Lavoro, nasce il tavolo del Governo per la Valle Peligna

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La nascita di un tavolo negoziale coordinato direttamente dal ministero dello Sviluppo economico per gestire la vertenza occupazionale e di sviluppo della Valle Peligna. È quanto deciso al termine della riunione che nel pomeriggio si è tenuta nella sede del ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti istituzionali e sindacali abruzzesi e i vertici del Ministero.

ABRUZZO. La nascita di un tavolo negoziale coordinato direttamente dal ministero dello Sviluppo economico per gestire la vertenza occupazionale e di sviluppo della Valle Peligna. È quanto deciso al termine della riunione che nel pomeriggio si è tenuta nella sede del ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti istituzionali e sindacali abruzzesi e i vertici del Ministero.

A formulare la richiesta è stato il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, che in apertura dei lavori ha ribadito «la necessità che il Governo nazionale elevi la questione territoriale Valle Peligna a vertenza nazionale».
Da qui la richiesta di un tavolo negoziale che è stata subito recepita dal Sottosegretario Filippo Bubbico.
Davanti ai rappresentanti istituzionali e sindacali abruzzesi, il presidente Del Turco ha sottolineato come «la vertenza Valle Peligna rappresenti la grande questione della Giunta regionale e dell'Assemblea regionale».
Ma il presidente Del Turco ha poi accompagnato la sua richiesta di creazione un tavolo negoziale con due proposte operative.
«Questo tavolo - ha detto - deve essere in condizione di coinvolgere il sistema pubblico e privato delle imprese. Penso, per quest'ultimo caso, alla possibilità di avviare un confronto con il Gruppo Fiat per affrontare le implicazioni legate all'incremento di produzione della Sevel di Atessa. Questo stabilimento si appresta a produrre circa 300 mila veicoli l'anno e si prevede la possibilità di un ampliamento dell'indotto. Bene, noi chiediamo che una parte di questo indotto venga dirottato in Valle Peligna. Già questa per noi potrebbe essere una grande risposta del Governo».
Il presidente Del Turco h poi chiesto un impegno del Governo anche per la parte pubblica, indicando il Gruppo Finmeccanica.
«Questo Gruppo - ha sottolineato - potrebbe destinare parte dei suoi impegni internazionali legati ad investimenti su quel territorio. La nascita del tavolo negoziale - ha aggiunto il presidente della Regione - mi sembra comunque un primo risultato perché permette di concentrare in un unico contenitore l'insieme delle vertenze occupazionali della Valle Peligna che altrimenti andrebbero disperse nei diversi settori di crisi. È chiaro che questo è solo l'inizio, e abbiamo detto chiaramente che sarà il Governo a gestire direttamente la crisi del territorio».
I rappresentanti del Ministero hanno poi chiesto un dossier della crisi occupazionale che evidenzi le criticità azienda per azienda. Alla riunione erano presenti l'assessore al Lavoro Fernando Fabbiani, i parlamentari Tenaglia, Legnini, Bontempo e Pelino, il sindaco di Sulmona, Franco La Civita, il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, i rappresentanti sindacali regionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e quelli di Confindustria Abruzzo.
«Finalmente la vertenza della Valle Peligna assurge a rango di vertenza nazionale- ha affermato la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane- un risultato importante per il territorio, ma si tratta solo di un buon inizio a cui bisogna far seguire mosse concrete. Per questo siamo tornati a ribadire al governo la necessità di approvare al più presto uno strumento speciale di contrattazione negoziata per la Valle Peligna, capace di far leva sui punti di forza esistenti. Uno strumento necessario a rilanciare l'economia della zona, che potrebbe aprire spiragli positivi anche alla luce dei finanziamenti legati all'87.3C. Una conquista significativa quest'ultima- ha aggiunto la presidente- che rappresenta una boccata d'ossigeno per l'intera economia locale e che siamo riusciti ad ottenere grazie alla collaborazione tra Enti locali. La Valle peligna non può essere lasciata da sola al suo destino. Ha bisogno di un patto forte tra le istituzioni, un patto per il lavoro e per lo sviluppo. Un banco di prova importante, in cui tutte le parti interessate sono chiamate a misurare le reali intenzioni di lavorare per la vertenza e di assumersi impegni e responsabilità».

LA PROTESTA DEI LAVORATORI FINMEK

Ed una rappresentanza di lavoratori della Finmek dell'Aquila ha manifestato sotto la sede del Ministero delle Attività produttive.
Proprio mentre il presidio attendeva notizie dal tavolo, il Ds Massimo Cialente ha assicurato come «al gruppo Finmek verranno assegnati 1.025 provvedimenti di prepensionamento e cioè tanti quanti ne erano stati richiesti dall'azienda nazionale. Il provvedimento in favore dell'Aquila - ha spiegato - rientra nelle iniziative sulla mobilità lunga previste nell'emendamento da me curato all'interno della Finanziaria, e consentirà di dare sistemazione a tutti coloro che ne hanno
diritto all'interno del sito aquilano, nessuno escluso. Il provvedimento consente di avere un pensiero in meno nella difficile trattativa che si sta conducendo presso il Ministero. Resta acuto e irrinunciabile - ha aggiunto - il problema della soluzione industriale definitiva che garantisca un futuro a tutte le maestranze. Un problema di ardua soluzione ma sul quale non intendo risparmiare alcuno sforzo».

L'INCONTRO DEL TURCO-NAPOLITANO

Venti minuti di fitto colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per «parlare dell'Abruzzo».
È stato questo il senso della visita che nel pomeriggio di ieri il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ha avuto al Quirinale con il Capo dello Stato.
«Ho chiesto al Presidente di dare una mano all'Abruzzo - ha detto Del Turco al termine dell'incontro - Napolitano è uomo che ha una lunghissima esperienza politica e una grandissima conoscenza dei territori e della loro economia. E non è un caso che mi ha chiesto conto di vecchie storie abruzzesi che hanno rappresentato per anni un problema: dall'agricoltura alle grandi aziende che da grandi fattori di sviluppo per la regione sono diventati fattori di crisi».
Del Turco ha insistito sul fatto che l'incontro con il presidente Napolitano «è andato bene, anche perché il Capo dello Stato ha avuto la pazienza di ascoltare le nostre ragioni e pensare percorsi che possano aiutare, nei limiti istituzionali imposti dal ruolo, la nostra regione anche per risolvere i nostri guai».

03/04/2007 9.14