Dipendenti del Consiglio regionale in rivolta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I dipendenti del Consiglio regionale, riuniti in assemblea, hanno proclamato lo stato di agitazione e dato mandato ai segretari regionali FP - CGIL, FPS – CISL ed FPL – UIL di proclamare lo sciopero dei dipendenti del consiglio regionale.
«Ormai», assicurano, «lavoriamo in un clima di opposizione, di ostilità e di svilimento dei nostri ruoli e delle nostre funzioni».
Niente corsi di aggiornamento, nonostante siano stati stanziati i fondi, «con conseguente depauperazione della propria professionalità evitata solamente grazie alla pratica dell'autoaggiornamento».
L'amministrazione quindi «chiede più professionalità, però non la mostra quando è lei chiamata ad agire».
«Il sistema di valutazione del personale», sostengono i dipendenti, «non è mirato a giudicare l'operato ed il lavoro del dipendente bensì lo stesso lavoratore quale persona, individuando criteri soggettivi, discrezionali e addirittura illegittimi, come quello di pretendere prestazioni superiori al ruolo, in palese contrasto alle previsioni contrattuali che riservano questa ultima possibilità all'assegnazione delle mansioni superiori».
Al centro della rivolta dei dipendenti anche l'acquisto dello stabile della Camera di Commercio nei pressi di via delle Caserme.
«L'amministrazione del Consiglio Regionale continua ad ignorare le nostre richieste ma nello stesso tempo ha acquistato uno stabile per diversi milioni di Euro a Pescara, senza minimamente ritenere di informare il sindacato sull'utilizzo che ne intende fare e su come può influire tale acquisto sul progetto di riforma dell'organico. L'unica informazione che è stata data, informalmente, al sindacato riguarda la necessità di avere ulteriori 50 posti in dotazione organica, senza riferire le funzioni, i ruoli, le qualifiche e la sede di tale ulteriore personale».
Una decisione che ha fatto storcere più di qualche naso ma che, assicurano i bene informati, sarebbe solo la punta di un iceberg.
Altra nota dolente i contratti dei lavoratori: «nonostante siano passati diversi mesi dall'approvazione della legge finanziaria 2007 che ha dato la possibilità di stabilizzare il personale precario, il consiglio regionale non informa sulle sue intenzioni in merito».
Inoltre non sarebbe stata data piena attuazione alla programmazione triennale del fabbisogno del personale «che prevedeva, per il 2007, oltre alle assunzioni esterne, processi di riqualificazione del personale con conseguente progressione delle funzioni, del ruolo e della qualifica».

24/04/2007 10.51