"Comunicabile", aiutare i disabili a comunicare con i nuovi ausili informatici

Alessandro Biancardi

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CASOLI. Se ne è discusso a Casoli (CH) nel corso del primo convegno organizzato dal Gruppo "Comunicabile" per spiegare ai parenti dei disabili come le tecnologie informatiche e telematiche possono essere un supporto dell'autonomia, della partecipazione e della integrazione. All'evento hanno partecipato le famiglie dei diversabili, insegnati, cooperative sociali.
Comunicabile ha voluto evidenziare la possibilità e le modalità per le famiglie dei diversamente abili dell'uso di tecnologie informatiche e metodi e strategie per potenziare (in situazioni di comunicazione verbale deficitaria) o sostituire (in situazioni di comunicazione verbale e scritta assente) le capacità residue di comunicazione per una migliore qualità di vita in ottica di una maggiore autonomia ed indipendenza.
Attraverso il percorso tracciato dagli interventi dei relatori, con testimonianze di casi, e lo scambio con i partecipanti, sono stati raccolti spunti utili per dare, nel futuro, visibilità sul territorio a tematiche inerenti le diversabilità. In particolare Comunicabile si è costituito quale locus privilegiato di incontro fra famiglie di diversabili, istituzioni pubbliche e soggetti privati ponendo le base per una futura fattiva cooperazione fra le parti interessate.
Particolarmente apprezzate, tra le soluzioni proposte, le testimonianze e le dimostrazioni pratiche di Simone Soria, presidente di A.I.D.A. Ausili e Informatica per Disabili e Anziani, ingegnere informatico disabile affetto da tetraparesi spastica grave dalla nascita, ideatore di "FaceMouse", un innovativo software che permette di pilotare il cursore del mouse muovendo il capo o qualunque parte del corpo che il disabile controlli, senza l'utilizzo di mani, voce e sensori. Marco Gagliotta terapista della riabilitazione presso il Centro Serapide di Pozzuoli ha invece presentato le possibilità e limiti della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, un insieme di metodi e strategie che servono a potenziare le capacità residue del soggetto di comunicare.
Severino Mingroni che è intervenuto all'evento in video chiamata con Skype, animando il dibattito con una sua testimonianza di locked-in dal titolo "L'informatica nella mia LIS". «Senza internet sarei sepolto vivo», ha spiegato Mingroni, dal 1995 immobilizzato su una sedia a rotelle a causa di una trombosi. Severino Scrive grazie ad una fascia che gli cinge la testa e che gli permette, grazie ad un puntatore, chiamato Headmouse, di comunicare con il mondo esterno, e con chiunque voglia parlare con lui sul suo blog,
al sito www.severinomingroni.it .

LA STORIA DI SEVERINO
 

04/04/2007 9.25