Monitoraggio del Radon nelle abitazioni della regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Arta Abruzzo, in convenzione con la Regione, sta ultimando il progetto di zonizzazione per individuare le zone a rischio di elevate concentrazioni di Radon in ambienti chiusi come le abitazioni civili ed i luoghi di lavoro. Per quanti vogliono collaborare al progetto per monitorare la propria abitazione possono contattare l'agenzia dell'ambiente.

Il Radon è un gas naturale radioattivo che esala dal terreno e che, in condizioni particolari, può accumularsi proprio negli ambienti chiusi, rappresentando così un potenziale rischio per la salute.
Le attività del progetto consistono in una campagna di misure su un campione di circa 2.200 abitazioni rappresentative dei 305 Comuni della nostra Regione. I risultati della campagna forniranno indicazioni sui livelli di rischio cui sono soggetti gli abruzzesi. In questo periodo , è ormai in fase di completamento il monitoraggio dei comuni in provincia dell'Aquila e di buona parte dei comuni nelle altre province. A breve saranno interessati dalle attività di monitoraggio anche i rimanenti comuni della fascia litoranea.
I risultati restituiti dalle indagini confermano oggi un quadro già noto da tempo: le concentrazioni di Radon nelle abitazioni abruzzesi sono generalmente non preoccupanti. E' stato tuttavia individuato un limitato numero di siti, per lo più nelle aree interne, dove sono in corso studi più approfonditi per la loro eventuale classificazione come aree "a rischio".
Com'è facile intuire, il Progetto non può prescindere dalla disponibilità dei cittadini: essi, se interessati a far valutare la concentrazione di Radon nelle proprie abitazioni, potranno contattare il Dipartimento Provinciale Arta competente per territorio. L'agenzia darà priorità a segnalazioni relative ad abitazioni poste al piano terreno o seminterrato.
L'eventuale disponibilità dei cittadini non comporterà per essi oneri economici (le operazioni saranno completamente gratuite), né rischi di alcun genere.
La misura consisterà nel lasciare un piccolo dosimetro all'interno dell'abitazione, in camera da letto o nel soggiorno, per un periodo di 6-12 mesi. Il dosimetro è un rivelatore passivo, dall'aspetto di un disco di plastica di pochi cm di diametro, innocuo per le persone e del tutto ininfluente sulle attività domestiche. Dopo il periodo di esposizione, il dosimetro sarà ritirato dal personale dell'Agenzia per le conseguenti letture di laboratorio.
23/03/2007 11.19