto male ad una estate con rubinetti asciutti.
Una sistemazione a monte degli impianti "bucati", probabilmente, gioverebbe molto di più a tutti i residenti che vengono richiamati all'ordine con tanta severità e premura. Ma non ci sono novità, e anche la perdita di via dei Peligni che dura ormai da tre anni (segnalata da un nostro lettore) non vede soluzioni in arrivo.
Grande dinamismo su questo fronte da parte degli amministratori sempre pronti a rassicurare più che darsi da fare non se ne vede.
La situazione è questa da decenni ma le priorità sembrano sempre altre.
E dopo gli scandali e le brutte figure sui giornali nazionali anche su questi argomenti è ricalato il silenzio, il morbo più pericoloso contro i problemi.

TERAMANO: 39MILIONI DI LITRI PERSI AL GIORNO

Le reti idriche perdono, per cause diverse, il 36% d'acqua, pari giornalmente a circa 39 milioni di litri. Dal mese di marzo 2007 la Ruzzo Servizi S.P.A. utilizza per sopperire alla mancanza d'acqua potabile, il potabilizzatore di Collevecchio di Montorio, per il 44% ,con una erogazione giornaliera pari a circa 30 milioni di litri.
Solo il 36% delle risorse idriche di sorgente (39 milioni di litri) rimangono disponibili. Il 30% (21 milioni di litri) della risorsa idrica fatturata, viene utilizzata male(5,5%) e scaricata negli sciacquoni dei bagni(24,5%), giornalmente per circa.
Su una popolazione di riferimento (Ato 5 teramano) di circa 250.000 abitanti, distribuiti quasi tutti sulla costa, a causa della cattiva qualità, il 32% (80mila abitanti) non beve acqua dal rubinetto.
«Dietro la spinta dell'opinione pubblica», ricorda Franco De Angelis, presidente Assodaf (www.assodaf.it), degli indirizzi della Regione Abruzzo e dalle Associazioni, l'Ato 5 Teramano ha dovuto fare marcia indietro aggiungendo danno alla beffa; infatti si è deciso di tornare sulle scelte effettuate e ritrasformare le due società Ruzzo Servizi S.P.A. e Ruzzo Reti S.P.A. in una unica società pubblica». La costituzione della nuova società «richiederà un ulteriore esborso finanziario che alla fine ricadrà sulle tasche dei cittadini».
Di recente nell'ambito del Ciclo Idrico Integrato è stata costituita dal suo assessorato alle Opere Pubbliche un "Osservatorio Idrico Regionale" che dovrebbe vigilare sul territorio, nella fattispecie, anche, sull'operato dell'Ato 5 Teramano il quale, a sua volta, dovrebbero vigilare sul Gestore, «ma sia l'Assemblea della costituenda società di Gestione che quella dell'ATO 5 Teramano», ha spiegato De Angelis, «saranno rappresentati dagli stessi soggetti , i sindaci; in tal modo i controllori ed i controllati saranno gli stessi creando una sovrapposizione di competenze che servirà a generare confusione di ruoli e sperpero di denaro pubblico».

ESTATE "AFRICANA"

Niente di buono nemmeno dal fronte clima: l'anticiclone della Libia si sposterà sul Mediterraneo, mentre l'anticiclone delle Azzorre approderà in Inghilterra. Questo vuol dire prepararsi ad una estate "africana"- «E' probabile che le ondate di calore si verificheranno dopo il 10 giugno», ha spiegato il Cnr, «con temperature superiori ai 34 gradi.
Proseguiranno anche a luglio, fino agli inizi di agosto».
Maggio sarà invece caratterizzato da una temperatura nella norma e nella prima metà sono attese perturbazioni. Le piogge non riusciranno però a risolvere i problemi della siccità:
A soffrirne sarà anche l'agricoltura che dovrà fare i conti con la mancanza d'acqua. Ma anche il caldo forte potrà arrecare danni
pesanti: vittima rischia di essere in particolare il mais, perchè il calore favorisce la formazione di micotossine.

26/04/2007 11.04

LEGAMBIENTE: «L'ASSENZA DI SERIE POLITICHE IDRICHE ED ENERGETICHE E' LA VERA CAUSA DELL'EMERGENZA»


In crisi idrica ci siamo, i dati non sono punti di vista, sono numeri crudi che indicano che ci stiamo avvicinando ad un'estate che potrebbe ricalcare quella del 2003, quando in Europa ci furono oltre 30 mila morti per il caldo e ingenti danni economici per quasi tutti i settori, eccezion fatta per le acque minerali che aumentarono le vendite.
Il passaggio dalla gestione dell'emergenza al governo della risorsa idrica non può essere ordinario, ma necessità di un intervento straordinario sia economico che di pianificazione.
«Il cambiamento climatico - illustra Angelo Di Matteo, segretario di Legambiente Abruzzo - sta causando una drastica riduzione delle riserve idriche. L'Abruzzo è una regione a rischio, ma l'emergenza è anche figlia della cattiva gestione delle nostre risorse. Per un soluzione duratura ai problemi di approvvigionamento, occorre una pianificazione che, innanzitutto, elimini gli sprechi in rete e che incentivi il risparmio idrico. Le attività agricole intensive altamente idrovore, i sistemi di irrigazione ad alto consumo, oltre alle perdite lungo il percorso, determinano fortissimi sprechi. Lo stesso vale per gli usi civili, dove la perdita media regionale del 62%, evidenzia un sistema di condutture colabrodo vecchio ed in pessime condizioni. Emblematico il caso del comune di Pescara, al quarto posto tra i capoluoghi di provincia italiani, che perde in rete oltre il 50%».
«La crisi idrica si ripercuote anche con un rischio black-out per le centrali elettriche – prosegue Luzio Nelli della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo. Le rassicurazioni dell'ENEL, basate su considerazioni puramente impiantistiche, non tengono adeguatamente in conto della grave situazione di secca dei fiumi abruzzesi. Ignorando questo quadro, stiamo assistendo in regione nel frattempo ad una vera e propria esplosione di domande di nuove derivazioni idriche per nuove centrali. A volte si tratta solo di forme speculative e di cartello, che tendono ad accaparrarsi rendite di posizione. La Regione prima di rilasciare nuove concessioni ad uso idroelettrico deve valutare le ricadute sull'ecosistema complessivo per evitare danni irreversibili all'ambiente».

26/04/2007 14.17