Piano risanamento sanità: ecco la legge che vende immobili per oltre 100mln

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ stata promulgata lo scorso 16 marzo 2007 la legge relativa a “misure finanziarie urgenti per il Piano di risanamento del sistema sanitario regionale di cui all’art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Legge finanziaria 2005)”. Il provvedimento legislativo, oltre a destinare il gettito fiscale Irap ed Irpef al risanamento del sistema sanitario regionale (art. 1), prevede tra l’altro che «per l’esercizio 2007 il pareggio di bilancio della Regione Abruzzo, è assicurato mediante l’attuazione di un piano straordinario di dismissioni di immobili appartenenti al patrimonio della Regione Abruzzo e delle Aziende sanitarie locali regionali».
«A tal fine», si legge ancora, «la Giunta regionale approva, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'elenco dei beni da dismettere con le procedure previste dalle vigenti normative, ivi comprese procedure di finanza strutturata».
Il Piano ricomprende beni per un valore stimato non inferiore ad euro 101.000.000,00. La stessa legge promulgata dal Presidente, stabilisce che per gli esercizi successivi lo stanziamento è determinato ed iscritto sul pertinente capitolo nell'importo di euro 136.000.000,00 e comunque non inferiore al gettito derivante dalle misure di cui al citato art.1 , commi da 6 a 8, della legge regionale 12 dicembre 2006, n.44 (Determinazione delle aliquote Irap e addizionale regionale Irpef e misure per il risanamento del sistema sanitario regionale).

IDV: «SERIO PROBLEMA DI CREDIBILITA' DEL CENTROSINISTRA»

«Se anche i partiti rappresentati nel Governo Regionale vanno in ordine sparso sull'approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera, presentando decine di emendamenti che possono snaturare i contenuti e alterare la spesa complessiva, mettendo a rischio gli adempimenti obbligatori sottoscritti con il Governo Nazionale, si pone indubbiamente un serio problema di credibilità dell'intera coalizione». Lo ha dichiarato il Coordinatore dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli. «Ciò che forse non è sufficientemente chiaro è che siamo già in ritardo nella possibilità di attuazione degli impegni dell'accordo Stato-Regione e se non si completa la riqualificazione della rete ospedaliera con l'approvazione urgente degli altri provvedimenti che dovranno essere contenuti nel Piano Sanitario salta ogni possibilità di mantenere gli obblighi di risanamento del debito ingente della sanità e di liberare nuove risorse nel bilancio regionale, con il ricorso drammatico a nuove tasse. Nessuno vuole fare allarmismo disfattista ma non si può neppure chiedere all'Italia dei Valori, nonostante il nostro senso di responsabilità, di fare da crocerossa a chi si vuol far male».

AN: «LA MARSICA FORTEMENTE PENALIZZATA»

«Un appello ai consiglieri regionali della Marsica - al di là delle appartenenze politiche - affinché difendano la sanità marsicana, fortemente penalizzata dalla proposta di piano di riordino ospedaliero predisposta dalla giunta regionale ed ora in discussione nella quinta commissione consiliare regionale» è stato rivolto dal presidente federale di An Emilio Iampieri ai rappresentanti del territorio nell'assemblea regionale.
«Questo scellerato piano di spartizione dei posti letto – perché di questo si tratta», ha detto Iampieri, «è arrivato nella commissione consiliare competente e presto approderà in consiglio regionale. Se sarà approvato così com'è comporterà un ridimensionamento senza precedenti delle nostre strutture, con preoccupanti conseguenze sul piano sanitario e occupazionale. Di fronte a tale sciagurata ipotesi, occorre che gli eletti della Marsica facciano quadrato nel sostenere la sanità marsicana ed in particolare l'ospedale di Avezzano, che altrimenti rischia di essere trasformato in un grande pronto soccorso, costringendo i malati marsicani a recarsi altrove per ricevere adeguate cure specialistiche. Purtroppo – sottolinea il presidente di AN – le logiche che hanno ispirano la maggioranza di centrosinistra nella redazione di questo piano non hanno nulla a che vedere con le reali esigenze del territorio e con la necessità di un riordino effettivo delle realtà sanitarie, ma rispondono a particolarismi inaccettabili e a lotte di potere che ancora una volta vedono la Marsica e le aree interne soccombenti rispetto agli interessi predominanti della ‘costa'».

