I sindacati contro la Regione:«Così non va: più concertazione e trasparenza»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1026

ABRUZZO. Un progetto “alto” di rinnovamento che assuma la centralità di politiche e interventi di contrasto al declino industriale in atto, di sostegno all’innovazione tecnologica e alla ricerca, di qualificazione dei servizi pubblici e di pubblica utilità di valenza regionale, di riorganizzazione della Regione e dei suoi Enti strumentali e Agenzie, di miglioramento delle conoscenze e competenze del “capitale umano” e sua riqualificazione professionale.

ABRUZZO. Un progetto “alto” di rinnovamento che assuma la centralità di politiche e interventi di contrasto al declino industriale in atto, di sostegno all'innovazione tecnologica e alla ricerca, di qualificazione dei servizi pubblici e di pubblica utilità di valenza regionale, di riorganizzazione della Regione e dei suoi Enti strumentali e Agenzie, di miglioramento delle conoscenze e competenze del “capitale umano” e sua riqualificazione professionale.

E' quello che chiederanno Cgil Cisl Uil Abruzzo che hanno decidono di aprire una formale vertenza confederale con la Regione e chiedono un mutamento profondo delle relazioni sindacali che hanno finora caratterizzato i rapporti tra Giunta e Parti sociali.
Sabato 21 aprile, presso il Teatro Massimo di Pescara, con inizio alle ore 10,00, le Segreterie Regionali di Cgil, Cisl e Uil terranno un Assemblea dei Quadri e Delegati per la presentazione della Piattaforma Rivendicativa del Sindacato.
Interverrà ai lavori il Segretario Generale della CISL Nazionale Raffaele Bonanni.
La piattaforma sindacale rivendica al governo della Regione la scelta di mettere al centro dell'attività politico-amministrativa i seguenti obiettivi e priorità.
Per i sindacati «la concertazione e la negoziazione trasparente delle principali scelte di governo della Regione devono costituire il metodo di riferimento dei rapporti, al fine di garantire la partecipazione democratica delle forze sociali alla programmazione dello sviluppo, in una corretta dialettica tra Istituzione regionale e Organizzazioni Sindacali ed Imprenditoriali».

Nel merito degli obiettivi, i Sindacati abruzzesi danno priorità rivendicativa:

- ALLE POLITICHE INDUSTRIALI E DI RIEQUILIBRIO TERRITORIALE, con particolare riferimento all'area di Sulmona e dell'Alto Sangro, al rilancio dei settori del tessile, abbigliamento, calzaturiero e agro-alimentare, al reimpegno in Abruzzo delle grandi Aziende Telecom., Poste, Enel, Eni, Autostrade, Ferrovie, all'incremento delle quote dell'indotto della Fiat e delle altre grandi aziende da localizzare in tutta la regione;

- ALLA SANITÀ E AL WELFARE REGIONALE, chiedendo l'approvazione entro l'anno del nuovo Piano Sanitario che riorganizzi e renda più efficace ed efficiente la sanità abruzzese su tutto il territorio dopo l'approvazione del piano di risanamento finanziario già effettuato. Occorre far decollare l'integrazione socio-sanitaria con la coincidenza dei distretti sanitari con gli ambiti sociali, con l'aumento delle risorse del Piano Sociale al 3% del Bilancio Regionale e l'istituzione del fondo di assistenza per i non autosufficienti;

- ALLA PROGRAMMAZIONE SETTORIALE, con la richiesta alla Regione di approvare i piani: per lo sviluppo industriale, il piano integrato dei trasporti, la legge
urbanistica, il riordino dei servizi idrici, il piano energetico, il piano di smaltimento
dei rifiuti, la riforma delle aziende per l'edilizia popolare, una nuova legge per il turismo e di riforma dell'azienda di promozione turistica;

- ALLA FISCALITÀ REGIONALE E LOCALE, con richiesta di superare in tempi certi le maggiorazioni Irap ed addizionali Irpef già introdotte, di costituire un osservatorio sulla fiscalità e sulle tariffe e l'assunzione del metodo ISEE per tutte le agevolazioni tariffarie;

- ALLA SCUOLA, con l'apertura di una vertenza contro il Ministero della Pubblica Istruzione per ridare alla scuola abruzzese almeno 300 unità tra docenti e collaboratori delle 2.000 tagliate negli ultimi anni. I Sindacati ritengono il funzionamento della scuola strategico per lo sviluppo economico, sociale e civile della Regione;

- ALLA RIFORMA DELLA REGIONE, DEGLI ENTI STRUMENTALI. CGIL, CISL e UIL ritengono fondamentale e non rinviabile la riforma dell'Ente Regione e degli Enti strumentali, delle Agenzie e delle Aziende.
A tal fine chiedono:
- la Legge Quadro di riorganizzazione della tecnostruttura che renda la Regione più adeguata alle nuove funzioni di ente di legislazione e controllo e non di gestione. Dovrà prevedere una dotazione organica adeguata, la riqualificazione del personale attraverso le progressioni contrattuali verticali, blocco delle assunzioni precarie e clientelari, rispetto della contrattazione e separazione delle competenze tra politica e tecnostruttura e applicazione del memorandum sulla pubblica amministrazione;
- riforma di tutti gli Enti strumentali per una loro ridefinizione delle missioni specifiche di ciascuno eliminando doppioni e la proliferazione di incarichi politici lautamente retribuiti;
- l'approvazione di una legge regionale che consenta la stabilizzazione nel triennio di tutti i lavoratori precari sia della Regione che degli Enti strumentali, comprese le ASL, e che preveda finanziamenti o agevolazioni per le imprese private che stabilizzano il loro precariato.

20/04/2007 8.49