IL DIRIGENTE «FUGGITO»

Dopo l'approvazione del piano di rientro il dirigente responsabile del settore si è dimesso chiedendo di essere trasferito. Il consigliere Udc, Mario Amicone ha espresso tutti i suoi dubbi in merito.
«Se è vero che il Dr.Paolo Costanzi si è dimesso da Direttore del Bilancio chiedendone il trasferimento dopo aver "subito "la firma per la nota variazione di bilancio attestandone la regolarità tecnica da noi contestata vuol dire che, anche se in ritardo, abbiamo avuto la spiegazione del perchè tanto massiccio movimento di funzionari tra i vari Settori della struttura regionale», ha detto Amicone, «questa è la conferma che quella variazione fatta con entrate inesistenti, quali la speranza di una svendita di un non ben definito patrimonio regionale, è stata ed è una operazione da "bancarotta fraudolenta" molto grave per un amministratore pubblico che amministra denaro non suo ma dei cittadini».
«Ma», aggiunge Amicone, «non ci rallegra, nè ci consola, per quanto comprensibile lo stato di soggezione di fronte ad amministratori senza scrupoli. Il fatto che siamo costretti a chiudere la porta solo dopo la fuga dei buoi perchè ormai il Consiglio ha deliberato per il bilancio un pareggio che non c'è e che rischia di pareggiare concretamente ancora e solo con l'aumento delle tasse».


MAZZOCCA:«PROSSIMO PASSO LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI DELLA SANITA'»

«La stabilizzazione parziale del personale precario della sanità sarà problema che esamineremo subito dopo l'approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera».
L'annuncio è stato dato ieri dall'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, durante l'incontro avuto con i sindacati del comparto sanitario sulla riorganizzazione del personale. Il percorso indicato dall'assessore alla Sanità verte sul piano di riordino della rete ospedaliera, che costituisce l'ossatura fondamentale del futuro piano sanitario regionale, che sarà all'esame del Consiglio regionale nella seduta del prossimo 27 marzo, sulla successiva presentazione degli atti aziendali delle sei Asl abruzzesi, che delineano il modello organizzativo di ogni Asl ed infine sulla definizione delle dotazioni organiche per ogni azienda sanitaria.
L'assessore ha ricordato che «nel 2006 il costo del personale precario nella sanità ha costituito in media il 7% della spesa di ogni Asl, con punte anche del 10%, come è accaduto per l'Asl di Pescara».
Per l'assessore «queste cifre indicano che in alcuni casi è stato fatto un ricorso ai contratti a tempo determinato in misura abnorme, molte volte per sostenere servizi essenziali e far funzionare gli ospedali, talvolta anche per evitare turni di notte a qualcuno».
L'assessore ha quindi precisato che «il dato di partenza da considerare per il disegno di riorganizzazione del personale e per definire la consistenza del personale precario deve essere quello del numero di dipendenti della sanità che saranno posti in quiescenza per raggiunti limiti d'età, quindi in ogni Asl sarà considerato il numero di pensionati previsto per il 2007».
«Sulla base dei dati forniti dalle Asl sui pensionamenti di personale potremo avviare la manovra - ha concluso l'assessore - effetto anche delle previsioni delle leggi finanziarie dello Stato che impongono tagli al personale della sanità».

PROGETTO PER RIDURRE LE LISTE DI ATTESA

Riduzione delle liste d'attesa per le prestazioni sanitarie più richieste a cominciare dalla diagnostica e radiografia.
Partono da queste priorità i progetti Obiettivo 2005 che la Giunta regionale ha licenziato.
Proprio sullo sviluppo della politica dei Livelli essenziali di assistenza che fa riferimento alle liste di attesa nei vari ospedali, l'assessore Mazzocca ha voluto concentrare la quota massima messa a disposizione dal Piano sanitario nazionale 2003-2005 per i progetti Obiettivo.
Per questa priorità sono stati stanziati oltre 6,5 milioni di euro, pari al 22% dell'intero finanziamento 2005 che ammonta a circa 30 milioni di euro.
Nei progetti Obiettivo 2005 sono stati poi individuati altre quattro priorità che sono state finanziate.
Si tratta delle Cure primarie per le quali sono stati stanziati circa 6 milioni di euro; della Rete integrata dei servizi sanitari e sociali per la non autosufficienza che prevede un finanziamento di 6 milioni 247 mila euro; del centri di eccellenza in favore dei quali sono stati stanziati oltre 5,5 milioni di euro; ed infine della Comunicazione istituzionale con un finanziamento di 5,3 milioni di euro.

21/03/2007 9.23